Per chi suona la campana (di C. Trento)

Elezioni. Ieri le chiusure e gli ultimi appelli tra piazze, teatri, locali, televisioni e social network. Oggi giornata di silenzio, ma nessuno dei protagonisti si fermerà neppure per un minuto

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Abbiamo quaranta milioni di ragioni per fallire, ma non una sola scusa”. La frase è di Rudyard Kipling. Mai così attuale alla vigilia di un doppio appuntamento elettorale che segnerà la politica italiana.

Si vota per Camera, Senato e Regione Lazio. Nessuno può perdere. Oggi giornata di silenzio elettorale, ma nessuno si rilasserà per un solo minuto. Alla ricerca di un ultimo voto, che può fare la differenza.

Ieri le chiusure e gli ultimi appelli dei leader dei partiti. Tra piazze, teatri, televisioni e social network. Il segretario del Pd Matteo Renzi ha concluso la campagna elettorale a Firenze, mentre il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha lanciato i suoi ultimi appelli in televisione, tra Mattino Cinque e Porta a Porta. Tutti sul palco a Roma, a piazza del Popolo, nel Movimento Cinque Stelle: con Luigi Di Maio, Beppe Grillo, Alessandro Di Battista e Virginia Raggi anche Roberta Lombardi, candidata alla presidenza della Regione Lazio. Mentre Stefano Parisi, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, ha chiuso a Roma, in piazza della Rotonda.

Nicola Zingaretti, Governatore in carica e candidato del centrosinistra per la riconferma alla guida del Lazio, ha fatto tappa a Latina. Nel capoluogo pontino comizio e appello finale di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d ’Italia. Matteo Salvini, segretario federale della Lega, era a Milano, mentre Pietro Grasso (Liberi e Uguali) era a Palermo.

Chiusure naturalmente anche in provincia di Frosinone, senza soluzione di continuità. Con i messaggi su WhatsApp che si sono moltiplicati in progressione geometrica. Attività frenetica nei vari quartieri generali: con indiscrezioni, vere o presunte, su sondaggi che non si possono pubblicare. Oppure sulla percezione di quello che potrebbe succedere nelle urne.

Ovviamente anche in provincia di Frosinone tutti trattengono il fiato, in attesa che i dati reali confermino le certezze e fughino i dubbi. Con vari fattori che si sovrappongono e si incrociano: il vento nazionale, le dinamiche regionali, i due sistemi elettorali diversi, la spinta dei territori.

Il centrodestra punta su un attacco a tre punte nel maggioritario: Massimo Ruspandini (Fratelli d ’Italia) al Senato, Francesco Zicchieri (Lega) alla Camera nord e Mario Abbruzzese (Forza Italia) alla Camera sud. Poi nel proporzionale tutti per uno, ma ognuno… per cercare un voto in più rispetto agli altri. Come è normale che sia in un sistema sostanzialmente proporzionale.

Il centrosinistra schiera Maria Spilabotte (Pd) nell ’uninominale al Senato, poi Francesca Cerquozzi (Pd) alla Camera nord e Gianrico Ranaldi (Insieme) alla Camera sud. Al massimo della concentrazione il Movimento Cinque Stelle, con Luca Frusone capolista nel listino della Camera. Ma tutti si batteranno fino all ’ultimo voto.

Per quanto riguarda i Democrat, i big locali sono inseriti nel proporzionale: Francesco De Angelis in terza posizione nel listino della Camera, mentre Francesco Scalia e Nazzareno Pilozzi sono fuori provincia, rispettivamente nel listino del collegio senatoriale che comprende Viterbo e nel proporzionale della Camera Roma Est. La Spilabotte, oltre che nel maggioritario, è in campo anche nel plurinominale per Palazzo Madama.

Il conto alla rovescia è quasi finito. Domani è un altro giorno.

La domanda è: chi andrà… Via col vento?l

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