Un camion da Tortona carico dei nostri no

A Tortona è nato un impianto con le stesse tecnologie che nel Lazio sono state rallentate. E spesso impedite. Invece funzionavano: le hanno realizzate da altre parti. E ora ci vendono il loro prodotto

La notizia in se dice poco o nulla. In queste ore un’autobotte di quelle lunghe con rimorchio arriva per la prima volta nel sud del Lazio proveniente da Tortona. Dentro quell’autobotte c’è la sintesi delle scelte non fatte in Ciociaria, la somma d’una serie di no. E ci sono le scelte fatte invece da Tortona: che ha detto si dove la provincia di Frosinone ha detto no.

Il camion da Tortona

Immaginate un mondo nel quale i camion vadano in giro sulle strade senza inquinare. Zero emissioni. Un mondo più pulito, con meno polveri sottili rilasciate in aria dai tubi di scappamento finendo poi nei nostri polmoni: avvelenandoli. Un mondo nel quale a rendere puliti i motori non sono filtri miracolosi ma carburanti finalmente diversi. Che non derivano dai fossili: cioè scavando la terra, trivellando petrolio e raffinandolo, alterando la natura e sputando in aria altre emissioni inquinanti.

L’autobotte che arriva da Tortona per la prima volta in provincia di Frosinone in queste ore trasporta un carico di LNG, Liquefied natural gas o in italiano Gas Naturale Liquefatto. Limpido, incolore, non tossico, generato dal raffreddamento del gas naturale a -162 °C per ridurne il volume in modo da poterlo conservare e trasportare in maniera più facile e sicura.

Andrà a rifornire l’unica stazione di servizio che eroga GNL in provincia di Frosinone. È a Ferentino a due passi dal Casello A1. Serve per far camminare i camion in maniera pulita certificando ‘zero emissioni‘ nel Bilancio di Sostenibilità Ambientale, diventato obbligatorio per le industrie. Perché il principio è: più inquini e più paghi.

Quel gas viene da Tortona perché noi non lo abbiamo voluto fare.

Il no alla green valley nella Valle del Sacco

Lo hanno realizzato in un impianto specifico. Si può generare attraverso la fermentazione di mais o altre produzioni agricole. Da noi era stato ipotizzato di mettere in coltivazione l’area della Valle del Sacco dove non si possono coltivare produzioni destinate all’alimentazione umana. Ma per il GNL si. Il progetto era dell’ex rettore dell’università di Cassino Paolo Vigo: uno dei massimi esperti nazionali nel campo della metrologia applicata ai gas.

Oppure si può produrre dalla fermentazione degli avanzi di cucina: mettendoli in una specie di pentola a pressione ed intrappolando i vapori, togliendo poi l’anidride carbonica che viene destinata alle industrie per fare le bollicine destinate alla birra alla spina, le bibite, le acque minerali.

A Tortona l’impianto consente di trattare ogni anno fino a 33.000 tonnellate di avanzi delle cucine, 7.000 tonnellate di erbe e rami che derivano dalle potature e dalla pulizia delle strade, 2.000 tonnellate equivalenti di fanghi, per la produzione di 2,8 milioni di Sm³/a di biometano immesso nella rete di gas naturale per l’utilizzo nel settore dei trasporti.

Cosa ci guadagna l’ambiente? Con quel gas è possibile percorrere più di 47 milioni di km con veicoli a metano, vengono alimentate oltre 2.100 auto a metano in un anno, non vengono utilizzate 2.170 tonnellate di petrolio che altrimenti servirebbero per quegli spostamenti. Nell’atmosfera non vanno 5.460 tonnellate di polveri che altrimenti verrebbero emesse dalle marmitte dei motori alimentati a benzina o Diesel.

Il green si costruisce

In provincia di Frosinone non abbiamo voluto fare né le coltivazioni, né i biodigestori. Dobbiamo far arrivare il gas da Tortona se vogliamo inquinare meno.

Gli avanzi prodotti nelle cucine della provincia di Frosinone vanno a Padova, pure li ci fanno il gas: ma se lo tengono per i loro bus comunali. Nemmeno ce lo vendono. Perché è pulito.

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