Tutti gli uomini di Tajani per “marcare” Fratelli d’Italia

Il coordinatore nazionale degli “azzurri” ha nominato quattro capi dipartimento, tra i quali c’è il fedelissimo Alessandro Battilocchio. Nel Governo Forza Italia lavora bene con il Pd e nel centrodestra l’asse con la Lega mira a ridimensionare Giorgia Meloni. La battaglia politica è al Sud.

D’intesa con il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, sentito il capo dei dipartimenti Alessandro Cattaneo, il coordinatore nazionale Antonio Tajani ha effettuato le seguenti nomine”. Il protocollo “reale” di Forza Italia impone che alle agenzie di stampa si trasmetta un messaggio dal quale emerga costantemente che non c’è altro leader al di fuori di Silvio Berlusconi. Intanto però questa è la prima operazione politica vera “targata” Antonio Tajani, nuovo coordinatore nazionale del Partito. (Leggi qui Il centro di gravità politica di Forza Italia disegnato da Tajani).

Le nomine targate Tajani

Claudio Fazzone, Gianluca Quadrini, Alessandro Battilocchio

Ecco le nomine: il fedelissimo Alessandro Battilocchio nuovo responsabile del dipartimento Immigrazione. Battilocchio era destinato a guidare il partito in Ciociaria, poi venne stoppato dall’insurrezione di Claudio Fazzone.

La dottoressa Raffaella Bonsangue, vicesindaco di Pisa, è responsabile per la Cooperazione internazionale, che diventa un nuovo dipartimento. L’onorevole Francesco Cannizzaro nuovo responsabile del dipartimento Sud. La senatrice Roberta Toffanin è nuovo capo del dipartimento Lavoro. Sono settori strategici in questa fase, fondamentali per “marcare” sia la Lega (immigrazione e lavoro) che Fratelli d’Italia (Sud). E naturalmente il Pd (cooperazione internazionale).

Come si leggono le nomine

Un’attenta analisi delle nomine svela l’attuale posizionamento politico di Forza Italia, che può essere sintetizzato così: nel centrodestra senza complessi di inferiorità e senza lasciarsi condizionare da sondaggi più bassi rispetto a Lega e Fratelli d’Italia. Anche perché nel Governo i tre ministri “azzurri” (Renato Brunetta, Mara Carfagna e Mariastella Gelmini) stanno lavorando benissimo insieme ai loro colleghi del Partito Democratico. Come ha voluto ricordare, non senza una sottile punta di “veleno”, il segretario del Pd Enrico Letta.

Antonio Tajani con Silvio Berlusconi

Si vede l’impronta di Antonio Tajani, già presidente del Parlamento europeo, vicepresidente del Ppe, moderato, cattolico, centrista. Tajani sa che con qualunque legge elettorale Forza Italia rappresenterà il passaporto del centrodestra per l’Unione Europea e per i contesti internazionali. Inoltre, sia alle regionali che alle comunali è fondamentale un’ala centrista per cercare di spostare il baricentro di una coalizione che altrimenti faticherebbe a diventare un punto di riferimento per liste civiche e altre formazioni.

Antonio Tajani si muove con il completo accordo con Silvio Berlusconi, ma adesso sta provando a metterci qualcosa di suo. Nell’ambito del centrodestra preferisce Matteo Salvini a Giorgia Meloni. E’ un problema di elettorato, visto che Fratelli d’Italia punta al Sud e quindi alle roccaforti di Forza Italia. Tajani non le farà strada.

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