Troppi cani sciolti. Si dimette il segretario del Pd

A Sora Pd spaccato e senza sintesi per le prossime elezioni comunali. E il segretario cittadino Enzo Petricca annuncia le proprie dimissioni durante il direttivo on line e le inoltra al provinciale. A cui gira la patata bollente. Troppe anime e posizioni inconciliabili in un direttivo nato contro l’amministrazione De Donatis e le destre. Il prossimo a lasciare potrebbe essere Stefano Lucarelli. Ma non subito.

Tazio Murari-Pizzi
Tazio Murari-Pizzi

Rem tene, verba sequentur

Era il terzo appuntamento in due settimane. Rigorosamente on line. E’ iniziato oggi verso le 15.30. Circa mezz’ora di attesa. Per dare a tutti il tempo di collegarsi. Poi il dibattito. Un’oretta circa. Ma le posizioni tra i dirigenti del Pd di Sora non erano cambiate. Erano pressoché le stesse della prima riunione, quella del 17 giugno. E Alessioporcu.it in quella data già aveva previsto la possibilità che il Segretario politico avrebbe potuto dimettersi. Enzo Petricca lo ha fatto oggi, mollando il timone del Partito Democratico. (Leggi qui PD a conclave on line. Per decidere sul De Donatis bis).

Petricca dà forfait, ora vuole giocare

Alla riunione del 17 giugno ne era seguita un’altra il 24 giugno. Durante la quale il consigliere di maggioranza Natalino Coletta lo aveva detto chiaramente. Che cioè nel 2021 correrà di nuovo nello schieramento del sindaco uscente, con il quale ha preso un impegno. A patto però che nella coalizione non ci sia anche anche questa volta Fratelli d’Italia.

Una posizione questa di Coletta che ben si sposa con la strategia che sarebbe in atto in Comune, architettata dal sindaco civico Roberto De Donatis. Spaccare i Partiti per tentare di riproporre agli elettori la Piattaforma civica bis (leggi qui Ciacciarelli traghetta la Lega in maggioranza a Sora).

Oggi dunque l’ultima puntata di una trilogia a cui in realtà erano preceduti tantissimi incontri, sia in gruppi che a tu per tu, anche durante il Covid. Tutti finalizzati a trovare una sintesi.

Oggi il segretario Petricca, consapevole che probabilmente che quella sintesi non arriverà mai si è dimesso. Ha detto che vuole fare il giocatore libero e non più l’allenatore. Di fatto ha rimesso la patata bollente in mano al prossimo Segretario Provinciale.

Che partita intende giocare? Troppo presto per scoprire le carte. Si augura la nascita di un raggruppamento di centrosinistra aperto alle civiche. Intanto ha le mani libere. Ma il sospetto che stia lavorando a un progetto con i fratelli Tersigni c’è ed è forte (leggi qui  Petricca: “L’inciucio, Tersigni ed il futuro di De Donatis”)

Troppi personalismi

Il Segretario del Pd di Sora Enzo Petricca
Avvocato Petricca, perché si è dimesso da segretario del Pd di Sora?

«Al momento c’è bisogno di uno scossone perché ci sono troppi personalismi che non hanno permesso una politica sana e costruttiva. Siamo nati con due consiglieri in maggioranza e uno in opposizione. Ora ci ritroviamo con due consiglieri in opposizione e uno in maggioranza. Già questo è indice delle difficoltà e delle spaccature all’interno del Partito».

Petricca si riferisce alla posizione di Natalino Coletta, tesserato Pd ed eletto nella Piattaforma civica del sindaco con la lista Patto Democratico. Salvo poi fondare l’altro gruppo, Rinnovamento democratico, con cui eventualmente sostenere di nuovo il primo cittadino.

Il segretario dimissionario si riferisce anche alla posizione di Augusto Vinciguerra, candidato sindaco che non arrivò al ballottaggio e fece allora l’accordo determinante per la vittoria di Roberto De Donatis. Dopo la delusione delle scorse Provinciali (nessuno dell’Amministrazione lo ha votato) il dottor Vinciguerra è passato all’opposizione.

Infine si riferisce alla posizione di Maria Paola D’Orazio, capogruppo consiliare del Pd e da sempre all’opposizione, seppur formalmente. Ha instaurato un rapporto dialogante con la maggioranza. È stata lei a tenere i contatti con i tecnici dell’Associazione Nazionale Comuni d’Italia per definire il cambio di gestione nella Farmacia Comunale di Sora.

E troppi bastian contrari

Ma i motivi sono anche altri.

