Il fioretto di Tortoriello dopo la sciabolata di Stirpe: «Il Governo decida cosa fare»

Ieri sera l'evento annuale degli industriali del Lazio. Dal Salone delle Fontane di Roma, i nuovi messaggi inviati al governo. Dopo le sciabolate del presidente Maurizio Stirpe.

Il primo colpo di fioretto arriva subito dopo avere detto Buonasera ed avere dato il benvenuto agli ospiti. Il Salone delle Fontane all’Eur è sold-out, ci sono quasi 700 tra imprenditori ed autorità: Filippo Tortoriello, presidente degli industriali del Lazio, sbottona la giacca a doppio petto azzurra e manda un messaggio chiaro al governo: «Questa sala piena è una risposta concreta a chi sostiene che le associazioni non hanno la rappresentatività».

 

I rapporti degli industriali con il governo gialloverde non sono dei migliori. La sintonia tarda ad arrivare. I messaggi lanciati in questi giorni da Confindustria non vengono colti e l’impressione è proprio che i due leader politici della coalizione Luigi Di Maio e Matto Salvini vogliano ignorarli.

Questo porta Filippo Tortoriello a dire «Stiamo vivendo un momento storico delicato. Gli slanci positivi dell’economia sono bilanciati da un contesto di difficile lettura». La traduzione dal garbato linguaggio della politica è: c’è un momento economico favorevole, noi industriali siamo pronti a metterci al tavolo per dirvi cosa possiamo fare, voi non ci date risposta.

Non è un caso se a conclusione del suo breve intervento all’appuntamento annuale degli industriali del Lazio, Filippo Tortoriello dice «Se siamo uniti possiamo costruire un Lazio ed un Paese molto più forti di oggi. ma serve la coesione dei territori».

 

In sala ci sono tutti. Tutti gli industriali che contano.Oltre al presidente Tortoriello ci sono i suoi vice Giampaolo Letta, Gerardo Iamunno, Giulio Natalizia, Angelo Camilli, Sabrina Florio, Bernardo Quaranta. Tutti schierati i presidenti Territoriali di Unindustria, Giovanni Turriziani (Frosinone), Giorgio Klinger (Latina), Alessandro Di Venanzio (Rieti), Stefania Palamides (Viterbo). Nessuna assenza tra i presidenti di Comprensorio di Unindustria, Stefano Cenci (Civitavecchia), Davide Papa (Cassino), Pierpaolo Pontecorvo (Aprilia). Iin sala anche i Consiglieri di Presidenza Giuseppe Biazzo, Rosario Zoino e Stefano Conti.

L’industria nazionale è rappresentata dal presidente di Confindustria  Vincenzo Boccia, dal suo vice Maurizio Stirpe che nel passato ha guidato anche Unindustria. C’è Alessio Rossi Presidente Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria, Luigi Abete Presidente BNL, Lorenzo Tagliavanti Presidente della camera di Commercio di Roma.

 

Presente tutta la politica regionale. C’è Nicola Zingaretti che sfoggia una linea quasi cinematografica, pronta per le telecamere che tra poco lo assaliranno da ogni angolo quando partirà la corsa per la segreteria nazionale del Pd. C’è in un altro capannello Roberta Lombardi, la capogruppo grillina alla Pisana che è stata la prima capogruppo a Montecitorio cinque anni fa: look semi informale, non molto a tono con il dress code scuro della serata.

Più defilati Gian Paolo Manzella Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lazio, Linda Meleo Assessore alla Città in movimento di Roma Capitale, Carlo Cafarotti Assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale,

Non ci sono ministri quest’anno. Non c’è un rappresentante del governo nazionale a differenza del passato. L’unico riconducibile all’esecutivo Conte è il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali, Claudio Durigon di Latina.

 

La difficoltà ad entrare in sintonia l’aveva messa in evidenza lunedì pomeriggio il vice presidente nazionale Maurizio Stirpe a Cassino. A differenza del fioretto usato ieri sera da Filippo Tortoriello, il presidente del Frosinone Calcio invece aveva impugnato la sciabola da cavalleria. E si era lanciato in un paio di assalti, dicendo che «Dai tweet e dalle prese di posizione plateali si deve passare alle riunioni su temi più concreti». La paura della dinistermediazioni. E delle sue conseguenze per industrie e lavoratori. (leggi qui Stirpe suona la sveglia al Governo: «Basta tweet e posizioni plateali, si passi a cose concrete»)

 

Una difficoltà dimostrata anche dalle parole ribadite ieri dal presidente nazionale Vincenzo Boccia. «C’è una strada tracciata, all’interno di quella strada c’è un nodo risorse. Con questo bisogna fare i conti. Alla politica e al governo del Paese spetta definire le priorità». Che tradotto suona: i soldi che avete a disposizione sono quelli che sapete. Decidete se volete usarli per continuare a far crescere la produzione nel Paese (creando, come conseguenza, nuovi posti di lavoro). Oppure volete farci beneficenza (con il reddito di cittadinanza).

È per questo che il presidente di Confindustria chiede di «aprire un confronto per capire quali regole mettere nell’interesse del Paese». Teme che gli investitori stranieri possano smettere di credere nell’Italia. Per questo invita ad “un doppio equilibrio: evitare la precarietà ed evitare dimensioni di cultura selvaggia da un punto di vista industriale. Ma avere sempre chiara l’idea che il nostro è un Paese che deve attrarre investitori e non spaventarli».

 

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