Un assessorato in Regione per chiudere la partita delle candidature a Cassino

Un assessorato regionale per chiudere il cerchio delle candidature a Cassino, evitare la spaccatura nel Partito Democratico, garantirsi la saldatura tra le forze del Centrosinistra. E’ l’ipotesi che si sta facendo largo in queste ore tra chi ha tentato di decifrare il messaggio lanciato dal governatore Nicola Zingaretti durante il suo intervento alla Festa dell’Unità a Cassino.

Intervistato da Corrado Trento di Ciociaria Editoriale Oggi, Zingaretti ha detto «Dobbiamo fare di tutto per non far vincere nuovamente la destra a Cassino. La ricetta è semplice: andare
uniti alle elezioni».

Traduzione. Oggi a reclamare la candidatura, con pieno diritto, sono in tre: il sindaco uscente Giuseppe Golini Petrarcone (che in quanto sindaco uscente non intende passare attraverso il voto delle Primarie), il capogruppo regionale di LB con Zingaretti Marino Fardelli (disponibile alle Primarie), la sezione del Partito Democratico (che intende esprimere un candidato e sottoporlo alle primarie di coalizione e pone quel voto come condizione per appoggiare Petrarcone qualora le vincesse). Zingaretti dice: dovete trovare una sintesi e ridurre il candidato ad uno soltanto.

Manca una semplice risposta ad una domanda altrettanto banale: “E quello che si ritira, perchè dovrebbe farlo?”

Tutte le risposte si annullano da sole tranne una. Vediamole.

Ipotesi 1 – Si fa un ticket, uno fa il sindaco e l’altro il vice, mentre il Pd rinuncia ‘per disciplina’ ad esprimere il candidato, su ordine del regionale. INAPPLICABILE: Né Petrarcone né Fardelli sono disposti a fare il vice all’altro. Il Circolo Pd non può subire imposizioni di questo genere perchè il ‘centralismo democratico’ (la federazione più in alto impone a quella più in basso) è stato abolito

Ipotesi 2 – Uno si candida a sindaco e l’altro alla Camera o alle Regionali. INAPPLICABILE: Alla Camera si candideranno vere e proprio macchine del consenso come Francesco Scalia, Francesco De Angelis, Maria Spilabotte… impossibile competere per numero di preferenze. Alle Regionali c’è ancora più traffico: Mauro Buschini (area De Angelis), scalpita Antonio Pompeo (area Scalia), sgomita Giuseppe Moretti (sindaco di Esperia) non ci sono voti da raccogliere.

Ipotesi 3 – Uno si candida a sindaco e all’altro viene garantito un altro incarico. Si ma quale? La strage di poltrone messa in atto da Buschini e Zingaretti ha falciato quasi tutti gli scranni con cui si poteva sistemare una situazione simile. Quindi anche questa è INAPPLICABILE.

Resta una strada: un assessorato regionale ad uno dei due contendenti.

Il che aprirebbe però un altro fronte: con Mauro Buschini, che si vedrebbe sorpassare a destra nella corsa da via della Pisana (sede del Consiglio) a via Rosa Raimondi Garibaldi (Sede della Giunta). Se non gli viene un infarto all’annuncio, potrebbe appostarsi sulla strada del neo assessore per eliminarlo fisicamente.

L’ipotesi però è stata ventilata agli sherpa che si stanno occupando delle trattative: un assessorato e la partita si chiude. Zingaretti è stato a Cassino tre volte in una settimana: non è usuale. Checchè se ne dica sta cercando di disinnescare la bomba ad orologeria. Che non vale un assessorato – dicono da ambienti che gli sono vicini, aggiungendo “per il momento”.

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