«Io per mia natura tendo ad inglobare. Non mi piacciono i niet. Troppa gente contro e non a favore. Essere contro significa non voler condividere qualcosa con qualcuno a prescindere. Per fare attività politica occorre essere in grado di digerire i contrasti personali e trovare i punti in comune. Molti ragionano solo in termini personalistici».

NATALINO COLETTA
Quando parla di personalismi a chi si riferisce?

«C’è un Partito che al momento soffre di questa incapacità a dialogare. La responsabilità principale è mia. Perché tutto ciò rappresenta per me una sconfitta. Ho tentato di tenerli uniti ma non ci sono riuscito. Avrei potuto andare avanti altri sei mesi ma meglio farlo adesso. A un anno dalle elezioni».   

Parlando al direttivo Petricca ha usato la metafora del calcio, dell’allenatore e della squadra. “Il primo responsabile è l’allenatore ma anche i giocatori devono interrogarsi. Questo non significa che smetterò di fare politica.

Andrà a sostenere il progetto dei consiglieri Tersigni?

«Non significa nemmeno questo. Non andrò a sostenere Tizio o Caio. Non è questione di nomi ma di progetti. Sono i progetti e le persone che contribuiscono a realizzarli che poi faranno emergere il candidato sindaco».

Ultimo tentativo andato a vuoto

MARIA PAOLA D’ORAZIO

Alla riunione erano presenti oltre al segretario Petricca, il presidente Renato Morganti che è stato molto criptico e l’ex assessore Stefano Lucarelli che ha ribadito la sua apertura alle civiche contro l’attuale Amministrazione. Poi Tiberio Mattacchione, che ha aperto alle estreme sinistre a anche ai 5 Stelle, dopo l’intervista rilasciata da Fabrizio Pintori ad Alessioporcu.it (leggi qui Mai con De Donatis, forse col Pd. E con le regole del Meetup).

Con loro Maria Paola D’Orazio, che ha ribadito il suo veto ai fratelli Tersigni con un’apertura più esplicita verso l’amministrazione uscente. Stessa posizione è stata quella assunta da Massimiliano Iula presidente dei Giovani Democratici di Sora. Iula che è addirittura propenso a un’apertura di credito verso Coletta.

Quelle dimissioni premeditate

«Direttivo per martedì 30/06 ore 15:30 sulla piattaforma Google meet. Grazie. Ordine del giorno. Definizione della posizione politica del PD nel quadro politico amministrativo della nostra città. In previsione delle prossime elezioni comunali. (terza e spero ultima puntata – nda). Comunicazioni del Segretario. Non mancate».

In molti se lo aspettavano. Era evidente anche dal tenore del secondo punto all’ordine del giorno inviato via WhatsApp a tutto il Direttivo. Dopo aver ascoltato nuovamente tutte le posizioni il Segretario ha annunciato la sua decisione. Si è dimesso.

«Questa segreteria nasce con l’intento di essere alternativa a quest’amministrazione e alle destre».

Si riferisce al ruolo di Maria Paola D’Orazio?

«No. Maria Paola è l’unica che è rimasta sempre in opposizione, ferma al suo posto. Anche la forma è sostanza. Quelli che invece hanno voluto svolgere un ruolo sono stati Natalino e Augusto. Hanno sposato il progetto della Piattaforma civica che io non ho mai condiviso».

E adesso che succederà?
Nicola Zingaretti e Luca Fantini

«Ho inviato le dimissioni irrevocabili al provinciale con le motivazioni. Che poi fondamentalmente sono quelle che ho spiegato anche  a voi. Lo scopo principale non è far male al Partito ma scuotere le anime e metterle davanti alle proprie responsabilità. Questo è il mio intento: dare uno scossone al partito. Ed anche a tutti coloro che si rispecchiano nell’area di centrosinistra».

Sta dicendo che auspica un gruppone di centrosinistra?

«Io mi auguro che ciascuno svolga il proprio ruolo per portare un semino nel sacco del centrosinistra. Ho operato in tal senso anche durante il lookdown. Spero che questa scossa possa sortire un risultato».

Le ritirerebbe?  Le dimissioni, intendo.

«Sono molto riflessivo ma fermo nelle mie decisioni. Quando è si è si, quando è no è no. Non si tratta soltanto delle ultime tre riunioni. Ci sono dietro altri tentativi». Andati a vuoto. Ora potrebbe dimettersi anche Stefano Lucarelli. Che però starebbe prendendo tempo prima di abbandonare il Pd. Per non lasciare campo libero a Roberto De Donatis.