E Mdp silura il Pd (di C.Trento)

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Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Il punto di riferimento è l’esperienza politica del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, anche per quanto riguarda il modello di coalizione di centrosinistra. Ma è complicato pensare oggi ad un accordo con il Pd in provincia di Frosinone.

 

A Gaetano Capuano, del coordinamento nazionale e dell’organizzazione del Movimento Democratico e Progressista e Insieme per il Lazio, la presa di posizione di Francesco De Angelis non è piaciuta. L’esponente del Pd ha detto fra l’altro: «Si mettano l’anima in pace: la “pesca” nel Pd non funziona». E ancora: «Questa è la stagione del gossip e del chiacchiericcio, ma l’estate sta finendo, come cantavano i Righeira».

 

Un altolà anche a Mdp. Gaetano Capuano dice: «Bisogna fermare tutti i sabotatori del centrosinistra provinciale. Alimentare tutti i giorni un clima di rottura perenne, di delegittimazione della coalizione, di polemiche interne ed esterne al Pd, crea una confusione e una disaffezione che poi determina anche i risultati elettorali e l’ultima tornata di Frosinone ne è lì a segnare l’esempio di scuola». Poi aggiunge: «Ci aspettiamo dagli autorevoli esponenti locali del Partito Democratico un po’ più di responsabilità politica. Chiedere loro un minimo di autocritica forse è eccessivo, ma continuare a leggere di pesche notturne a scapito di chi non si capisce, di chiacchiericci e canzoni estive che andavano di moda negli anni ‘80, come ha fatto Francesco De Angelis qualche giorno fa, è francamente intollerabile sul piano politico».

 

Quindi la sottolineatura: «Noi pensiamo che l’esperienza Zingaretti sia vincente e lavoriamo per rafforzare il laboratorio politico del Lazio, che ha prodotto anni di buon governo anche in relazione alle gestioni del centrodestra di Storace prima e della Polverini poi. Basti pensare alla legge 5 sull’acqua oppure Torno Subito, il bando che ha fatto formare circa 8 mila giovani in 4 anni fuori regione e all’estero per poi farli tornare nel Lazio».

 

Capuano però rileva: «Ma la rissa continua e il vento di destra dimostrano che il buon governo può non bastare, e continuare a pensare che l’intero cerchio del centrosinistra provinciale si apra e si chiuda con il Pd non corrisponde alla realtà delle cose. Le correnti interne stanno mettendo a rischio anche i risultati che abbiamo conseguito fino a oggi, e non basta sottolineare l’esistenza di una segretario provinciale del Pd per ovviare ad un problema gigantesco. In Regione il Governo Zingaretti, eletto quattro anni fa anche perché non ha candidato vecchie glorie della politica anni ‘80, si tiene su un accordo di coalizione, al Pd si aggiungono i gruppi riferibili alla lista Zingaretti, al Psi e ad Insieme».

 

Conclude Gaetano Capuano: «Quest’ultimo gruppo conta 5 consiglieri regionali tra i quali Daniela Bianchi. Ecco, non sarà certo il Pd a dettare le modalità con le quali si tornerà al voto, come pure non può essere il Pd a guida renziana, a cui fanno riferimento molti degli autorevoli esponenti provinciali, a decidere se e come riproporre ai cittadini un Governo di centrosinistra. È una scelta collettiva che parte dai territori. E qui nella nostra provincia, considerando i gridolini scomposti degli ultimi giorni, forse sarebbe il caso di evitare la frase delle “sorprese al contrario”, spegnere lo stereo ed iniziare a discutere insieme su come vincere nuovamente le elezioni nel Lazio».

 

È già bagarre.

 

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