Etico e all’avanguardia: ecco il turismo del futuro

Un turismo che metta d'accordo nuove sfide e regole etiche che Papa Francesco ha in agenda. Un'agenda che attraverso il vescovo Spreafico sta disegnando un nuovo modello di struttura ricettiva in Ciociaria. Pietro Di Alessandri quel modello lo conosce benissimo. E lo applica.

Piero Cima-Sognai
Piero Cima-Sognai

Ne elegantia abutere

Un turismo che sia di avanguardia ed etico al tempo stesso. Ma nuovo e sotto un nuovo ombrello legislativo, in modo che diventi occasione per ripartire e non rammarico per recriminare. Su cosa? Su ciò che Covid ha fatto alla Ciociaria. Perché il virus non ha solo ridisegnato spazi operativi ed urgenze economiche, ma ha messo in tacca di mira altri valori che la voracità agnostica degli anni passati aveva bandito.

Valori come la sostenibilità: ambientale, economica e sociale. Punti ormai imprescindibili che perfino Papa Francesco ha messo in agenda con la sua “Laudato si’”. E che il vescovo Ambrogio Spreafico ha voluto da tempo che crogiolassero in una struttura che sta fra morale ed accoglienza.

La diocesi e “l’economia buona”

Pietro Di Alessandri

La ricetta prova a darla Pietro Di Alessandri, un ciociaro globe trotter che ha accumulato skills tecniche e morali tali da divenire responsabile dell’Area Turismo della Cooperativa Sociale Diaconia. Cos’è? È l’ente gestore della Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino. Proprio per conto della Cooperativa Pietro gestisce il Monastero di Sant’Erasmo a Veroli. Si tratta di un albergo diffuso e luogo per eventi nato dalla ristrutturazione e riconversione di una antica struttura monastica.

E’ un esperto di intermediazione, viaggi e marketing territoriale. Ha collaborato con l’Amministrazione Provinciale di Francesco Scalia presso due importanti fiere sul turismo: il WTM di Londra ed il FITUR di Madrid per presentare al mercato “Fronteras turisticas”. Allora Palazzo Iacobucci puntava già sulla competitività territoriale.

Si è affilato i denti con l’allora Camera di Commercio di Frosinone per cui ha promosso il portale “Ciociaria Terra dei Cammini”. Ha creato l’app “Terra Ernica” per dispositivi mobili che permette la scoperta integrata di Alatri, Anagni, Ferentino, Fumone e Veroli.

Se c’è uno che può ‘stare sul pezzo’ in tema di turismo e delle nuove sfide che lo stesso deve affrontare in Ciociaria, questo è lui. Per titoli e storia.

Dove va il turismo

Un panorama di Veroli
Lei fa un mestiere che non si è inventato, ma su cui ha basi di ferro e competenze. Lei quindi è “sul pezzo”. Come vede la situazione turistica della provincia di Frosinone con le Città a braccetto del Covid?

«La situazione turistica della provincia di Frosinone, come in tutto il mondo del resto, è drammatica in questo momento. L’incertezza è il sentimento più diffuso tra i viaggiatori. E fino a quando non andrà via la paura, bisognerà resistere e programmare nuove strategie a livello nazionale per poi declinare queste a livello locale. Abbiamo di fronte a noi una sfida decisiva per lo sviluppo turistico della nostra provincia. Immaginare una promozione territoriale nuova, un nuovo modo di comunicare le nostre bellezze culturali, ambientali, le nostre tradizioni popolari. E al contempo, riqualificare il nostro prodotto turistico».

Cosa intende per “Nuova promozione territoriale”? E cos’è l’avanguardia?

