Ancora zero punti, ma a Torino il Frosinone tira fuori cuore ed artigli. Peccato

Il Frosinone cresce. Ed aggancia il pari a Torino dopo essere stato sotto di due goal. Ma Berenguer segna la rete decisiva, rendendo inutili quelle di Goldaniga e Ciano. Unghie, denti e finalmente tigna. Ma ancora zero in classifica. Due contestazioni e tre goal mangiati.

Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

TORINO (3-5-2): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Moretti; Ola Aina (19’ st Parigini), Baselli, Rincon, Meité (41’ st Soriano), Berenguer; Baselli (34’ st Lukic); Belotti, Zaza.

A disposizione: Ichazo, Rosati, Iago Falque, Damascan, Edera, Djidji, Bremer.

Allenatore: Mazzarri.

FROSINONE (3-4-1-2): Sportiello; Goldaniga, Salamon, Krajnc (39’ st Soddimo); Zampano, Chibsah, Hallfredsson, Molinaro; Ciano; Ciofani (32’ st Perica), Campbell (32’ st Vloet).

A disposizione: Bardi, Ghiglione, Ariaudo, Brighenti, Cassata, Besea, Beghetto, Crisetig, Pinamonti.

Allenatore: Longo.

Arbitro: sig. Ivano Pezzuto della sezione di Lecce; assistenti sigg. Giacomo Paganessi della sezione di Bergamo e Tarcisio Villa della sezione di Rimini; IV Uomo sig. Livio Marinelli di Tivoli; Var sig. Piero Giacomelli di Trieste, Assistente Var sig. Damiano Di Iorio di Gravellona Toce (Verbano-Cusio-Ossola).

Marcatore: 20’ pt Rincon, 50” st Baselli, 12’ st Goldaniga, 19’ st Ciano, 26’ st Berenguer.

Note: spettatori paganti: 5.370 per un incasso di euro 93.940 (circa 200 i tifosi del Frosinone); abbonati: 11.184 per una quota abbonati di euro 167.501; angoli: 4-2 per il Frosinone; ammoniti: 11’ pt Ciano, 8’ st Hallfredsson, 14’ st Sirigu; 16’ st Krajnc, 23’ st Izzo, 35’ st Meité; recuperi: 1’ pt; 4’ st.

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E’ un Frosinone diverso, un Frosinone tutto cuore e grinta, un Frosinone che si risveglia quando tutti lo davano per morto e con cuore ed artigli recupera due gol al Torino che poi, col giocatore che doveva uscire per dare più peso all’attacco, segna il terzo gol.

Un 3-2 che forse segnerà il destino di Moreno Longo, ma non si può dire che lui ed i suoi, stasera, non ci abbiano provato da veri leoni.

 

Ciofani dall’inizio

Longo lancia Ciofani dal primo minuto, inserisce Krajnc al posto dell’infortunato Capuano, ma per il resto conferma in blocco sia i giocatori e sia l’assetto tattico della partita col Genoa.

Mazzarri invece non si affida al trio delle meraviglie davanti e lascia in panchina Iago Falque schierando la coppia Zaza-Belotti con un centrocampo a cinque.

I primi minuti sono di possesso palla prolungato del Toro con il Frosinone che attende ed appena recuperata palla cerca subito Daniel Ciofanial centro dell’attacco.

Al 6′ Zaza si arrampica in cielo e riesce ad addomesticare un lancio diretto a Meite che tocca dentro per Belotti ed il “gallo” non ci pensa su due volte sparando un diagonale radente che tocca il palo ed esce. Trema subito la porta di Sportiello. Minuto 10 e Salamon prova il disimpegno con la moviola, cosa che con Belotti non puoi fare perché l’attaccante ruba palla, scambia con Zaza e tira con il pallone fuori di poco.

 

Frosinone in difesa, Toro in vantaggio

Daniel Ciofani si sbatte per cercare di controllare palloni lanciati in avanti, ma il Frosinone ancora non ha visto il colore della maglietta di Sirigu.

Gli undici di Mazzarri sono tarantolati, hanno voglia di sbloccarla, ma il primo quarto d’ora è a reti bianche e con un Frosinone che si difende raccolto in 25 metri.

La logica conseguenza di questo tipo di gioco è il vantaggio del Toro: è il minuto 20 quando Izzo cerca Zaza, il centravanti manda a spasso Salamon e la palla arriva a Rincon, il venezuelano ha 20 metri di libertà ed ha tutto il tempo per prendere la mira e chiudere in rete con un potente diagonale all’angolino.

La squadra di Longo si affaccia al 26′ dalle parti di Sirigu con una bella discesa di Molinaro che mette al centro, ma arriva Berenguer ad anticipare sul più bello Zampano.

