La rivoluzione di Pompeo: «Nel Pd amministratori al centro» (di C. Trento)

Il presidente della Provincia rompe gli indugi. E si prepara a prendere in mano una componente del Pd. «Al centro vanno messi gli amministratori. Non posso essere coinvolti solo quando servono i voti». Intanto Sara Battisti replica ancora a Simone Costanzo

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Antonio Pompeo raccoglie l’investitura di Francesco Scalia sull’invito a guidare l’area provinciale che fa riferimento a Luca Lotti, ma rilancia sull’idea di partito aprendo le porte agli amministratori. Sara Battisti, invece, piazza un’altra stoccata nei confronti dell’ex segretario provinciale del Pd Simone Costanzo. Nei Democrat il dibattito riprende quota dopo le dichiarazioni rilasciate dall’ ex senatore Francesco Scalia a Ciociaria Oggi. (leggi qui Francesco Scalia ‘benedice’ De Angelis e Pompeo e leggi anche E nel Pd ora volano gli stracci: «Per De Angelis dovremmo votare Abbruzzese al Cosilam»)

 

Pompeo allo scoperto

Il presidente della Provincia e sindaco di Ferentino Antonio Pompeo argomenta: «Intanto un ringraziamento a Francesco Scalia per le parole nei miei confronti. Credo che il modello Ferentino, nato sul livello amministrativo, adesso sia stato trasportato pure sul piano politico. Perfino nel governo della Provincia, ente che abbiamo rilanciato nonostante una riforma che l’aveva relegato al secondo livello. Un risultato raggiunto grazie alla progettualità e alla programmazione. Non puntando soltanto sulle opere nuove, ma anche sul completamento di quelle già avviate. Lo abbiamo fatto e continueremo lungo questa strada».

 

L’ invito di Scalia a raccogliere la sua eredità politica nella guida dell’ area di riferimento? «Sono onorato e lusingato. Voglio però dire la mia sul concetto di area politica: non va intesa come un esercito da schierare, ma come un luogo nel quale confrontarsi e condividere i problemi reali del territorio, quelli che soltanto gli amministratori conoscono davvero. Una componente non può e non deve servire soltanto ad “accreditarsi” quando c’è una candidatura da ottenere o un incarico da ricoprire.

I veri referenti sono gli amministratori, massimi riferimenti istituzionali sul territorio. Lo dico forte e chiaro: sindaci, assessori e consiglieri comunali hanno il sacrosanto diritto di avere quotidianamente risposte dal partito. Non è possibile che ci si ricordi di loro soltanto quando ci sono dei congressi oppure delle elezioni, siano esse politiche, europee o regionali. Non funziona così. Neppure possono essere coinvolti quando c’è da effettuare il tesseramento. O quando si fanno delle “conte” per verificare equilibri e rapporti di forza. Il sottoscritto ha un’ idea di area politica al servizio degli amministratori».

 

E sull’ ipotesi di Francesco De Angelis candidato alla segreteria regionale del Partito Democratico?

Rileva Pompeo: «È una notizia positiva per il territorio, perché non fa mai male avere uomini di riferimento in posti chiave».

Una presa di posizione netta quella di Antonio Pompeo, il quale da diversi mesi mette al centro del ragionamento politico gli amministratori.

 

I “sassolini” di Sara

Sara Battisti, consigliere regionale, torna a ribadire che «dopo le due tornate elettorali c’è bisogno di proposta e non di critica». Rileva: «Leggo ancora commenti poco edificanti per il Pd della provincia di Frosinone. Che a farlo siano dirigenti con poca esperienza mi colpisce ma comprendo che a volte a parlare sia spesso la pancia. Non riesco invece a capire per quale ragione chi ha guidato il partito fino a gennaio di questo anno, provi a strumentalizzare tutto per attaccare chi sta mettendo in campo un progetto di grande contributo per il futuro del Pd nel Lazio».

 

Chiarissimo il riferimento all’ ex segretario provinciale Simone Costanzo.

Continua Sara Battisti: «All’indomani dell’esito elettorale di marzo, facendo riferimento al dato delle politiche e alla differenza di ben tredici punti percentuali che abbiamo ottenuto in più alle elezioni regionali, si è avviato un ragionamento sui motivi che hanno determinato questa situazione. In provincia di Frosinone la presenza della precedente giunta Zingaretti, la spinta propulsiva dello stesso presidente ma soprattutto una presenza radicata e una vicinanza costante ai territori da parte di chi oggi si sente schierato in prima linea per cambiare profondamente il Pd, hanno fatto la differenza.

Nasce da qui la candidatura alla segreteria regionale di Francesco De Angelis. Dall’esigenza di dovere mettere a disposizione della nostra comunità una tra le personalità politiche migliori di questa regione. In questa fase abbiamo bisogno di chi ha un’esperienza di lungo corso, capace di costruire la più ampia partecipazione alla vita politica del Pd, che sappia mettere assieme per storia ed esperienza politica ed istituzionale, militanti, iscritti, dirigenti, sindaci, amministratori».

 

«Abbiamo bisogno di tutti ma soprattutto abbiamo bisogno di un segretario regionale in grado di rendere protagonista il Pd, che non lo chiuda nelle stanze del Parlamento o della regione. Dopodiché nel rispetto delle regole che ci siamo dati, ci saranno sicuramente altre candidature meritevoli, ognuno sceglierà chi sostenere. Però non è corretto cercare di utilizzare argomenti relativi alle scelte territoriali per depotenziare o mettere in cattiva luce la candidatura di De Angelis.

Ricordo, ad esempio, che sugli enti intermedi la scelta di lasciare ai sindaci di valutare e scegliere la governance, provando a costruire sempre la più ampia rappresentanza, è stata scelta come strada proprio durante la segreteria di Costanzo. Oggi non si fa altro che seguire quelle indicazioni. Il Pd ha bisogno, di un congresso sui temi e sulle grandi scelte strategiche per far crescere ancor di più il Lazio, in una concertazione tra partito, istituzioni e corpi intermedi. Non credo abbia più bisogno di battibecchi. Con questo spirito è nata la candidatura alla segreteria regionale di De Angelis, con questo spirito la sosterremo».

 

Ad ogni modo nel Partito Democratico il confronto resta molto aspro, anche se a distanza. A luglio l’assemblea nazionale deciderà tempi e modi per l’elezione del segretario nazionale e dei congressi regionali. Sarà un punto di svolta.

 

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