Torna il Rosatellum, solo uno su mille ce la fa (di C.Trento)

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Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Si torna a discutere di legge elettorale, precisamente del Rosatellum bis: alla Camera 231 collegi uninominali maggioritari, gli altri con il proporzionale. Effetto dell’emendamento Forza Italia – Movimento Cinque Stelle (Biancofiore-Fraccaro), che affondò la proposta nel giugno scorso, estendendo il sistema proporzionale anche ai collegi del Trentino Alto Adige.

La partita politica, in realtà, resta tanto aperta quanto complessa. Il segretario nazionale del Pd Matteo Renzi ha detto: «Il Pd ci ha provato, ci prova e ci proverà. Ma il Pd da solo non ha i numeri, dipende dagli altri. E non sono molto ottimista».

Per quanto riguarda la provincia di Frosinone, per la Camera ci sarebbero due collegi: 33 Comuni in quello nord (fra i quali Frosinone, Ceccano, Ferentino, Alatri, Anagni), 58 in quello sud (fra i quali Cassino e Sora). Un collegio per il Senato, coincidente con l’intero territorio provincia.

L’ipotesi della nuova versione del Rosatellum, in sostanza, prevederebbe il 64% di proporzionale e il 36% di maggioritario. Alla fine però cosa cambierebbe sul territorio? Il punto è molto semplice: la “battaglia” vera avverrebbe nei collegi con il maggioritario, ma è soltanto nel proporzionale che ci sarebbero le garanzie di essere eletti.

La domanda che circola in tutti gli schieramenti è una sola: se nel proporzionale verranno candidati i big nazionali e regionali, cosa resterà per gli esponenti locali? Le briciole probabilmente.

La volata per ottenere una candidatura potrebbe rivelarsi in ogni caso una “battaglia” di retroguardia. Nel Partito Democratico, per esempio, la concorrenza è agguerrita. Ci sono tre parlamentari uscenti: Francesco Scalia, Maria Spilabotte e Nazzareno Pilozzi. E c’è il presidente del Consorzio Asi Francesco De Angelis.

Quanti potrebbero ottenere una candidatura nel listino bloccato della Circoscrizione Lazio 2, che racchiuderebbe le province di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo? Uno solo. Forse Stesso discorso per Forza Italia: naturalmente il consigliere regionale Mario Abbruzzese sarebbe favorito, ma pure Antonello Iannarilli ed altri cercherebbero l’inserimento nel proporzionale.

E nell’attesa di capire quale sarà la soglia di sbarramento finale per Camera e Senato, anche Movimento Cinque Stelle, Fratelli d’Italia, Mdp, Socialisti e tutti gli altri cercheranno di muoversi con l’obiettivo di ottenere una designazione nel proporzionale. Mentre per la parte maggioritaria sarebbe una sorta di duello all’arma bianca, tutti contro tutti. Chi prende un voto in più vince. Con pochissimi posti a disposizione: due o tre al massimo.

E se i sistemi elettorali restano quelli attuali? Cambia poco: la certezza dell’elezione c’è solo per i capilista bloccati. Tutto il resto è… noia.

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