Voto di opinione e radicamento: la sfida incrociata (di C. Trento)

Il Centrodestra vince alle Politiche ed alle Europee. Il Centrosinistra vince dove l'elettore vota direttamente il candidato che amministra e si è fatto apprezzare sul territorio. Due problemi speculari. Le soluzioni: radicarsi e puntare sui locali anche per le grandi sfide

Corrado Trento
Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Le elezioni di domenica scorsa hanno detto sostanzialmente due cose in provincia di Frosinone. La prima è che il centrodestra alle Europee viaggia su percentuali enormi. Come del resto era avvenuto alle Politiche del 4 marzo 2018.

Un centrodestra molto diverso rispetto al passato però, con la trazione della Lega e con una forte avanzata di Fratelli d’Italia. Con Forza Italia che continua a perdere voti e punti percentuali. Ma comunque c’è.

Però il centrodestra non può rinviare ulteriormente un punto: come trasferire l’enorme consenso del voto di opinione sul piano amministrativo, cioè alle Comunali?

Va detto comunque che l’esito del ballottaggio di Cassino influirà sul giudizio complessivo anche delle comunali. Non soltanto perché parliamo della seconda città della provincia, ma anche perché il duello tra Mario Abbruzzese (centrodestra) ed Enzo Salera (centrosinistra) è molto “pesante” sul piano politico.

Prospettiva ribaltata per il Partito Democratico, che va fortissimo alle Comunali mentre alle Europee si ferma poco sopra il 16%. Il radicamento sul territorio di una classe dirigente molto riconoscibile è indubbiamente un valore aggiunto.

E forse proprio questa considerazione dovrebbe indurre il Pd locale a puntare maggiormente su candidature locali anche alle Europee o alle politiche.

Questo discorso, però, ha molto a che fare con il peso politico del territorio.

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