L’ultimo morso del cannibale De Angelis

Ancora una volta fa bottino pieno. Francesco De Angelis piazza in Regione Buschini e Battisti. Con un numero di voti che impone un assessorato. Il miraggio dell'elezione in Parlamento. Sfumata anche questa volta. Il futuro...

Il “cannibale” ha colpito ancora. Due volte. Senza pietà. Francesco il cannibale De Angelis ha mangiato in un solo boccone tutti i posti disponibili per il Pd in Regione Lazio. Senza lasciare nemmeno le briciole agli altri che anche questa volta si sono illusi di farcela, sperando almeno in un secondo posto di consolazione.

Niente da fare. Il cannibale ha fatto bottino pieno: piazzando Mauro Buschini al primo posto. Coprendogli subito le spalle con Sara Battisti. E scavando il vuoto dietro di loro. Prima di raggiungere il terzo posto nel quale è collocato Simone Costanzo c’è un’intera galassia: Sara Battisti ha preso il doppio dei voti del suo Segretario provinciale, Mauro Buschini ha preso il triplo.

Se per assurdo ci fosse stato un terzo posto, il cannibale sarebbe stato pronto ad occuparlo.

Non gli è riuscito solo il boccone finale. Quello che insegue da anni e vede sfumare ogni volta davanti agli occhi quando ormai è già seduto a tavola ed ha il tovagliolo al collo, come una maledizione, un assurdo contrappasso. Nemmeno questa volta Francesco De Angelis è riuscito a conquistare il lasciapassare per Montecitorio o Palazzo Madama: il suo secondo sogno proibito dopo quello di poter partecipare ad un conclave nel quale eleggere il Papa.

Ma non è stata colpa sua. Colpa di un Pd incapace delle strategie più elementari, concentrato solo sulle lotte di potere e gli intrighi, capace di cambiare il candidato a Frosinone in piena notte, poche ore prima di depositare le liste, con una telefonata in cui si dice “ci serve una donna“. Complimenti allo stratega.

La prossima volta, al Nazareno, piuttosto che considerare le candidature come i fagioli sulle cartelle della tombola, potrebbero prendere in considerazione la possibilità di convocare il cannibale.

Ora ha un po’ più di tempo libero. Il suo alter ego storico Francesco Scalia ieri ha deciso di fare un passo indietro dopo l’impossibile conferma in Senato (colpa pure qui delle candidature fatte con i fagioli): « è venuto per me il momento di mettere a disposizione dei giovani del mio partito – se vorranno – l’esperienza di oltre trenta anni nelle istituzioni. Continuerò a fare politica da semplice militante, non ricoprendo più incarichi istituzionali e dirigenziali».

C’è la segreteria provinciale da assegnare. E c’è un assessorato Regionale da occupare: il suo vecchio amico Nicola Zingaretti ci vedrebbe meglio lui che il delfino Buschini. Chissà se finalmente il cannibale si sente sazio ed ha deciso di lasciare la tavola. O se il risultato gli ha messo appetito.

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