Top & Flop * Lunedì 22 luglio 2019

Top & Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP

ANTONIO DI PIETRO

In ginocchio e in lacrime davanti al feretro del suo Capo, Francesco Saverio Borrelli. Con gli occhi gonfi di commozione. Chissà quanti e quali ricordi saranno passati nella mente di Antonio Di Pietro.

Antonio Di Pietro

L’ex pm simbolo di Mani Pulite ha perfino chiesto in prestito una toga e l’ha indossata per partecipare al picchetto d’onore. Riallacciando anche un confine della memoria storica di questo Paese, ferma a quando la toga Di Pietro se l’era tolta. Alla camera ardente allestita al Tribunale di Milano Antonio Di Pietro ha voluto rendere omaggio a Francesco Saverio Borrelli, procuratore capo di Mani Pulite. Di Pietro ha abbracciato e salutato a lungo i familiari di Borrelli, ma pure il procuratore Francesco Greco e Gherardo Colombo, suoi ex colleghi del Pool. Con Piercamillo Davigo, con Ilda Boccassini e con tanti altri. E’ stato come un viaggio nel tempo, quando nel 1992 un’intera classe politica venne spazzata via dalle inchieste dei magistrati milanesi.

Gherardo Colombo ha detto che la stagione di Mani Pulite è finita, mentre la corruzione è rimasta. In questo momento, peraltro, perfino la magistratura è scossa da uno scandalo senza precedenti.

Le lacrime di Antonio Di Pietro hanno avuto il merito di “piangere” un’intera stagione. Vero.

MARIO ABBRUZZESE

L’emergenza ambientale sta caratterizzando il dibattito politico in tutta la provincia di Frosinone. Mario Abbruzzese, presidente del Cosilam, è uno che l’occasione non se la lascia sfuggire. Al posto giusto al momento giusto, come Paolo Rossi nel Mundial 82.

Ha ordinato un’ispezione immediata delle reti fognarie nell’area industriale  che fa riferimento al Cosilam e poi ha ispirato una lettera di sensibilizzazione a tutti gli imprenditori della zona. Questa mattina a Cassino si è riunito il tavolo sull’emergenza degli odori nauseabondi. Presenti all’incontro i sindaci dei Comuni di Cassino, Villa Santa Lucia e Pignataro Interamna, il presidente del Cosilam, il presidente della società AeA (quale ente gestore degli impianti di depurazione), il vicesindaco del Comune di Cassino, l’assessore all’ambiente del Comune di Cassino e i rappresentanti dei comitati “Allerta Cerro” e “Solfegna Cantoni”. Mario Abbruzzese non ha voluto sentire ragioni, procedendo immediatamente lungo la linea dell’ispezione nelle fogne.

La “puzza” è insopportabile e i cittadini non possono pagarne il prezzo. Tempestivo e spiazzante.

FLOP

SALVINI – DI MAIO

Ormai non è neppure importante sapere se stanno recitando un ruolo o se davvero tra Lega e Cinque Stelle lo strappo definitivo è dietro l’angolo. Il punto è che l’Italia avrebbe bisogno di ben altro che di una continua distrazione di massa e di spot su tutto.

Matteo Salvini è il capo della Lega, il vicepremier e il ministro dell’Interno. Luigi Di Maio è il capo dei Cinque Stelle, il vicepremier e il ministro del lavoro e dello sviluppo economico. Dovrebbero occuparsi di ben altro che di continue stoccate all’alleato-avversario. Quante vertenze di lavoro sono aperte oggi in Italia? Perché Salvini non partecipa ai vertici europei e internazionali sull’emergenza immigrazione? Secondo i sondaggi, però, il Governo avrebbe comunque la maggioranza. E chissenefrega. L’Italia è ferma, tra un attacco a Toninelli e una difesa d’ufficio a Conte. Il Parlamento è bloccato mentre bisognerebbe prendere decisioni urgenti ed efficaci.

Nella politica attuale la capacità di tenere la scena è importante, ma il gioco è bello quando dura poco. E francamente lo spettacolo quotidiano di Salvini e Di Maio non fa neppure ridere.

Prendessero una decisione politica seria e definitiva. Fiction. Da comparse.

38 SINDACI ASSENTI

Il bicchiere mezzo pieno è quello del voto finale: 53 sindaci presenti, 51 sì, 1 no e 1 astenuto. Su un tema importante come il bilancio della Provincia. Ma il bicchiere mezzo pieno è un altro: 38 sindaci assenti. E in totale 40 posizioni non favorevoli al documento contabile dell’ente di piazza Gramsci.

Un segnale di disinteresse e di sfiducia nei confronti di un ente che il presidente Antonio Pompeo sta cercando di tenere vivo ad ogni costo. Ma 38 assenze sono indicative di un malessere profondo, di chi evidentemente non ci crede. In ogni caso, però, gli assenti hanno sempre torto e le posizioni aventiniane producono negatività sul piano politico. Era preferibile andare e votare no, motivando magari la posizione negativa. In questo modo invece non si è raggiunto alcun risultato se non quello di aver indebolito la causa unitaria del rilancio della Provincia.

Tafazzisti.

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