I tormenti di Costanzo ed i sette guanciali di Abbruzzese

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Se il congresso provinciale del Partito Democratico si tenesse oggi probabilmente Simone Costanzo verrebbe eletto ugualmente segretario, ma con un accordo diverso: con Francesco Scalia, Antonio Pompeo e Domenico Alfieri, non con Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Sara Battisti.

Il “blitz” di De Angelis ad Isola Liri e l’accordo con il sindaco Vincenzo Quadrini è difficile da digerire non tanto da Simone Costanzo, ma dagli esponenti della sua area politica. Ufficialmente fanno tutti finta di nulla, ma non è così. Dopo le sconfitte ai ballottaggi e i conseguenti commissariamenti dei circoli di Cassino e Sora l’aria che si respira è pesantissima. Costanzo non può attaccare frontalmente De Angelis e Buschini, ma sicuramente può iniziare a guardarsi intorno.

La comune provenienza democristiana con Scalia e Pompeo potrebbe essere un elemento da non sottovalutare.

In Forza Italia, invece, non si sente più nessuno: Alessia Savo e Antonello Iannarilli non provano neppure più a contestare l’azione di Mario Abbruzzese, mentre il coordinatore provinciale Pasquale Ciacciarelli dorme ormai fra sette cuscini. Negli “azzurri” non si parla più di congresso provinciale, che continua quindi ad essere un appuntamento impossibile. Perché alla fine contano soltanto i risultati elettorali.

Il coordinatore regionale Claudio Fazzone non farà più nulla a Frosinone, ma al tempo stesso non sarà messo in discussione sul piano regionale. Forza Italia non può certo fare a meno dei suoi voti.

Tutti vissero felici e scontenti.

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