Tortoriello vede la luce in fondo al tunnel per le Pmi

La ripresa per le imprese del Lazio è alle porte. Ne è convinto il presidente degli industriali Filippo Tortoriello. Una convinzione che si basa sui numeri del rapporto ‘PMI Centro-Nord 2017’, elaborato da Confindustria e Cerved.

Tra quelle cifre ci sono molti spunti di riflessione. Perché permettono di confrontare il Lazio con le altre grandi regioni.

Il Rapporto è stato presentato in giornata nella sede di Assolombarda a Milano.

Le Piccole e Medie Imprese laziali producono poco più del 9% del valore aggiunto della regione, mentre in Lombardia e Veneto, questa percentuale è superiore al 18%, in Emilia Romagna si attesta al 15,7% ed in Piemonte al 14%. Una differenza sostanziale che fa capire quanta distanza ci sia tra i territori e quanta differenza esista nella struttura delle imprese.

La ricchezza prodotta dal Lazio attraverso le sue industrie è la seconda in Italia. Ma è ancora lontanissima dai valori sviluppati dalla Lombardia che contribuisce per il 22% al Pil nazionale. Il Lazio invece è ancora all’11%. Ed è tallonato molto da vicino dal Veneto e dall’Emilia Romagna che stanno poco più su del 9%.

Su cosa si basa l’ottimismo di Tortoriello? Sugli ultimi bilanci delle Piccole e Medie Imprese laziali. Mostrano progressi: crescono i ricavi, si rafforza il patrimonio, i tempi di pagamento sono migliorati, gli investimenti sono cresciuti. Non siamo ancora ai livelli delle imprese del Nord, siamo lontani dai valori pre crisi. Ma i dati sono comunque in crescita.

Per Tortoriello occorre aumentare il potenziale delle Pmi laziali. E Unindustria può contribuire favorendo la connessione con le grandi imprese. Il presidente ritiene che sia questo un elemento determinante per la crescita dei nuovi affari. Ma anche l’investimento sul 4.0 e sulla ricerca.

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