Il tramonto dei Partiti (la sintesi della giornata, per i pigri)

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E’ finita 2-1 per il centrodestra, ma il segnale politico è un altro: i Partiti non esistono più e quelli che sono rimasti sono solo delle parvenze.

Il risultato di Roma è chiaro nel suo 70 a 30 per il Movimento 5 Stelle, tanto quanto è chiaro il dato di Latina dove vince un uomo che non era sostenuto da Partiti e che nulla ha avuto a che fare con la politica: ma che viene dalla società, dall’impegno quotidiano. Ha sgretolato Fratelli d’Italia, Forza Italia, il Pd.

I Partiti non servono, la gente si è stufata. E allora a Sora vince un candidato che 5 anni fa il Pd non aveva voluto: a distanza di una consiliatura Roberto De Donatis si prende la rivincita: è sindaco, sostenuto da uno schieramento eterogeneo nel quale c’è molto di centrodestra ma al quale ha imposto di ammainare i simboli. Ed il Pd di Sora è sotto il 3 per cento. Il conto è saldato. Dopo Ceccano, Sora: in Comune non ci sono più i Partiti.

Ad Alatri i maligni dicono che sia nata la prima amministrazione Morilli, perché mentre il sindaco Pd Giuseppe Morini veniva rieletto, Antonello Iannarilli brindava alla sconfitta del centrodestra riunitosi intorno ad Enrico Pavia, colpevole di non avere seguito lui. Altro segnale che parlare di Partiti è più vuoto che parlare di sesso degli angeli.

L’unica parvenza di politica è quella che si registra a Cassino: perché qui si è consumato il suicidio di un Pd che crede di essere ancora vivo e poter dire qualcosa, invece si spacca sul nome del candidato, non si riaggrega nemmeno per il ballot-taggio, consegna la città ad un centrodestra che ha fatto una cosa semplice: ha copiato il modello che 5 anni fa consentì a Peppino Petrarcone di vincere. La copia questa volta è risultata meglio dell’originale: D’Alessandro è stato il sindaco della gente che 5 anni fa era stato Petrarcone, oggi intrappolato nelle beghe di quelli che una volta erano i Partiti. Incapaci di risolvere i problemi della gente ma capacissimi di complicarsi la vita. A ridosso del suicidio. In diretta il presidente Alfieri chiede l’azzeramento e accusa Costanzo, il segretario dice che le colpe vanno cercate a Cassino. Appunto. Brutto segnale l’aggressione verbale al senatore Scalia ed al presidente della provincia Pompeo.

A proposito di suicidi politici, a Latina Claudio Fazzone, coordinatore regionale di Forza Italia a gennaio aveva buttato giù per vendetta le amministrazioni dove governava con Fratelli d’Italia, colpevoli di avergli sbarrato la strada verso le nomine dei vertici Acqualatina. Oggi, Latina è ad un civico, Terracina è tornata a Procaccini, Forza Italia non ha il CdA di Acqualatina: Fazzone ha fallito tutto. Abbruzzese festeggia.

Ma per poco. Perché i partiti non hanno ancora vita lunga. Se continuano così.

 

Il racconto della giornata

Suicidio Pd: consegna cassino e Sora al centrodestra. Alfieri: Azzerare

Il trionfo di Abbruzzese: ha vinto pure dove Forza Italia ha perso

Il risultato di Cassino che preoccupa Zingaretti

Scalia aggredito «perchè ora la gente ce l’ha con il Pd. Ed ha ragione»

La rinvincita di Pasquale: a gennaio nel mirino ed a giugno in trionfo

Costanzo: «La colpa? Andatela a cercare a Cassino»

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