Tregua armata (e a tempo) per il Pd di Anagni

Non era un visita di routine quella compiuta da Luca Fantini al Pd di Anagni. Le tensioni anticipate da Alessioporcu.it ci sono. Ora però è tregua. Armata. Ed a tempo.

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Due ore di discussione per cercare di sanare le divergenze. Che, al di là di tutto, continuano ad esserci. Con il Segretario del Pd di Anagni Egidio Proietti a rivendicare la bontà del lavoro fatto negli ultimi anni, in condizioni difficili, con un Partito uscito con le ossa rotte dalle Comunali. Con la vecchia guardia (Vittorio Save Sardaro, i fratelli Tagliaboschi) a tirare bordate sulla gestione Dem attuale a suon di “bisogna tornare ad essere Partito” e “vogliamo essere coinvolti di più”.  E con il Segretario provinciale Luca Fantini, inevitabilmente,  a fare da pontiere. Cercando di smorzare i contrasti per recuperare il valore dell’unità in un Partito, obiettivamente, sotto pressione.

È la sintesi del Direttivo del Pd locale che martedì sera si è tenuto ad Anagni. Lo ha fatto alla presenza, come detto, del Segretario provinciale Luca Fantini. Il quale aveva ribadito prima che si trattava di una visita da tempo prevista, nel quadro della strategia che da mesi lo vede girare sul territorio per monitorare problemi e criticità. Sarà stata anche una tappa di routine. Resta il fatto che ad Anagni da tempo l’aria in casa democrat è piuttosto pesante.

Vittorio il severo

Vittorio Save Sardaro

A scaldarla, il giorno prima, era stato del resto ancora una volta Vittorio Save Sardaro, con toni critici contro l’attuale Segretario cittadino. Toni che sono stati riproposti anche martedì sera, dopo la relazione iniziale di Egidio Proietti. Che ha rivendicato il merito di aver tenuto la barra dritta negli ultimi anni. E di aver cercato, con pazienza certosina, di creare uno schieramento largo in vista delle prossime Comunali, per evitare la debacle della volta precedente.

Per Vittorio, invece, il punto è proprio questo; il Partito, a forza di moderazione, di lavoro sotto traccia, ha smesso di esser tale. Ha smesso di essere forza presente e trainante in città. Condannandosi, di fatto, all’irrilevanza.

Una tesi sostenuta anche dai Tagliaboschi. Che hanno fatto notare come nell’attuale gestione, si tenda ad escludere alcuni elementi  favore di altri. Un riferimento chiaro a sè stessi.

Luca il pontiere impone la tregua

Luca Fantini

La sintesi è stata fatta dallo stesso Fantini. Che ha rimarcato la bontà del lavoro di Proietti. Esortando tutti a lavorare davvero uniti, al di là delle dichiarazioni di facciata, per evitare il ripetersi di sconfitte brucianti. E dando appuntamento alla fine di gennaio per una nuova valutazione dello stato dell’arte.

Fin qui la cronaca oggettiva. Un’analisi politica sensata potrebbe essere questa:
Fantini si rende conto delle difficoltà che sta avendo Proietti, stretto da un passato che continua a farsi sentire. E riconosce la bontà del suo percorso. Ma si rende anche conto che la lentezza nella sua azione politica potrebbe rappresentare un rischio per la tenuta. di qui la decisione di chiedere un sforzo unitario ed una pausa nelle polemiche.

Pausa che, a questo punto Proietti dovrebbe usare per rendere più incisiva la sua azione, portando a casa risultati concreti in termini di presenza sul territorio e di creazione di un’alleanza solida, concreta, proiettata verso le comunali.

Altrimenti, chi oggi ( un po’ a forza) tace, potrebbe tornare a far sentire la propria voce.

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