I furbetti che devastano la Ciociaria ogni giorno (di C. Trento)

La provincia di Frosinone devastata: dai furbetti che galleggiano nell'illegalità, da un rilancio industriale che non decolla, da una classe dirigente che non incide e da una classe politica assente

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Meno male che c’è il Frosinone calcio a tenere alto il nome di questa provincia: con la promozione in serie A, con l’abitudine a navigare ormai nei quartieri alti della serie cadetta, con un stadio modello, un gioiellino dell’impiantistica sportiva nato dalla collaborazione tra il privato (Maurizio Stirpe) e il pubblico, nel caso specifico il Comune di Frosinone guidato da Nicola Ottaviani.

Una squadra che, dopo aver vinto sul campo, ha saputo trionfare anche nel botta e risposta al vetriolo con il Palermo. È finita a carte bollate certo, ma a volte serve pure questo per far capire che nessuno si spaventa, che nessuno si arrende, che nessuno lascia stare, che nessuno china la testa.

La seconda promozione nella massima serie in pochi anni non avviene per caso, ma per la capacità di programmare, di fare strategia, di individuare le priorità, perfino di dire no qualche volta.

Il valore educativo del no è immensamente superiore a quello del sì.

Ma il Frosinone calcio rappresenta un’eccezione in questo territorio. Non l’unica per la verità. Per esempio, mantenere ai vertici una società editoriale di questi tempi è un’impresa titanica: dare voce al territorio è fondamentale ed ha molto a che vedere con i concetti di democrazia, di trasparenza, di partecipazione, perfino di condivisione. Riuscire a farlo tutti i giorni, su diverse piattaforme, garantendo professionalità, qualità e competenza non è uno scherzo.

Il discorso vale per chi è abituato a dare tutto per scontato, oppure a non accorgersi di quanto lavoro e impegno ci sia dietro determinate realtà.

Torniamo al Frosinone calcio: il prossimo obiettivo è ancora più ambizioso ed è quello di restarci stavolta in serie A. Naturalmente non sarà facile, ma dimostrare sul campo della vita che il pastorello Davide può ancora battere il terribile gigante Golia rappresenta una speranza e uno sprone. Una specie di favola moderna che invita a non mollare, a crederci, a non partire mai battuti in partenza.

Come invece purtroppo questo territorio fa.

 

Il rilancio industriale al palo

Una vicenda emblematica è quella della vendita dello stabilimento ex Videocon da parte del Consorzio Asi. Ancora una volta il bando pubblico è andato deserto. Si tratta della terza volta di fila. Nonostante in pochi mesi il prezzo d’asta sia stato ribassato di 2 milioni di euro.

Non è una questione di prezzo, ma di realtà e prospettiva. Logistica, imprenditoriale, economica.

L’area industriale non “tira”. La crisi ha decimato le imprese, la viabilità è a pezzi, la bonifica della Valle del Sacco non è neppure stata lontanamente programmata.

Si tratta di un problema reale, urgente, concreto. Perché i costi di bonifica dell’intera zona sono insostenibili per qualunque azienda privata. Occorrono fondi pubblici, dello Stato. Ma se ne parla soltanto, così come ogni tanto si annunciano stanziamenti che però non vengono calati realmente sul territorio.

La classe dirigente locale non incide: non quella politica, ma neppure quella imprenditoriale delle associazioni di categoria. Tutti sul “pezzo” quando occorre ottenere candidature e nomine, tutti all’erta quando in gioco ci sono le presidenze degli enti intermedi. Per il resto, calma piatta.

Così non si va da nessuna parte.

 

L’eterna ora di chi viola la legge e inguaia i “fessi”

Nell’ultimo anno e mezzo la Guardia di Finanza ha scoperto 216 evasori totali, sequestrando patrimoni legati a reati finanziari per 38 milioni di euro. Sono stati accertati danni erariali per 12 milioni di euro e denunciate 72 persone. È emerso che il 90% degli appalti è irregolare.

Cambiando angolazione, soltanto a Frosinone, relativamente al pagamento della tassa sui rifiuti, il Comune ha scovato 1.576 evasori. Conta di recuperare 1,7 milioni di euro.

Poi naturalmente c’è tutto il resto. C’è la cronaca. Fatta di truffe, appropriazioni indebite, riciclaggio e reati contro la Pubblica Amministrazione.

Quelli che ancora (e purtroppo ce ne sono) pensano che la Ciociaria sia un’isola felice vivono su Marte. Soprattutto perché esiste un’altra faccia della medaglia.

Va bene il garantismo, va bene la presunzione di innocenza, ma tutti questi reati comportano subito delle conseguenze reali: perdita di posti di lavoro, danni che vanno ripagati con soldi pubblici (di tutti noi), aggravio del peso fiscale soltanto sugli onesti, su quelli che ogni mattina si mettono in gioco.

E che magari nell’immaginario collettivo vengono definiti “fessi”. Come contraltare dei “furbi”, che poi, dopo i tre gradi di giudizio, vengono condannati.

È per le scorribande dei “furbetti” che questo territorio è ridotto così. Alla deriva, senza prospettive, senza neppure la voglia di reagire. È questo sentimento che bisogna contrastare, anche e soprattutto dal punto di vista mediatico.

 

Il ballottaggio di Anagni e il quadro politico

Oggi ad Anagni ballottaggio per eleggere il sindaco. Si sfidano Daniele Natalia (centrodestra) e Daniele Tasca, sostenuto da una coalizione di liste civiche e da Casapound.

Il Pd e il centrosinistra si sono fermati al primo turno. Quello che sorprende è che la lezione non sia stata neppure lontanamente presa in considerazione. Nessuna autocritica o analisi seria sulle dimissioni di massa che hanno interrotto l’esperienza di Fausto Bassetta.

In più, le polemiche di questi giorni tra l’area di Francesco De Angelis e Simone Costanzo dimostrano “il senso del Pd per l’autodistruzione”.

Intanto, nella prospettiva delle provinciali, il centrodestra avanza. Se dovesse vincere anche ad Anagni, rispetto a quattro anni fa si presenterebbe più forte alle provinciali. La coalizione governa Frosinone, Cassino, Ceccano, Pontecorvo, Fiuggi e tante altre realtà.

Sarà sfida sul filo di lana con il centrosinistra guidato da Antonio Pompeo.

Il tutto mentre alle politiche, anche in Ciociaria, hanno vinto Cinque Stelle e Lega. Geometrie variabili di un territorio in cerca di identità. Non solo politica.

 

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