Intervistò San Benedetto: una medaglia a Domenico Tortolano (Conte della Selvotta)

Domenico Malatesta

Conte della Selvotta

di Domenico Malatesta
Conte della Selvotta

 

 

Addì 21 marzo nell’anno 2017 dell’era di Nostro Signore, il benamato Ordine Nazionale dei Giornalisti, riconobbe sul campo il valore di Domenico Tortolano: decano dei giornalisti Cassinati e corrispondente bimillenario. Lo insignì, per questo, di targa personalizzata, medaglia commemorativa, pergamena ad imperitura memoria dei 50 anni di professione Giornalistica. Le insegne gli sono state consegnate in forma solenne nella sede della Federazione Nazionale della Stampa.

Mai, giorno e persona furono le più indovinate. Il giorno innanzitutto. Il 21 marzo è la data che il martirologio cristiano dedica a San Benedetto patrono di Cassino e poi per volere di Papa Paolo VI anche d’Europa. Uno dei pochi giorni comandati in cui il municipio di Cassino è chiuso. E se così non fosse stato, il professor Domenico Tortolano avrebbe tranquillamente declinato l’invito ad andare a Roma per ritirare medaglie ed orpelli vari. Perché per nulla al mondo avrebbe rinunciato a trascorrere la mattinata nel ‘suo’ municipio.

Lo frequenta da così tanto tempo e per così tante ore al giorno, che ormai si è convinto: ritiene il palazzo comunale una proprietà sua. E per magnanimità lo concede a quegli improbabili signori che ogni cinque anni si avvicendano. E dei quali racconta le gesta. Prima su Il Gazzettino del Lazio (1960), poi su Il Tempo che lo assunse nel 1963 come corrispondente da Cassino. Dal 1969 all’agenzia nazionale Ansa fino al pensionamento nel 2006. Nel mentre (dal 1971) ha iniziato a corrispondere anche  per Il Messaggero: dove tuttora corrisponde. Ha diretto radio e tv. Tranne che sulla Settimana Enigmistica ha scritto ovunque.

Il suo primo articolo lo ha scritto poche settimane dopo che Benedetto da Norcia giunse a Sangermano in fuga da Suabiaco. Il suo primo scoop fu il racconto del corvo che portò via dalle mani del Santo il tozzo di pane avvelenato dai confratelli. Sotto vario pseudonimi ha firmato le cronache di almeno due distruzioni di Montecassino. Ha descritto tutti i retroscena delle trattative tra Longobardi e Normanni. Non ha mai disertato una cena di Natale, fino a quando la salute glielo ha consentito non è mancato ad un buffet. Ha visto l’assunzione ed il pensionamento di almeno tre generazioni di impiegati comunali. L’ascesa e la caduta d’una quindicina di generazioni di politici. Raccontato le gesta di tutti i sindaci nell’ultimo mezzo secolo.

La leggenda narra che Domenico Tortolano abbia una stanza segreta nel palazzo comunale. Un locale al quale si accede da un passaggio segreto, con macchina da scrivere e lume da tavolo. Da lì scrive i suoi articoli, origlia dietro le pareti,. Si materializza dietro le tende, ascolta e poi scompare. Così ha catturato il dialogo nel quale Luigi D’Ungheria disponeva l’invasione della Terra di San Benedetto per vendicare la morte di suo fratello Andrea ucciso da Giovanna I. Divenne l’incubo di Carlo III Borbone che dopo l’invasione a San Germano (oggi Cassino) rimase un mese. Pare che il re se ne sia andato perché stanco di vedere pubblicate su Il Messaggero anche le cose più riservate da lui dette a palazzo.

Il generale Alexander inventava diversivi per mandarlo nel posto sbagliato. Mentre i tedeschi lo rimandavano ogni volta indietro affinchè stesse con gli Alleati. Il senatore Restagno con lui non riusciva ad avere segreti. Finanche Fanfani e Andreotti dovettero ricevere le lamentazioni dei politici Cassinati per le continue rivelazioni fatte dal professore. Il sindaco Carlo Maria D’Alessandro ha capito che se vuole passargli una dichiarazione non deve spedire un comunicato ma fingere di dire qualcosa nell’orecchio d’un collaboratore. mario Abbruzzese ormai lo consulta come un oracolo.

A Roma, pur di riuscire a medagliarlo, hanno dovuto accontentarlo e spostare la data delle premiazioni. In caso contrario, Domenico Tortolano aveva già avvisato: «Fa niente, mettetemelo da parte, vengo a prenderlo la prossima volta: al prossimo cinquantenario».

Perché di una cosa si può stare certi: tra altri cinquant’anni lui ci sarà ancora. E starà ancora con il suo taccuino e la sua macchina da scrivere, a battere articoli sulle prossime generazioni di politici cassinati.

 

Post Scriptum – La Redazione di Alessioporcu.it si congratula con il prof Domenico Tortolano. Lo ringrazia pubblicamente per i suoi preziosi consigli, rivelatisi indispensabili per la crescita di questo sito. Grazie anche per la sua infinita pazienza, la sua immensa capacità di sopportazione che gli consente di non adirarsi troppo nonostante il Conte.

 

PS al PS – Noi, Domenico Malatesta, per Grazia di Dio e Volontà del Re, Conte della Selvotta, rendiamo deferente omaggio all’antico rivale, porgendo i più sinceri auguri

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