 

C’è anche il Frosinone

Ora il momento è positivo per il Frosinone che colleziona due corner in un minuto e nel secondo ci prova Goldaniga che però manca la porta.

La squadra giallazzurra prova ad essere più aggressiva, ma il Toro pare essere più in salute e soprattutto più tranquillo. Il problema più evidente è che la squadra di Longo fa una fatica pazzesca a fare le cose più semplici, soprattutto quelle poche volte in cui si supera la metà campo.

Ora è il Frosinone a tenere palla, al 39′ combinazione tra Ciofani e Ciano con il pallone che torna al fantasista di Marcianise che dai 20 metri in corsa prova il tiro al volo: Sirigu blocca. Il pallone sembra essere un oggetto misterioso e scottante tra i piedi di Joel Campbell che pare intimorito, mentre Daniel Ciofani al 44′ vede un pallone alto in area e vi si avventa di testa, ma il colpo di testa sul cross di Zampano è completamente fuori misura.

Dopo un minuto di recupero Pezzuto fischia la fine del primo tempo. Una frazione in cui il Frosinone ha fatto vedere tanta voglia, ma nulla di più e soprattutto il risultato è sempre lo stesso: vincono gli altri.

L’Olimpico fischia perché avrebbe voluto di più, pensate quei valorosi 200 partiti dalla Ciociaria cosa devono pensare.

 

Seconda parte

Nella ripresa Longo non cambia e Mazzarri fa lo stesso. Non cambia però il canovaccio della stagione giallazzurra: dopo cinquanta secondi il Torino raddoppia.

A segnare è Baselli che tocca a porta vuota dopo una parata miracolosa di Sportiello su Zaza. Per l’ennesima volta è il Frosinone a regalare palla agli avversari con un’entrata di burro di Hallfredsson su Ola Aina che ha vita facile nel rubargli palla.

Ora è terribilmente difficile per il Frosinone e la panchina si allontana sempre più da Longo. Al 50′ Meite spara di sinistro dai 25 metri, ma Sportiello vola alla sua destra.

La timida reazione del Frosinone arriva al 56′ con un colpo di testa di Goldaniga su punizione di Ciano, pallone alto sulla traversa.

 

Furia Frosinone

Dopo due minuti però è la volta buona: corner ancora del fantasista, sul secondo palo Ciofani salva un pallone destinato sul fondo e lo rimette al centro dove c’è il difensore milanese che appoggia col ginocchio. È il 2-1. Il Frosinone è vivo e non vuole rinunciare a lottare.

La dimostrazione arriva dopo 63 minuti quando ancora un calcio piazzato di Ciano vede Goldaniga prima e Salamon poi arrivare leggermente in ritardo.

Il calcio è però tanto crudele quanto bello e dopo un minuto arriva il pari: Campbell mette un pallone col contagiri dalla destra, tutti si preoccupano di Ciofani, ma da dietro spunta Ciano che piazza un colpo di testa sotto il sette, come fa di solito con il sinistro. Pari: 2-2.

Il Toro sembra aver mollato, la squadra di Longo è una furia. Pezzuto annulla giustamente un gol al Torino al 69′ per un fuorigioco di Belotti influente nell’azione chiusa in gol poi da Izzo.

 

Ma dura poco

La gioia giallazzurra è tanto breve quanto fragile e al 72′ è Meite che con un destro a giro dal limite pesca il jolly, e di fronte alla balistica non puoi far nulla: 3-2. La squadra di Longo che aveva rialzato la testa con un destro-sinistro degno di George Foreman, prende un colpo sul mento degno di Mike Tyson che lo stende al tappeto.

E’ Nkoulou che potrebbe mandare ko la squadra di Longo, ma la traversa gli dice “no”.

Le speranze di un’ulteriore rimonta vengono affidate a Perica e Vloet che entrano per Ciofani e Campbell.

Al minuto 83 si accende Vloet che scende sulla sinistra, accelera e mette al centro, ma un superlativo Berenguer tocca il pallone a Perica sul più bello. Sul capovolgimento di fronte è Lukic a farsi ipnotizzare da Sportiello nella più facile delle occasioni.

 

Tutto per tutto

Longo toglie Krajnc ed inserisce Soddimo, ormai non ha più nulla da perdere. Minuto 88, il Frosinone in contropiede e superiorità numerica entra in area, ma Perica che da lì dovrebbe sfondare la porta effettua un vero e proprio passaggio a Sirigu.

Il Frosinone continua a schiumare di rabbia, ma il tempo passa ed i punti non arrivano.

Allo scadere Sportiello mostra di essere un grande portiere su Zaza ed è forse questa l’immagine da cui ripartire.

Una squadra che stasera ha alzato la testa, ha mostrato di non esser morta quando già c’era chi faceva il funerale.

 

I punti non arrivano ed è questo l’unico peccato.

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