Tutti per Facchini presidente. Ma Mosticone deve avere la tessera Pd

La pratica Presidente del Consiglio Comunale è chiusa. Tutti in blocco su Facchini. E Caschera ci resta male. Ma si apre un altro fronte: se Mosticone vuole i voti Dem alle Provinciali deve prendere la tessera pd.

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Questa è la volta buona. L’elezione del Presidente del Consiglio Comunale di Sora è al primo punto all’ordine del giorno dell’Assise civica convocata per lunedì 20 dicembre. Soprattutto, la maggioranza del sindaco Luca Di Stefano ha firmato all’unanimità per proporre il nome di Francesco Facchini (leggi qui Offerta ritirata, il presidente sarà della maggioranza. E sarà Facchini).

All’ordine del giorno ci sono undici punti fra cui anche la presentazione delle linee programmatiche. Respinti invece gli argomenti presentati dall’opposizione contestualmente alla richiesta di convocazione urgente. I primi due perché “non sono di competenza dell’assemblea“, gli altri due perché già affrontati e poi ritirati durante l’ultima seduta. (leggi qui Un Consiglio urgente per stanare Mosticone).

Ma c’è un nuovo fronte che si sta aprendo. Crescono i malumori nel Partito democratico per la candidatura alla Provincia del consigliere indipendente Alessandro Mosticone. Gli è stato chiesto di tesserarsi al Partito. Ha tempo fino a sabato ed è libero di non farlo. Ma allo stesso modo i consiglieri Dem saranno liberi di non votarlo. Anche se c’è chi giura che avrà undici voti. Cosa aritmeticamente impossibile dato che Francesco Monorchio ha già detto chiaramente e apertamente che non lo voterà.   (Leggi qui Offerta ritirata, il presidente sarà della maggioranza. E sarà Facchini).

LINO ARRIVA TARDI

Lino Caschera

È stata la conferenza dei capigruppo a scrivere un punto fermo sulla vicenda della presidenza del Consiglio. L’Amministrazione comunale era in stallo ormai dal suo insediamento. Perché il sindaco Di Stefano l’aveva offerta alle opposizioni ma aveva dato un input preciso: indicando il più votato, Lino Caschera. Il che ha sollevato due questioni: la prima, se offri la presidenza non puoi sceglierti pure il nome del presidente; la seconda, quell’indicazione aveva autorizzato a pensare che tra il sindaco e l’uomo forte dell’opposizione ci fosse stato un preciso patto durante il ballottaggio.

Ma c’era anche un’altra possibile chiave di lettura. Che Luca Di Stefano avesse dato il via libera a Caschera consapevole che non sarebbe riuscito ad avere l’appoggio degli altri consiglieri di opposizione. E così è andata a finire. Caschera non è riuscito a raccogliere nemmeno una delle quattro firme (tranne la sua) previste dal Regolamento consiliare per proporre la candidatura. Da qui la decisione della maggioranza di ritirare l’offerta e puntare si Francesco Facchini.

Martedì mattina si è riunita in Aula consiliare la Conferenza dei capigruppo convocata per le ore 9 dallo stesso Caschera in qualità di consigliere anziano (cioè il più votato alle elezioni che fa le veci del presidente fin quando non verrà eletto). Salvo poi dare inizio ai lavori verso le 10:45 perché proprio Caschera è arrivato tardi. Ben dodici i capigruppo presenti in aula consiliare, oltre al sindaco. Nel pomeriggio è arrivata anche la convocazione dell’Assise civica per lunedì 20 dicembre alle ore 11. E al primo punto ci sono proprio la presidenza e la vicepresidenza.  

LA PRESIDENZA

Luca Di Stefano e Francesco Facchini

Dunque, il percorso è ormai segnato. Già martedì mattina la maggioranza ha firmato all’unanimità la proposta per l’elezione a presidente d’Aula del consigliere Francesco Facchini. Un segnale chiaro di compattezza nonostante non siano mancati malumori da parte di alcuni. Perché? L’aspirante presidente fa parte della lista civica Made In Sora che ha già un assessore.

Non solo. Ha lo stesso nome del gruppo consiliare civico che l’attuale primo cittadino aveva costituito poco più di un anno fa, quando era consigliere di opposizione, subito dopo essere uscito dalla Lega. Motivo per cui si è fatto notare che così l’Amministrazione è troppo sbilanciata perché una sola lista, che in sostanza è la lista del sindaco ha il presidente e un assessore. (leggi qui Di Stefano l’ha fatto: addio Lega, ora è Made in Sora).

Anche l’opposizione ha presentato la propria proposta. Ha avanzato il nome di Federico Altobelli. Ed ha allegato le firme di Manuela Cerqua, Valter Tersigni, Salvatore Meglio e Luciano Conte. Era stato già proposto in fase di conferenza dei capigruppo da tutta l’opposizione tranne che da Lino Caschera.

Il consigliere della Lega sarebbe molto risentito con il suo ex candidato sindaco, colpevole di non aver spinto abbastanza per la sua presidenza. E ieri mattina si sarebbe limitato a svolgere il suo ruolo per poi andare via senza trattenersi a parlare con la maggioranza. In realtà Altobelli era stato l’unico dell’opposizione a firmare la proposta Caschera.

