Top & Flop * Giovedì 13 giugno 2019

Top & Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP

NICOLA OTTAVIANI

La scuola democristiana alla fine emerge. Nella Balena Bianca ti insegnavano, sin da quando avevi i calzoni corti, che se non puoi battere il tuo avversario, allora è preferibile abbracciarlo.

Nicola Ottaviani Foto: © Stefano Strani

Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani ha capito perfettamente che Francesco Zicchieri è l’uomo forte della Lega in questo momento in provincia di Frosinone. Perché alla fine è sempre lui a decidere, perfino la nomina di Umberto Fusco come referente delle province. Lo ha capito perché in fondo con Movimento Italia  lo stesso Ottaviani è stato  costretto ad un passo indietro. Qualche sera fa nel corso della tumultuosa riunione della Direzione Provinciale della Lega, il sindaco ha esaminato la situazione: c’è una fronda all’interno della Lega, ma alla fine tutti i quadri dirigenti del territorio faranno quadrato con Zicchieri. E a quel punto ha fatto un ragionamento in prospettiva: tanto vale far parte della maggioranza che decide, magari dando spunti importanti perfino per il comunicato stampa. Inoltre, particolare non trascurabile, saranno Francesco Zicchieri e Claudio Durigon a indicare le candidature del territorio.

Chi non cambia mai strategia, non cambia nulla. Situazionista.

DANILO MAGLIOCCHETTI

Domani si inaugura il viadotto Biondi. Nel senso che riapre al traffico dopo sei anni e mezzo di chiusura, anche se però intervallata dalla fondamentale soluzione temporanea del ponte Bailey.

La Regione Lazio, che ha effettuato l’intervento finale, ha scatenato l’artiglieria pesante, sotto la guida del presidente del consiglio della Pisana, Mauro Buschini. Seguito però dall’intero Partito Democratico. Nessuno della Lega, l’attuale partito di Nicola Ottaviani, ha sentito l’esigenza di ricordare che in fondo è anche merito del Comune di Frosinone se la situazione torna alla normalità.

Lo ha fatto Danilo Magliocchetti, capogruppo di Forza Italia, l’ex partito di Ottaviani. Signore.

FLOP

GIUSEPPE CONTE

La doccia gelata nei confronti dello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano è arrivata attraverso le parole di Harald Wester, company boss di Maserati. In buona sostanza il suv del segmento D Levantino non si farà più: si tratta del modello che le linee dello stabilimento cassinate aspettavano come il pane per cercare di mantenere i livelli occupazionali.

La verità purtroppo è un’altra e cioè che lo stabilimento Fca è stato abbandonato al suo destino da parte di un Governo che in questi mesi non ha mantenuto una sola delle promesse che aveva fatto. Ricordiamo tutti, per esempio, le rassicurazioni del sottosegretario Claudio Durigon oppure dei parlamentari Francesca Gerardi (Lega), Ilaria Fontana (Cinque Stelle). Dall’introduzione dell’ecotassa in poi è stato un crescendo di delusioni e di passi indietro. Il presidente del consiglio Giuseppe Conte insiste nel raccontare una realtà che non esiste e sul piano economico il suo esecutivo sta collezionando una serie di sconfitte che rischiano di far precipitare l’Italia nel barato di una procedura di infrazione dell’Unione Europea. Adesso Conte cerca di smarcarsi per puro istinto di sopravvivenza politica.

La questione del futuro della Fca del cassinate (e dell’indotto) è una delle tante vertenze sulle quali il Governo di pentaleghista ha effettuato una “narrazione” smentita dai fatti. Premier per caso.

VIRGINIA RAGGI

La storia l’ha raccontata Il Fatto Quotidiano: la sindaca di Roma Virginia Raggi ha chiesto al Governo 10 milioni di euro per gli Europei 2020, dal momento che quattro partite (fra le quali quella di esordio) saranno disputate nella Capitale italiana. Il Governo ha risposto picche.

Scrive Il Fatto: “Dopo una serie di contatti infruttuosi col precedente esecutivo Pd e una lettera a Giorgetti, adesso le risorse sono in arrivo. Nella trattativa però si sono persi mesi, c’è il rischio di non farcela coi tempi della burocrazia capitolina. Per questo i sottosegretari Giorgetti e Valente avevano individuato la soluzione del commissario straordinario, come per le Universiadi a Napoli: una figura a titolo gratuito, magari interna all’amministrazione, per fare da stazione appaltante e ridurre i termini delle gare. La proposta inserita nel dl Crescita però è saltata. L’emendamento è stato dichiarato inammissibile, anche il ricorso presentato dal M5S è stato respinto. La bocciatura porta una firma pesante: il leghista Borghi forse no, ma la 5stelle Ruocco avrebbe dovuto essere un’alleata, in teoria. In realtà in Campidoglio ricordano bene i duri attacchi della deputata alla sindaca nei momenti più difficili della sua gestione: qualcuno sospetta che non si tratti solo di una questione tecnica, ma politica.

In un caso o nell’altro, per la Raggi è un problema: il commissario serve, all’orizzonte non ci sono altri provvedimenti dopo il Dl Crescita. E il tempo passa. Non resta che sperare nell’ultimo ricorso alla presidenza della Camera. Cioè a Roberto Fico, altro 5stelle che con la sindaca non è stato tenero. Al calcio d’inizio manca poco”. Scaricata.

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