Tutti a cena appassionatamente in attesa del voto

La cena del Campo Largo (o Civico). Che potrebbe allargarsi ancora di più. Per fronteggiare alle elezioni il centrodestra di Natalia. Chi c'era e chi mancava. Cosa hanno detto. Il candidato sarà un politico. Perché...

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Una cena allargata. Organizzata presso il ristorante Città dei Papi, situato a pochi passi dal casello autostradale. Un’occasione utile per gli scambi dei regali e degli auguri natalizi. Con un contorno di numerosi bicchieri di spumante e diverse chiacchiere. Molte delle quali legate alla politica. Non tanto (o non solo) provinciale, ma soprattutto locale. Con un occhio (ad un certo punto si presuppone piuttosto provato dalle libagioni) alle prossime Comunali.

L’Italia è il Paese della democrazia di relazione. In politica (e non solo) gli accordi si stipulano o si consolidano seduti davanti ad un tavolo. Ed è esattamente quello che hanno fatto ieri sera ad Anagni gli esponenti del Campo Largo (o Civico): lo schieramento che affronterà la coalizione del sindaco di centrodestra Daniele Natalia alle prossime Comunali.

Largo senza dubbio, almeno a cena

Largo, in effetti, è la parola adatta per descrivere il convivio di ieri sera. Perché c’erano davvero tutti. C’era il Pd; anzi la famiglia dei Tagliaboschi al completo, visto che, almeno ufficialmente, il Pd anagnino non intende partecipare (per ora) alla coalizione. Ed i Tagliaboschi sono una fetta non secondaria del voto Dem in città: Aurelio è stato assessore al Bilancio e la revoca della sua delega costò la fascia di sindaco al colonnello fausto Bassetta; Sandra è stata candidata sindaco ed ora morde ai polpacci dall’opposizione; Marco è storicamente il coordinatore delle campagne elettorali.

A tavola c’erano, tra gli altri, i Socialisti storici come Romiti, Colantoni e Ambrosetti; l’ala bassettiana di Giuseppe Felli (vicesindaco ai tempi di Bassetta) e Alessandra Lalla Cecilia (ex assessore); ex Fratelli d’Italia pentiti (dopo essere stati messi da parte dal sindaco Natalia) come Jessica Chiarelli; nemici azzurri del sindaco come Guglielmo Rosatella e Pierino Naretti; il cittatrepuntozeriano Fernando Fioramonti.

Soprattutto c’era Alessandro Cardinali, vice presidente della Provincia in attesa di revoca dell’incarico con il rimpasto annunciato dal nuovo presidente Luca Di Stefano. Inotnro a Cardinali, oltre all’aria natalizia, c’era anche l’aria di papabile candidato a sindaco.

E potrebbe allargarsi ancora

Mancava, ma si dice solo per motivi personali, Nello Di Giulio; mentre l’assenza, tra i consiglieri di minoranza, di Valeriano Tasca è di per sé una conferma di quanto si sa da tempo: e cioè della sua scelta di concorrere alle prossime Comunali assieme ad un altro schieramento, quello che farebbe riferimento all’ex sindaco Franco Fiorito.

Insomma, un modo per rinsaldare le truppe in vista dell’ormai imminente partenza della campagna elettorale. Ovviamente, questo non vuol dire che lo schieramento sia già compatto e definito. Tanto per fare un esempio, in queste ore si parla molto di contatti in corso per avvicinare qualche esponente della coalizione LiberAnagni. È l’area che intende rappresentare il mondo più marcatamente a sinistra della città, avendo come referente politico l’avvocato Luca Santovincenzo.

Un politico e non un tecnico

Chi c’era ieri, giura che non si è parlato del nome del candidato a sindaco, al di là della conferma del fatto che non si sceglierà un tecnico, ma un politico. La coalizione non intende, insomma, ripercorrere la strada che indusse il centrosinistra, due elezioni fa, a scegliere il colonnello dei carabinieri Fausto Bassetta; un tecnico di spessore assoluto, competente come pochi in materia di Codici ed interpretazione delle norme (sui alcuni commentari fondamentali nelle scuole dell’Arma), abituato a gestire uomini. Ma forse proprio per questo troppo lontano dalle logiche e dalle liturgie della politica, fondamentali per gestire le anime di una coalizione.

E se questo valeva (come ci si è accorti quasi subito) nel 2014, a maggior ragione vale adesso, con uno schieramento ancora più ampio ed eterogeneo (e per questo ancora più difficile da gestire). Di qui la necessità di scegliere un politico, che possa assumersi la responsabilità e il peso delle scelte, magari anche di quelle impopolari, ma che sappia anche gestire le varie esigenze dello schieramento. Una figura che potrebbe essere quella di Alessandro Cardinali; o di Paolo Felli, anche se quest’ultimo ha fatto capire, almeno per il momento, di non essere disponibile. Ma la strada è ancora lunga.

Fiorito con Di Stefano

Il tutto mentre emergono nelle ultime ore nuovi particolari gustosi legati agli esiti delle elezioni Provinciali. Ad esempio, la voce secondo la quale l’ex sindaco Fiorito avrebbe indotto due esponenti (per ora) della maggioranza, gli indipendenti Magno D’Angeli e Daniele Tuffi, a votare per Di Stefano. Di fatto, condizionando (e pure tanto) l’esito finale, che si è deciso per pochi voti. (Leggi qui: Numeri sul filo del rasoio, meglio giocare con Ercolino).

Una mossa che sembra allo stesso tempo una prova di forza ed un annuncio di resa dei conti nel centrodestra della città dei papi.

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