NO TESSERA, NO VOTO

Alessandro Mosticone

Altro nodo da sciogliere riguarda l’imminente rinnovo del Consiglio provinciale e la candidatura del rappresentante della maggioranza Alessandro Mosticone nella lista del Pd come indipendente. Una scelta fatta per opportunità politica o meglio per permettere alla città di Sora di avere un consigliere provinciale.

Ora, a ormai praticamente poche ore dal voto, alcuni esponenti Dem avrebbero posto una condizione capestro. La stessa che secondo altri c’era già dall’inizio: se vuole il voto dei consiglieri del Pd Mosticone deve tesserarsi al Partito. Ha tempo fino a un minuto primo che aprano i seggi. Altrimenti ognuno si sentirà libero di votarlo o meno.

La questione diventa ancora più rilevante nella misura in cui non sarebbe stata sollevata soltanto a Sora ma in molti Comuni del territorio provinciale.   

LE RICHIESTE DELL’OPPOSIZIONE

La conferenza però è iniziata con l’analizzare gli argomenti per i quali nei giorni scorsi la minoranza aveva richiesto un Consiglio urgente. Era il pretesto per mettere in difficoltà la maggioranza nei suoi rapporti con Lino Caschera, prima del voto alle Provinciali. (Leggi qui Un Consiglio urgente per stanare Mosticone).

Avevano chiesto l’istituzione di un comitato tecnico- scientifico per affrontare l’emergenza della pandemia da Covd-19. E l’istituzione di una consulta comunale per la sicurezza e la legalità urbana: per segnalare i fenomeni di criminalità e disagio sociale, la richiesta al Commissariato di Sora e al questore di Frosinone di far intervenire con regolarità il Reparto prevenzione crimine a seguito dell’ondata di furti in casa e l’approvazione della proposta di Si Può Fare.

I primi due argomenti sono stati definiti non di competenza del Consiglio; e gli altri due già dibattuti e ritirati alla precedente Assise. Le motivazioni sono state riassunte in una lettera che la Segretaria generale del Comune ha indirizzato al sindaco Di Stefano e al consigliere Caschera. E che quest’ultimo ha letto ai colleghi presenti.    

LE RISPOSTE DELLA MAGGIORANZA

La maggioranza

Innanzitutto, problemi di forma. Gli “argomenti, da sottoporre al Consiglio, non presentano le caratteristiche di atti deliberativi, non consentendo l’acquisizione dei pareri”. “Inoltre si rileva che, per quanto riguarda il punto uno inerente l’istituzione di un comitato tecnico scientifico per affrontare le problematiche relative al Covid-19, tale organismo, a carattere nazionale, è istituito con decreto del Capo dipartimento della Protezione civile, d’Intesa con la presidenza del Consiglio dei Ministri, con competenza di consulenza e supporto alle attività di coordinamento per il superamento dell’emergenza epidemiologica, composto da esperti e qualificati rappresentanti degli Enti e amministrazioni dello Stato”.

In pratica la materia non è di competenza degli enti locali.

In riferimento al punto due, l’istituzione delle consulte comunali è prevista nei modi e forme di cui all’articolo 45 dello statuto comunale e del relativo regolamento… e nei settori ivi specificati, tra i quali non è contemplato l’ambito della sicurezza e della legalità urbana. Infine, per quanto riguarda i punti tre e quattro l’argomento è stato oggetto di discussione nella seduta consiliare del 18 novembre 2021 con ritiro da parte dei proponenti dell’ordine del giorno presentato”.

LA MOZIONE CERQUA

Manuela Cerqua, in piedi

Alcuni degli argomenti proposti dall’opposizione sono stati comunque inseriti come ordini del giorno o mozioni. Fra questi la mozione a firma dei cinque esponenti dell’opposizione (tranne Caschera) presentata da Manuela Cerqua che impegna il sindaco.

A cosa? Produrre un manifesto in cui sostiene la vaccinazione, anche pediatrica, ed il mantenimento di tutte le misure idonee al contenimento del contagio; esercitare la propria influenza nei confronti dell’Azienda sanitaria locale, della Regione Lazio e del Ministero della Sanità al fine di garantire una campagna vaccinale rapida ed efficace; ricercare le strategie adeguate a convincere i non ancora vaccinati, anche attraverso la collaborazione con autorità sanitarie e utilizzando tutti i sistemi di comunicazione adeguati; garantire alle fasce di popolazione in età pediatrica, dai 5 agli 11 anni, le migliori condizioni per effettuare la vaccinazione anti Covid; mantenere alta l’attenzione sull’utilizzo di sistemi e comportamenti atti a prevenire i contagi con particolare riguardo all’utilizzo del Green pass e a valutare anche la possibilità di emanare un’ordinanza volta a rinforzare l’uso di queste misure disponendo, al contempo, con gli organi preposti le opportune azioni di controllo.

Gli argomenti verranno approfonditi lunedì in aula quando a dirigere i lavori sarà il presidente del Consiglio.

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