L’urlo di Pompeo: «Basta guerre tra le correnti Pd» (di C.Trento)

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

 

CORRADO TRENTO
Ciociaria Oggi

 

 

Il suo nome circola insistentemente per una possibile candidatura alle regionali, ma la cautela di Antonio Pompeo è massima. Intanto perché l’idea di bissare il mandato da sindaco di Ferentino e di presidente della Provincia lo solletica non poco e poi perché l’intasamento degli spazi nel Pd potrebbe scatenare delle “guerre sante”. Alle quali lui non ha alcuna intenzione di partecipare.

 

Dice: «Non credo alle autocandidature e poi i ruoli per i quali si viene eletti vanno onorati fino in fondo. Sono un uomo di partito e resto a disposizione. L’ambizione? Non è una cosa negativa, ma in politica fare squadra non è un semplice slogan».

 

La sconfitta alle comunali di Frosinone è stata un’autentica mazzata per il Pd provinciale. Chiediamo a Pompeo: ma il correntismo verrà mai superato in Ciociaria?

Afferma il presidente della Provincia: «Le sconfitte vanno superate, ma al tempo stesso devono costituire un insegnamento: a Frosinone abbiamo fatto troppi errori. Punto e basta. Quanto al dibattito interno, voglio essere molto chiaro: la giusta competizione, anche tra le componenti, va bene. Ma non può trasformarsi in una perenne “guerra” per conquistare questa o quella casella. Purtroppo nel Pd provinciale è successo questo e i cittadini hanno percepito un clima di contrapposizione tra “nemici”. Dobbiamo invertire la rotta perché il tempo è già scaduto. Come fare? Al partito ho detto e ribadisco di puntare sugli amministratori locali, che sono a contatto con i cittadini e danno delle risposte concrete. Anzi, il partito dovrebbe mettere gli amministratori locali nelle migliori condizioni possibili. La forza per il rilancio viene da qui».

 

Aggiunge: «La spinta dell’antipolitica sta frenando e questo spiega la contrazione dei Cinque Stelle. Il ritorno del centrodestra? Dobbiamo contrastarlo sui territori. La crisi economica dura da troppo tempo, la gente vuole risposte. Noi possiamo darle meglio di loro».

 

Sulle alleanze Antonio Pompeo dice: «Le coalizioni si costruiscono sugli uomini e sui programmi. Alla Provincia governiamo con Alternativa Popolare e con una lista civica rappresentativa della sinistra. Includere e trovare delle sintesi sono operazioni fondamentali per chi fa politica».

 

Quale futuro per le Province? Argomenta Pompeo: «L’esito referendario ha segnato una svolta e le Province restano fondamentali. Per me sono la Casa dei Comuni e il confronto sull’acqua, la costituzione della stazione unica appaltante e l’Ambito territoriale per il gas dimostrano la centralità dell’ente. Ma abbiamo esercitato un ruolo fondamentale anche sull’Area di crisi, sull’emergenza cinghiali e su tante altre vicende. Altro discorso riguarda il taglio delle risorse, che indubbiamente non concede molti spazi di manovra. Però, nonostante questo, abbiamo fronteggiato la situazione, riorganizzando e razionalizzando le funzioni. Al Governo abbiamo chiesto interventi e risposte, anche e soprattutto per una considerazione concreta: gestiamo la viabilità, la manutenzione e l’edilizia scolastica, che sono funzioni fondamentali per il territorio. Ci aspettiamo uno scatto vero, perché i fondi sono insufficienti».

 

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