Ufficio tecnico: “Ne resterà solo uno”

Salta il quarto responsabile dell'Ufficio Tecnico di Anagni. Che fino a poco tempo fa veniva considerato un Ronaldo del settore. Legittimo. Ma ci sono alcune perplessità. Eccole.

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Chi ricorda il film che rese famoso, più o meno a metà degli anni ’80, l’attore francese Cristopher Lambert? “Higlander”; la storia di un gruppo di guerrieri immortali impegnati, nel corso dei secoli, in un duello senza fine per stabilire chi di loro sia il migliore. “Ne resterà solo uno”, era il motto che introduceva ogni duello all’ultimo sangue tra due immortali.

Ecco. Ad Anagni la stessa cosa (“ne resterà solo uno”) si potrebbe dire a proposito delle complicate vicende che hanno colpito in queste ore l’ufficio tecnico del Comune.

Bye bye Alessandrello

Daniele Natalia

Il punto di partenza, come noto, è il fatto che da ieri l’ingegner Gabriele Alessandrello, nominato responsabile di Lavori Pubblici – Patrimonio, Urbanistica ed Innovazione Tecnologica appena qualche mese fa, è stato cortesemente messo alla porta dal sindaco Daniele Natalia. Con un decreto in cui all’ingegnere è stata contestata la mancanza di efficienza e la sordità alle richieste dell’amministrazione Natalia.

Peccati gravi, che avrebbero messo a rischio progetti di peso, come la bonifica dell’ex discarica Radicina, il museo, e l’ampliamento della pubblica illuminazione. Di qui l’allontanamento. Per ora, a firmare le carte sarà un altro ingegnere, Leonardo Lapomarda, in attesa di un’altra nomina.

I misteri di quell’Ufficio

Restano però alcune perplessità.

La prima. Perché un professionista che fino a pochi giorni fa era considerato un fuoriclasse in grado di dare slancio ad un settore centrale (o almeno, così era stato descritto) viene messo alla porta senza troppi riguardi? Che cosa è successo davvero nelle stanze del comune?

Chi lavora in quelle stanze ha descritto, nelle ultime ore, un’atmosfera molto pesante. Mettendo in evidenza come la fiducia verso il “Ronaldo dell’ufficio tecnico” (Cit. Valeriano Tasca), fosse da tempo rapidamente sfumata. Perché?

La seconda Cosa accade adesso ai progetti che dovevano essere la chiave di volta della seconda fase della consiliatura? Natalia lo ha sempre detto; gli ultimi due anni saranno dedicati alla realizzazione di opere che dovranno cambre la faccia alla città. Diventa un po’ più complicato farlo in questo modo. E la cosa potrebbe avere effetti anche in ambito politico.

La terza. Perché l’ufficio tecnico di Anagni da anni somiglia ad un campo minato nel quale, con una certa regolarità, i vari responsabili prima o poi finiscono con il mettere un piede in una zona a rischio e saltano in aria? Salvatori, Berardi, Maia, adesso Alessandrello. (Leggi qui L’ufficio da cui ‘scappano’ tutti. Anche Maia ha mollato).

Ungaretti direbbe “Nel mio cuore nessuna croce manca/ è il mio cuore il paese più straziato”. Ma, licenze poetiche a parte, se tutta questa gente salta in così poco tempo, è evidente che qualcosa non va. 

Sarebbe il caso di sapere cosa.

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