Il tramonto dell’eroico presidente: i Partiti si riprendono la Comunità Montana

'Sic transit gloria Quadrini': il presidente si prepara ad ammainare la bandiera dalla Comunità Montana di Arce. I Partiti organizzano l'assedio per riuscire ad eleggere un altro nome. Vertice riservatissimo del Pd. Le possibili contromosse

Voleva accomodarsi in Senato ed a Palazzo Madama era andato a farci un giro per capire se gli sarebbe piaciuto. Nel suo Partito ad un certo punto gli hanno fatto credere che doveva accontentarsi di Montecitorio: è andato a dare un’occhiata, facendo tappa nella buvette. È finita che per lui non hanno trovato nemmeno un posticino nella lista che puntava alla Regione Lazio. Per dispetto se n’è andato da Forza Italia togliendosi almeno la soddisfazione di portarsi via qualche migliaio di voti, distribuiti in tutta la provincia. Nel suo paese, domenica non sono bastati a farlo diventare sindaco. Ora Gianluca Quadrini si prepara a perdere il suo ultimo feudo personale, il priorato che aveva gestito come se fosse una prelatura ad personam, riorganizzandola in base al suo particolare modello di gestione. Perché ora una cosa è chiara: i Partiti si preparano a togliergli la Comunità Montana di Arce. E con lei, il titolo di ‘eroico’ presidente, ogni onore, gloria ed auto con lampeggiante.

 

Il Partito Democratico ne ha parlato in una riunione ristrettissima lunedì sera. L’ha convocata il presidente e reggente provinciale Domenico Alfieri. La linea definitiva verrà stabilita nel corso della prossima riunione, più o meno entro la fine della settimana. Ma durante i lavori di ieri più di qualche braccio si è steso ed ha allungato il pollice verso il basso. Significa, fine dell’alleanza che ha consentito a Gianluca Quadrini di conquistare la presidenza della Comunità Montana di Arce.

 

Il rinnovo della presidenza è previsto per gennaio 2019. Ma le alleanze si costruiscono prima. Nel Pd non si è arrivati alla conta ma l’intenzione è chiara. In Forza Italia non c’è più spazio per Gianluca Quadrini: appena ha messo piede fuori dal Partito c’è stato chi ha festeggiato. Troppe le preferenze che da solo aveva preso nelle scorse Provinciali: ben la metà di quelle totalizzate dall’intero Partito. Troppo fitta e vasta la rete di relazioni ed amicizie che aveva intessuto, costruendosi il consenso necessario per centrare l’elezione, ovunque lo avessero piazzato.

Fratelli d’Italia e Lega non intendono appoggiarlo: hanno un’alleanza con gli azzurri che finora sul territorio ha retto. Il Movimento 5 Stelle è geneticamente troppo distante.

 

Isolato, nel suo fortino, dopo avere inanellato una serie di vittorie entusiasmanti per tutto il 2017, Gianluca Quadrini eroico presidente dell’indomita Comunità Montana di Arce (sopravvissuta con pervicacia alla liquidazione), studia la contromossa. Costruita sulla forza delle sue relazioni personali con gli amministratori che dovranno andare a votarlo. Nelle rare pause che si concede, con la luce soffusa, aspetta che termini il suo annus horribilis, sfoglia ancora una volta l’Imitatio Christi scritta nel Medio Evo. Legge e rilegge il passo “O quam cito transit gloria mundi” e “Sic transit gloria mundi”.

 

L’unica speranza sta nel fatto che il rinnovo della presidenza ci sarà a gennaio del 2019. Pochi giorni dopo, ma abbastanza per esserne fuori, dall’annus horribilis.

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