Top & Flop * Giovedì 29 agosto 2019

Top & Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP 

LUCA FRUSONE

Il deputato del Movimento Cinque Stelle ha gestito alla perfezione questa crisi politica. Più in generale, all’interno del Movimento ha saputo mantenere una posizione equidistante tra Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Roberto Fico. A dimostrazione che è cresciuto moltissimo. Ed ha imparato a riconoscere le trappole e le insidie della politica; soprattutto ad evitarle.

Luca Frusone

Questo gli ha consentito, nei giorni più intensi della crisi, di rilasciare interviste rilasciate a quotidiani nazionali di rilievo come Il Mattino ed il sito  Formiche.net. Sono state le uniche prese di posizione nel mare del silenzio che in quel momento era strategico. L’intesa con il Partito Democratico non piace a nessuno, specialmente alla base dei pentastellati. Però apre degli spazi importanti sul piano governativo. Spazi che potrebbero far cambiare idea agli attivisti. Luca Frusone un anno e mezzo fa è stato in corsa per un sottosegretariato. Non riuscì ad ottenere il risultato. Stavolta potrebbe riuscirci. In silenzio. Navigato.

MAURO BUSCHINI

È uno dei fedelissimi veri di Nicola Zingaretti. Insieme al vice presidente della Giunta Regionale Daniele Leodori ed al direttore generale Albino Ruberti. Alla Regione Lazio rappresentano punti di riferimento imprescindibili.

Mauro Buschini con Nicola Zingaretti

Mauro Buschini, da qualche mese presidente del Consiglio della Pisana, in sede di Direzione Nazionale ha ascoltato attentamente la relazione del Segretario, con il quale poi si è trattenuto moltissimo. Ma quello che ormai non fa più notizia è il fatto che il suo ruolo politico viene riconosciuto da tutti, ad altissimi livelli. Al punto che la prossima volta potrebbe essere candidato alla Camera, contestualmente al suo mentore Francesco De Angelis. Magari con lo schema di lui al maggioritario e De Angelis al proporzionale. Sempre che la legge elettorale non venga cambiata e si torni al proporzionale puro.

In questi diciotto mesi alla Regione Lazio ha prima (da capogruppo) favorito il patto d’aula e poi mantenuto vivo il dialogo con i Cinque Stelle. Gestendo una sorta di “laboratorio” che adesso è tornato utile. Prezioso.

FLOP

CLAUDIO DURIGON

Da potentissimo sottosegretario di Stato al ministero del Lavoro a parlamentare semplice della Lega. La politica è questa. Ma Claudio Durigon non se l’aspettava. In tre settimane la politica italiana ha “cambiato verso” e adesso lui dovrà riadattarsi ad un ruolo non semplice.

Il sottosegretario Claudio Durigon

In serata ha provato ad alzare un muro a difesa degli errori politici commessi dal Capitano. Ha negato che ci sia maretta sul Carroccio. Ed assicurato che la crisi è stata una decisione collettiva e non più rinviabile. (leggi qui Dissenso nella Lega. Durigon nega: «La crisi l’abbiamo decisa tutti»). Finendo messo all’angolo dal direttore di Radio 24.

Sindacalista esperto, tra quelli che hanno prima pensato e poi gestito “quota 100”, Claudio Durigon è un uomo di governo. Stamattina sarà insieme alla collega Lucia Borgonzoni a rappresentare la Lega nell’incontro con il presidente del consiglio incaricato Giuseppe Conte. Sarà lui perché Matteo Salvini ha deciso di non andare. E neppure i capigruppo andranno. Certo sarà stranissimo trovarsi di fronte quello che fino a pochi giorni fa era anche il suo presidente del consiglio. Ma Giuseppe Conte resterà a Palazzo Chigi. Mentre Claudio Durigon dovrà  accomodarsi nei banchi dell’opposizione. Sliding doors.

NICOLA OTTAVIANI

È l’unico sindaco della Lega in provincia di Frosinone. Vabbè che la crisi è nazionale, ma in Ciociaria il Carroccio non ha fatto sentire la sua voce in quello che comunque è un passaggio importante, perché ricolloca il Partito all’opposizione.

Nicola Ottaviani

Nicola Ottaviani non ha mai dato la sensazione in questi mesi di essere un pasdaran della Lega, però forse in questa occasione avrebbe potuto sbilanciarsi. Prenotando la prossima candidatura alla Camera o al Senato, perché mai come in questo momento la Lega dovrà ripartire dai territori. Se non si è esposto, considerando l’intelligenza del sindaco di Frosinone, è perché non ha voluto farlo. Lui d’altronde ha sempre preferito ragionare in termini di centrodestra più che di un  singolo partito.

Ma poteva e doveva cogliere l’attimo. Distratto.

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