Top & Flop * Giovedì 27 giugno 2019

Top & Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP

FRANCESCO BORGOMEO

Ha realizzato il sogno. A Roma nel Palazzo del Grillo (quello del celebre Marchese interpretato da Alberto Sordi) questo pomeriggio l’imprenditore Francesco Borgomeo ha annunciato l’avvio ufficiale della produzione di sampietrini in pietraceramica nello stabilimento ex Ideal Standard di Roccasecca che ha totalmente riconvertito.

Ha salvato 350 posti di lavoro tra diretti e indotto. Che si aggiungono ad altri cento salvati ad Anagni rilevando e convertendo la ex Marazzi Sud. Ed un altro paio di centinaia nella Tagina di Gualdo Tadino. Più quelli appena messi al sicuro al Centro Impasti Ceramici di Spilamberto in provincia di Modena.

Per ascoltare il suo annuncio si sono scomodati l’ex ministro ed ex sindaco di Roma Francesco Rutelli, l’eurodeputato Simona Bonafé che ha curato buona parte della normativa europea sulla tutela dell’ambiente e l’economia del riciclo; Andrea Peruzy, il manager romano presidente e amministratore delegato di Acquirente Unico. Dall’estero sono arrivati alcuni tra i principali esperti nella fornitura mondiale di pietre da cantiere. Dalla provincia di Frosinone dove ha salvato buona parte di tutti quei posti? Nessuno, se non una delegazione dell’Asi. Né un parlamentare, né un consigliere regionale, né un sindaco. Borgomeo non ha sottolineato la cosa. L’ha ignorata. Ed ha preferito elogiare i suoi lavoratori: “eccezionali con la loro capacità di fare”. Chissà quanti gli chiederanno di sistemare qualcuno in fabbrica.

Nemo profeta in patria.

QUELLI CON LE MASCHERINE

Sono andati in consiglio comunale perché erano e sono preoccupati. Parliamo di tantissimi cittadini che abitano nella zona dove c’è stato l’incendio della Mecoris a Frosinone. Hanno indossato delle mascherine “perché sono tre giorni che puzza”.

Il sindaco Nicola Ottaviani ha risposto alle loro domande e non sono mancati momenti di tensione. Ma in ogni caso il primo cittadino ha fatto bene a permettere alla gente di chiedere spiegazioni. Perché al di là dei valori delle polveri sottili, dei controlli a tappeto, delle ordinanze e di tutte le precauzioni del caso, resta il fatto che in quella zona c’è stato un incendio di rifiuti. Durato giorni. I cittadini chiedono trasparenza e risposte rapide. Che vanno oltre le carte, le competenze, i microgrammi, le concentrazioni. Certamente molti aspetti devono ancora essere chiariti, a cominciare dall’origine del rogo. Dolosa o colposa?

Ma con le loro domande in aula hanno riportato gli amministratori sulla terra. Quando succedono episodi del genere, la preoccupazione va alle stelle. Ed è giusto avere rassicurazioni in tempo reale e senza filtri. Veri e incazzati.

FLOP

LUIGI DI MAIO

Mercoledì sera è venuto a Frosinone per un appuntamento di carattere privato. E ha cenato all’Osteria Santa Lucia, dove è stato “pizzicato” da Ciociaria Oggi e da Alessioporcu.it.

Ma Luigi Di Maio è vicepresidente del consiglio, ministro del lavoro e dello sviluppo economico e capo politico del Movimento Cinque Stelle. Esiste davvero una sfera soltanto privata? Il punto politico però è un altro: fino ad un anno fa la visita di Luigi Di Maio a Frosinone sarebbe stata annunciata con le fanfare e pubblicizzata sul Blog delle Stelle. I parlamentari e i consiglieri regionali locali avrebbero chiamato a raccolta tutti i portavoce e i consiglieri comunali. Sarebbe stato organizzato un evento o un comizio nel quale parlare dei tagli alla Casta e di tutto il resto. Stavolta no. Tutto in silenzio, senza una dimensione politica. La sfera privata c’entra fino ad un certo punto. In realtà un anno al Governo ha sfibrato i Cinque Stelle, che quasi tendono a passare inosservati. Alle Europee il consenso si è dimezzato rispetto alle politiche e va sempre peggio.

Luigi Di Maio è lo specchio di un Movimento preoccupato di non farsi notare. 

Caduta libera.

KRISTALIA PAPAEVANGELIU

Quando si dice il destino cinico e baro. Kristalia Rachele Papaevangeliu è una che nella Lega ci sta nella buona e nella cattiva sorte. È la prima dei non eletti nel Lazio e l’elezione a Strasburgo della senatrice Cinzia Bonfrisco le aveva letteralmente spalancato le porte di Palazzo Madama.

Almeno nelle speranze, legittime e motivate. Invece la Giunta delle elezioni ci ha messo lo zampino. Stabilendo che l’elezione di Matteo Salvini nel collegio della Calabria 1 va contestata, perché quel seggio appartiene a Forza Italia. E mica è possibile che il Capitano possa non restare in Parlamento? Infatti Salvini sarebbe eletto nel Lazio, proprio al posto della Bonfrisco. Per Kristalia Rachele Papaevangeliu una beffa dai contorni grotteschi.

Al suo posto… il Capitano. Dal sogno all’incubo.

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