«La nuova promozione territoriale che immagino passa per un modo innovativo di raccontare le nostre meraviglie. Cioè con una voce sola, tecniche e strumenti adatti ai nostri tempi. Prima del Covid-19 in Ciociaria, ma in generale nel Nostro Paese, abbiamo vissuto sull’onda lunga. Onda di scelte e strategie di promozione immaginate tanti anni fa, in un’altra era, mi verrebbe da dire. L’avanguardia perciò è agire secondo paradigmi diversi, osare,. E puntare sul settore come asse strategico di interesse nazionale, conseguentemente investire risorse e reclutare competenze».

«Usciremo dall’emergenza, ma avremo altre aspettative e bisogni dal viaggio. Cambieranno le leve per la scelta di una destinazione, come cambierà il processo d’acquisto. Dovremo farci trovare pronti su questo nuovo campo di gioco. Un campo che, purtroppo o per fortuna in conseguenza della pandemia, ha azzerato i vecchi schemi. O quantomeno, li ha fortemente ridimensionati».

Lo sviluppo del Turismo

Il vescovo Ambrogio Spreafico
Un modello serio di sviluppo del turismo da cosa non deve prescindere?

«Nessuna impresa turistica o di altro comparto economico, può oggi prescindere dalla sostenibilità. Sostenibilità che rappresenta un vantaggio economico ed un dovere etico nei confronti del Creato. Qui da noi poi, purtroppo, è un obbligo ancor più stringente vista la situazione ambientale non proprio felice. La Cooperativa Diaconia in ogni suo ambito d’intervento punta innanzitutto alla sostenibilità: ambientale, economica e sociale. Il nostro Vescovo, Mons. Abrogio Spreafico ne ha sempre fatto un forte segno distintivo della sua Opera Pastorale. Il Monastero di Sant’Erasmo ne è un esempio lampante: 10 anni fa era un rudere. Oggi riconvertito in hotel e luogo per eventi, è esempio virtuoso di riqualificazione, ricchezza e patrimonio di tutti».

Veniamo alle dolenti note: quanto ha fatto la politica per il suo settore? Politica di collegio e nazionale?

«Il Governo come risposta nel breve periodo, non poteva far altro che adottare provvedimenti a sostegno del settore (ad es. FIS, Bonus Vacanze). Ora è il momento di pensare al “dopo” e, secondo me, come primo atto forte va immaginato un nuovo impianto legislativo per il settore. Le leggi che regolano il turismo nel Nostro Paese sono vecchie. Vecchie ed assolutamente non in linea con ciò che richiedeva prima dell’emergenza il mercato, figuriamoci ora».

«Il turismo è diventato materia di competenza legislativa regionale. Ed in questo periodo l’assessorato competente sta programmando ed organizzando la ripartenza. La chiave potrebbe essere rappresentata da un “piano di sviluppo turistico”, come i PSR lo sono per l’agricoltura. In generale, ci vorrebbe un “New Deal del turismo” a tutti i livelli di governo che permetta al settore di tornare più forte e competitivo di prima».

L’interno del Monastero di Sant’Erasmo
Crede nelle new technologys di comunicazione al servizio del turismo? In Ciociaria funzionerebbero?

«Il turismo è un settore che ne ha sempre anticipati molti altri in questo senso. La scelta della destinazione di viaggio, il processo di acquisto, le recensioni, oggi passano dallo smartphone con i numeri in aumento verticale. Secondo l’ultimo studio di Booking.com sulle opportunità del mobile bookings, il 92% dei millenials possiede uno smartphone. Ed i 2/3 delle prenotazioni via dispositivi mobili provengono proprio da questa generazione. In Italia più di un nostro connazionale su due si informa e prenota tramite un dispositivo mobile».

«Oggi il Keyless ad esempio ed altri sistemi di automazione del resto, sono servizi in fortissima espansione. Restando in tema di new tech, la Realtà Aumentata come la Realtà Virtuale potrebbero rappresentare uno strumento eccellente. In prima battuta per necessità di sicurezza, poi nel lungo periodo, per il turismo in Ciociaria. Questo per far conoscere al grande pubblico il patrimonio culturale e paesaggistico della nostra terra».

