Top & Flop * Lunedì 1 luglio 2019

Top & Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP

FRANCESCO DE ANGELIS

Come leader di Pensare Democratico (con tanto di simbolo “autonomo”) ha promosso un incontro con il direttore del Corriere della Sera il frusinate doc Luciano Fontana. Sul libro che quest’ultimo ha scritto, dal titolo “Un Paese senza leader”. In copertina le foto di Matteo Salvini, Giuseppe Conte e Luigi Di Maio.

A parte (ma fino ad un certo punto) l’autorevolezza dell’incontro, che si terrà venerdì prossimo alle ore 18 presso l’Auditorium Diocesano di viale Madrid, nel quartiere Cavoni, Francesco De Angelis ha dato una lezione di comunicazione a tutti i vertici del Partito Democratico. Perché oggi c’è un Governo con tre leader fragili per motivi diversi: Giuseppe Conte perché non eletto da nessuno e posizionato a Palazzo Chigi dai due azionisti di maggioranza. Luigi Di Maio perché la caduta di consensi del Movimento Cinque Stelle lo ha definitivamente “azzoppato”. Matteo Salvini sfoggia l’atteggiamento da “duro” con le Ong, ma in Europa non tocca palla. Fra l’altro sembra non avere il coraggio di provare a prendersi tutto il piatto, andando ad elezioni anticipate. Aspetta di avere un alibi perfetto per scaricare la responsabilità sui Cinque Stelle. E’ un capo, non un leader.

Invitando Fontana a parlare del libro, Francesco De Angelis accomuna Lega e Cinque Stelle, non distinguendo tra presunti forti e presunti deboli. Genialata. 

LUIGI VACANA

Non si ferma più. Oggi ha presentato la rassegna “eState in Ciociaria”. Una serie di eventi e appuntamenti nell’intero territorio. La cultura è il suo campo e d’altronde è un figlio d’arte di un genitore gigantesco sotto questo punto di vista.

Ma Luigi Vacana sta crescendo in maniera esponenziale sul piano politico. L’attribuzione della vicepresidenza della Provincia lo proietta di diritto al centro del campo di un centrosinistra quanto mai necessario. Perché il Partito Democratico da solo non potrà mai farcela. Vacana ha dimostrato di saper “sintetizzare” le posizioni di Massimiliano Smeriglio e quelle dei socialisti, andando perfino a pescare nel campo del centrodestra, come ha dimostrato proprio attraverso il voto ponderato alle provinciali. Gestisce due deleghe fondamentali: il bilancio e la cultura.

E sul piano degli eventi ha dimostrato subito di saper far quadrare i conti. Premio Valcomino.

FLOP

ANTONELLO IANNARILLI

A Capodanno è stato lui a sparare il primo botto politico, quando è emerso che avrebbe aderito a Fratelli d’Italia sostenendo Alfredo Antoniozzi alle Europee.

Ma poi qualcosa si è inceppato, perché l’ex parlamentare, assessore e consigliere regionale, nonché presidente della Provincia e leader di Forza Italia per diversi anni, nel partito di Giorgia Meloni non tocca palla. Anzi, nessuno si è accorto del suo passaggio. Eppure il suo ingresso è stato salutato da Giorgia Meloni in persona, con dichiarazioni e foto. Il fatto è che per un ex democristiano come Iannarilli andare in un Partito dove l’identità politica è di destra e basta non è semplice. Infatti è in buona compagnia tra quelli che non hanno lasciato traccia nel passaggio da un partito all’altro. Solo che Antonello Iannarilli è uno tignoso, ma finora questa caratteristica non si è vista.

È come se avesse fatto un giro sull’autobus, scendendo alla prima fermata. Per dileguarsi di corsa. Invisibile.

ROBERTO CALIGIORE

Alzi la mano chi ha visto (politicamente) il sindaco di Ceccano negli ultimi quattro mesi. Lo avevamo lasciato in campo per combattere l’inquinamento ambientale che ha devastato e devasta il suo ed altri Comuni.

Un filone importante e degno di nota. Poi si è eclissato, magari perché nel frattempo la priorità era quella della campagna elettorale per le Europee, dove il senatore Massimo Ruspandini si è contato (bene) su Nicola Procaccini. La sensazione è proprio questa e cioè che all’interno di Fratelli d’Italia le priorità siano soltanto quelle dettate da Ruspandini. Evidentemente ingombrante per tutti sul piano politico. Anche per Roberto Caligiore, sindaco di Ceccano. Al quale chiediamo di battere un colpo. Se c’è. Anche perché la fascia tricolore ha un suo peso specifico.

A prova di ombra… parlamentare. In letargo.

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