Tremate, i renziani sono tornati: e Pompeo si candida a leader

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In Ciociaria torna la corrente di Renzi, Sardellitti incorona Pompeo come leader. Grandi manovre nel Pd. La consigliera provinciale esalta anche il ruolo di Bruno Astorre e dice no alla logica dei cartellini rossi. Ma intanto la lettera di Lorenzo Guerini ad Antonio Pompeo delinea programmi, strategie e percorsi.

A volte ritornano. Come gli incubi nei film dell’orrore o come gli eroi nei film di avventura: la scelta dello spettacolo dipende dai gusti. Il fatto è che i renziani tornano in provincia di Frosinone e Antonio Pompeo si intesta la corrente. Il convegno di Cassino un paio di sere fa è stata la consacrazione: con la benedizione del capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci, renziano di ferro.

I renziani sono tornati. Ed il presidente della provincia punta ad essere il loro leader. A togliere i residui dubbi è Alessandra Sardellitti, consigliere comunale e provinciale di Frosinone. Dicendo: «Concreto e diretto, come l’ottimo amministratore che ha sempre dimostrato di essere. Concreto e diretto come un leader». Il riferimento è ad Antonio Pompeo, sindaco di Ferentino, numero uno della Provincia e dell’Upi Lazio. Ma il termine da sottolineare è leader. Anche e soprattutto di un’area che in passato ha fatto riferimento a Matteo Renzi e a Lorenzo Guerini. E che oggi continua a guardare in quella direzione, come ha dimostrato l’incontro di Cassino con Marcucci.

Alessandra Sardellitti ha raggiunto risultati importanti nel Pd negli ultimi dieci mesi. Il fatto che sia lei a dire a voce alta quello che in molti pensano non è casuale. A Cassino non è stato messo in discussione il sostegno al segretario Nicola Zingaretti (che peraltro tutta la componente che fu di Scalia e che ora guarda a Pompeo ha appoggiato alle primarie). Ma è stata messa in discussione da Antonio Pompeo la linea di Zingaretti. Dicendo: «Ad oggi, nonostante io sia un uomo del Partito Democratico e sostenga l’azione del presidente Zingaretti, faccio difficoltà a riscontrare una vera proposta da parte del Partito».

Si è guardato il Pd da una prospettiva diversa. E la Sardellitti è tra quelli che hanno sottolineato come il Partito non può essere quello dei cartellini gialli o rossi sventolati sulla faccia di chi proviene da un’estrazione diversa e che magari ha posizioni meno ortodosse rispetto all’area Pci-Pds-Ds.

La vittoria di Enzo Salera a Cassino è stata indicata come un un modello da seguire. (leggi qui La strategia per abbracciarsi Enzo Salera)

Dice Alessandra Sardellitti: “A Cassino c’è stata una straordinaria vittoria. Ha vinto naturalmente Enzo Salera con la sua squadra. Ma ha vinto, naturalmente, con il Partito Democratico. Tutto il Pd: non capisco il bisogno di intestarsi una vittoria che è di tutto il nostro Partito. Però siccome la “memoria” in politica conta, dobbiamo essere tutti consapevoli che il percorso vincente a Cassino lo ha messo in moto il senatore e segretario regionale Bruno Astorre, mettendoci la faccia, scendendo in campo personalmente e favorendo la celebrazione delle primarie. Il primo passo, decisivo, è stato quello”.

A Cassino non c’era Lorenzo Guerini, che però ha voluto inviare una lunga e partecipata lettera al presidente della Provincia Antonio Pompeo. Vale la pena sottolineare i passaggi chiave.

Scrive Guerini: «La vicinanza politica e personale con te, con Francesco Scalia e con gli amici della provincia di Frosinone è piena e salda». Subito la stoccata a Niclla Zingaretti e le sue critiche al correntismo: «Sorrido rispetto alle enunciazioni contro le correnti, solitamente indirizzate verso gli altri e mai verso la propria. Il Pd è un partito plurale, articolato ed espressione di diverse culture politiche che lo hanno fondato. Ciò che importa è una sintesi nuova».

Rivela che Antonio Pompeo non si è mai allontanato da quell’area. «Colgo l’occasione per ringraziarti della tua presenza a Montecatini per l’iniziativa di riflessione e di approfondimento organizzata da Base Riformista. Stiamo portando avanti nel partito il nostro contributo leale in termini di proposta affinché il Pd rifugga la tentazione di limitarsi alla rappresentanza e alla testimonianza nella propria azione politica».

Segue l’enunciazione di una serie di principi: i caposaldi del pensiero post renziano. 

E’ un programma politico, all’interno del Pd. Visto dall’angolazione di una corrente diversa da quella di altri. E’ la corrente di Renzi, nuovamente allo scoperto in provincia di Frosinone.



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