Tullio il profeta, prevede il nome del suo successore

Non indossa la vestaglia azzurra con le stelline gialle, non impugna la bacchetta magica. Ma Tullio Di Zazzo indovina lo stesso il futuro.

La sua profezia l’aveva scritta, nero su bianco, un mese fa. L’aveva sigillata in tre buste, davanti a tutti nella sala Restagno del municipio. Ed aveva chiesto ai presenti di firmare a testimonianza del sigillo.

Quel sigillo lo ha rotto nelle ore scorse. L’ha tolto dalla busta numero 3. Al suo interno c’era la previsione con l’indicazione del suo successore: quello che avrebbe preso il suo posto in assessorato, dopo che lui era stato cacciato motu proprio dal sindaco Carlo Maria D’Alessandro.

Previsione azzeccata. «Il mio successore proverrà dalla Compagnia delle Opere e sarà vicino a Comunione e Liberazione». Bingo. O se vi piace il bowling: strike! Il nuovo assessore infatti è l’ingegnere Paola Verde, vicina a Cielle.

E’ questo il momento in cui il maghetto Tullio Topolino Di Zazzo si trasforma in un incuietante Nostradamus. In un profeta scientifico. Con la sua vendetta da consumare per quella cacciata mai digerita. Lo fa svelando la chiave con cui ha letto il futuro con così tanto anticipo: non la simula tra ambigue quartine in rima, come fece invece l’astrologo farmacista e speziale Michele De Notredame.

In quella chiave ci sono piccoli messaggi in codice. Per chi deve comprendere e per chi volesse approfondire.

Tullio Nostradamus Di Zazzo ricorda che il sindaco D’Alessandro non volle firmargli il documento con le sue proposte per la realizzazione di alcuni progetti ben precisi. Ad esempio il moltiplicatore d’imprese e soprattutto il piano per l’efficientamento energetico della pubblica illuminazione cittadina. Perché non lo fece?

Lì inizia la carriera di Tullio lo stregone. Comincia a prevedere il futuro. E come l’emulo di San Malachia profetizza la sua imminente morte (da assessore). «L’ho capito perché quando ero assessore mi fu detto che non potevo portare avanti il progetto dell’efficientamento energetico perché di competenza di un partito di maggioranza». Significa che è un boccone grosso e saporito. Molto grosso. E molto saporito. Si tratta di un progetto presentato dall’Enel per la gestione dell’illuminazione pubblica, nel quale si prevede la realizzazione di una connessione wi-fi internet per tutta Cassino.

Niente firma. “Tra poco mi fanno fuori” pensa Tullio. E di lì a poco arriva lo sfratto.

Restano le buste numero 1 e 2. Cosa ha profetizzato in quei plichi Tullio da Cassino? Nessuna anticipazione.

Dicono che aspetterà su una sponda del Gari il passaggio del cadavere politico di chi l’ha fatto silurare. E poi? Tornerà a giocare la sua partita per le successive elezioni comunali.

E se la busta numero 3 fosse stata solo un gigantesco colpo di fortuna? Tullio potrebbe decidere di fare un corso d’approfondimento: a Fatima, dove con i misteri hanno una certa dimestichezza, dicono che c’è posto.

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