“Tra venti giorni non conterà nulla”. Zingaretti silura Raggi

L’ordine del Governatore ai fedelissimi: “Ignorare la sindaca di Roma”. E intanto D’Amato affonda il colpo e disegna lo scenario dell’ultimo miglio: da una parte l’eccellenza nella gestione del Covid, dall’altra il caos dell’emergenza rifiuti. Perché vincere a Roma significherebbe pesare anche nei confronti di Enrico Letta.

Tra venti giorni non conterà nulla”. È questo il nuovo mantra che viene ripetuto nel quartier generale di Nicola Zingaretti. Ed a spiegare in cosa consiste ha pensato Il Giornale, citando un articolo di Italia Oggi.

Così: “A meno di tre settimane dalle elezioni amministrative, i cui sondaggi vedono il sindaco in carica sconfitto su ogni fronte, il gruppo di Nicola Zingaretti ha un nuovo diktat: ignorare la Raggi. L’indiscrezione arriva da Marco Antonellis, che su Italia Oggi  rivela la nuova strategia del presidente della Regione. “La Raggi che ogni giorno attacca Zingaretti va ignorata. Tanto fra 20 giorni non sarà più nulla”, direbbero tra i corridoi del palazzo presidiato dal Pd dell’ex segretario dem. Le indicazioni sono chiare: non bisogna dar seguito alle provocazioni di Virginia Raggi: “Nessuna risposta. Scrollata di spalle e si cambia discorso”. Il sindaco di Roma ultimamente attacca Nicola Zingaretti in ogni occasione che le è possibile”.

Nessuno ha smentito una ricostruzione che è talmente vera da assumere quasi le stimmate editoriali di un vangelo.

La lettura diversa

Nicola Zingaretti e Virginia Raggi (Foto: Benvegnu’ Guaitoli / Imagoeconomica)

A Roma si sta giocando la partita più importante di Nicola Zingaretti, quella contro la sindaca Virginia Raggi. Per determinare certamente il successo di Roberto Gualtieri. Ma è evidente che se la sindaca in carica dovesse rimanere fuori dal  ballottaggio, questo consentirebbe a Zingaretti una lettura politica diversa di tutto ciò che è accaduto negli ultimi anni: dall’emergenza rifiuti al rapporto con i Cinque Stelle.

Già con la nomina di Valentina Corrado e Roberta Lombardi nella giunta regionale Nicola Zingaretti aveva delineato un confine tra gli stessi pentastellati. Adesso si tratta di provare a compiere l’ultimo miglio. Ignorando la sindaca. Come se non ci fosse, perché sul piano politico, è il ragionamento di Zingaretti, non esiste.

Una vittoria a Roma di Roberto Gualtieri sarebbe sì un successo per tutto il Pd, ma in particolare per 4 esponenti: Nicola Zingaretti, Goffredo Bettini, Claudio Mancini, Bruno Astorre; con loro sa settimane è sceso in campo anche Albino Ruberti. Un gruppo di persone che avrebbe un peso enorme, perfino nei confronti del segretario Enrico Letta.

Non è un caso che poche ore fa l’assessore regionale alla sanità Alessio D’Amato abbia “benedetto” la proposta del candidato sindaco Roberto Gualtieri. Affermando: “Bene la proposta di candidare Roma all’Agenzia per le emergenze sanitarie (HERA), è il giusto riconoscimento della città Capitale che si è distinta in Europa per il ‘modello sanitario’ di gestione della pandemia ed oggi è tra le Capitali europee, quella con la maggior copertura vaccinale, con oltre 3 milioni di cittadini che hanno completato il ciclo. A Roma si forma la gran parte dei medici e dei professionisti sanitari del nostro Paese, apprezzati in tutto il mondo e ha sedi scientificamente prestigiose come l’Istituto Lazzaro Spallanzani”. 

La strategia di Nicola

Nicola Zingaretti e Roberto Gualtieri

Da un lato il caos dell’emergenza rifiuti, dall’altra l’eccellenza della gestione del Covid. Un’immagine simbolo di quella che è la strategia di Nicola Zingaretti in questo momento. Il Governatore vuole azzerare politicamente la sindaca Virginia Raggi. Poi si volterà pagina anche sul piano politico e allora si capirà cosa potrà succedere nel campo del centrosinistra e quale potrebbe essere il ruolo dello stesso Nicola Zingaretti.

Enrico Letta vuole cambiare il partito sull’onda di un eventuale successo elettorale. In questo scenario Roma e il Lazio diventano strategici.

Tra venti giorni non conterà nulla”. Zingaretti non perdona.

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