Intercettare il turismo

Intercettare i flussi del turismo con l’offerta va bene, la Ciociaria è bella, ci si mangia bene e la gente è speciale. Ma i flussi vanno canalizzati. Alla luce dell’iniziativa di Ferrovie dello Stato con le due fermate della Tav a Frosinone e Cassino crede che questo step sia stato incrementato?

«Le infrastrutture pesanti e leggere come in ogni settore dell’economia, sono un “must” per la crescita. Le fermate della TAV a Frosinone e Cassino vanno in quella direzione. Purtroppo sono arrivate in un momento particolare. Quindi non possiamo dire coscientemente se hanno dato o meno un contributo effettivo ai flussi turistici, ma sono fiducioso. Certamente la stazione TAV di Ferentino rappresenterà una straordinaria occasione di sviluppo economico per il Nostro territorio».

Il portale Come in Ciociaria
La precedente gestione della Camera di Commercio di Frosinone, a guida di Marcello Pigliacelli, ha inaugurato quest’estate un portale, Comeinciociaria.it. Questo per rappresentare una serie di percorsi per turismo ad alto tasso di specificità. La Camera di Commercio di oggi, quella di Latina-Frosinone, ha una nuova guida in Giovanni Acampora. Cosa chiederebbe oggi uno come lei ad un organismo camerale?

«Comeinciociaria.it è un forte facilitatore per il turismo e l’enogastronomia. Rappresenta un grande aiuto alle imprese del comparto in questo momento di difficoltà. E a mio avviso, una scelta vincente anche nel lungo periodo. Il turismo di prossimità ha dato ossigeno alle imprese turistiche e Comeinciociaria.it ha agevolato molto questo fenomeno».

«Spero che la subentrata giunta camerale, chiamata ad amministrare un tessuto imprenditoriale importante e, mi permetta, un ambito turistico di tutto rispetto, prosegua il lavoro della presidenza precedente. Sul turismo lento e dei cammini. Spero che la Camera di Commercio Lazio Sud altresì, promuova ed agevoli forme di aggregazione delle imprese turistiche e dei servizi collegati». (Leggi qui L’estate tutto l’anno: con il turismo di prossimità).

Veniamo alle dolenti note. Ci quantifica o quanto meno qualifica le perdite che avete subito a fronte della pandemia, specie con la seconda ondata? Qui a Veroli dovevano girare un film, mi pare, e la troupe era accasata in parte nella sua struttura.

«A seguito del Lockdown di marzo il Monastero di Sant’Erasmo, come la stragrande maggioranza delle strutture ricettive del Paese, ha molto sofferto. Con la seconda ondata abbiamo avuto un calo delle presenze rispetto al 2019 ma non drastico. Abbiamo tenuto soprattutto grazie al mercato business: chi viaggia per lavoro ha continuato comunque a farlo e ci ha scelto».

«Gli attori del film avrebbero dovuto alloggiare al Monastero. Ma le restrizioni dovute al covid-19, oltre che alcuni casi di positività nella troupe, hanno fatto sì che la produzione saltasse. Speriamo che il prossimo anno ci siano le condizioni per girare Din Don. Il cinema rappresenta uno strumento di promozione formidabile e Veroli è una spettacolare scenografia naturale».

Non le chiediamo la ricetta completa, ma almeno un ingrediente fondamentale per rilanciare il turismo in Ciociaria.

«La semplicità. Sembra una banalità, ma non lo è. In Ciociaria, oltre ad un patrimonio stupendo, possiamo offrire un’accoglienza fatta di gesti semplici, paesaggi e monumenti stupendi. E poi di tradizioni popolari ed alta qualità della vita. Partiamo da questo per farci conoscere. Facciamoci trovare pronti, ben strutturati. Così da compiere quel salto di qualità che faccia della Ciociaria non più solo un luogo meraviglioso, ma una destinazione turistica».