Un documento per Ruggeri: ma la Lega indugia

Accordo politico sul nome del dottor Ruggeri come candidato sindaco di Sora. Forza Italia e FdI sono pronti. La Lega tentenna. Il pranzo al Casale di Posta Fibreno con Fazzone e Ruspandini. Il piano B del Carroccio. Il Consiglio Comunale: via al Bilancio. E ora è campagna elettorale

Maurizio Patrizi
Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Consiglio comunale ultimo atto. A Sora una maggioranza apparentemente ritrovata vota all’unanimità tutti i punti all’ordine del giorno. Compreso quel documento contabile che altrimenti avrebbe determinato la fine anticipata della corsa. E da domani di fatto comincia la campagna elettorale verso le amministrative di ottobre.

Vedrà darsi battaglia all’ultimo voto gli esponenti della Piattaforma civica del sindaco uscente Roberto De Donatis: una Piattaforma che allora permise di mettere insieme aree politiche distanti tra loro (da pezzi del Pd a Fratelli d’Italia) e di sfilare ad Ernesto Tersigni la fascia da sindaco. Una campagna elettorale che, anzi, una parte del centrodestra ha già cominciato ufficialmente prima dell’assise civica: con un pranzo al Casale di Posta Fibreno. C’erano il candidato sindaco in pectore Giuseppe Ruggeri e un documento sotto cui ci sarebbero già le firme di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Ma non quelle della Lega, che non era presente nemmeno al pranzo.

Il Carroccio prende tempo: starebbe tentando di allargare al centro: a Marco Mollicone ed a Mario Cioffi. Ma c’è chi giura che alla fine l’accordo di centrodestra si chiuderà. “E’ questione di ore”, per ricordare una celebre frase di Cetto La Qualunque, il noto personaggio interpretato da Antonio Albanese.

Il pranzo al Casale: con Ruggeri

Il Casale di Posta Fibreno

Una lunghissima giornata politica quella di venerdì 30 aprile a Sora. Iniziata verso le 13.30 con un pranzo all’agriturismo Il Casale di Posta Fibreno, patria del presidente del Consiglio comunale di Sora Antonio Lecce.

Tre tavoli rotondi, all’aperto e a distanza di sicurezza l’uno dall’altro, in ossequio alle norme anti contagio da Covid-19.

Di tutto rispetto gli ospiti, di quelli che decideranno il futuro politico del centrodestra a Sora: il senatore Claudio Fazzone coordinatore regionale di Forza Italia insieme al suo coordinatore cittadino Vittorio Di Carlo; assente giustificata la capogruppo consiliare Serena Petricca. Il senatore Massimo Ruspandini leader provinciale di Fratelli d’Italia accompagnato dai fedelissimi: il coordinatore cittadino Massimiliano Contucci con i consiglieri Massimiliano Bruni e Antonio Lecce. Assente per impegni la capogruppo consiliare Simona Castagna. Ospite d’onore il candidato sindaco in pectore, il dottor Giuseppe Ruggeri. Da settimane ormai sta incontrando realtà e raggruppamenti civici. La parola d’ordine è aggregare per vincere. E per vincere è necessario sfondare al centro.

Lega assente

Deve averlo capito anche la Lega che è necessario sfondare al centro. Al punto tale che ha declinato l’invito a pranzo. Perché di questo si è trattato, di un pranzo. E non di una riunione ufficiale. Quella verrà nei prossimi giorni.

Pasquale Ciacciarelli

Ancora non si sono incontrati il responsabile Organizzazione Pasquale Ciacciarelli ed il Coordinatore Nicola Ottaviani per discutere di questa situazione”. È questa la motivazione ufficiale della Lega Sora, rappresentata dal consigliere comunale Lino Caschera e dal coordinatore Filippo Porretta.

Ma circola anche un’altra versione: la Lega starebbe valutando la possibilità di correre guidando un altro schieramento, alternativo a quello di FdI e FI. Si parla di un’apertura al gruppo di Mario Cioffi ed a quello di Marco Mollicone. Quest’ultimo proprio nei giorni scorsi aveva dato l’ultimatum a Fratelli d’Italia (L’ultimatum di Mollicone: voglio la candidatura). Senza dimenticare che il senatore Gianfranco Rufa e il coordinatore provinciale Nicola Ottaviani vedrebbero meglio la candidatura dell’ex sindaco Tersigni (leggi qui Nel nome di Ernesto. Centrodestra diviso sul sindaco).

Mario Cioffi invece starebbe fantasticando su un gruppo elettorale allargato e trasversale, sulla falsa riga del Governo istituzionale voluto dal presidente della Repubblica Mattarella. L’ultima volta ne ha parlato qualche sera fa durante una video chat.

L’accordo istituzionale senza Ruggeri

Per ora non disturbo il centrodestra – suonano più o meno così le parole attribuite a Cioffi durante una chat di martedì 27 aprile –  ma mi piacerebbe un accordo con Lega e Forza Italia, senza Fratelli d’Italia“.

Poi aggiunge che a lui fa piacere ci siano persone di esperienza perché la sua squadra è politicamente giovane. “Con Lino e Vittorio ci sarebbe un mix perfetto fra competenza ed esperienza”. Senza Fratelli d’Italia potrebbe rientrare anche Marco Mollicone: che era stato indicato come possibile candidato da FdI oltre un anno fa nel corso di una cena avvenuta a Ceccano con il senatore Ruspandini ma poi i rapporti si sono raffreddati.

Dal Pd hanno già fatto sapere a Cioffi che “Sora non è Roma e Cioffi non è Mattarella. Quello è un Governo istituzionale di emergenza. La realtà è un’altra cosa“. Soprattutto a Sora.

Carta canta e Ruggeri dorme

Il dottor Giuseppe Ruggeri

Antipasto di montagna, tonnarelli della casa al pomodoro, arrosto misto, insalate, fragole, ananas, caffè e ammazzacaffè. E’ questo il menù che si sono persi quelli della Lega, in un pranzo ufficialmente organizzato soltanto con la solita scusa che adducono soprattutto dalle parti di Forza Italia, ossia di aver parlato “di scenari politici nazionali e locali”.

In realtà tra Fratelli d’Italia e Forza Italia c’è unità d’intenti sul nome del dottor Giuseppe Ruggeri. La Lega dovrà decidere a breve cosa fare.  E fra una portata e un’altra spunta anche un documento da far firmare a tutti che propone di “aderire al progetto civico di Giuseppe Ruggeri come candidato sindaco” con il sostegno delle forze civiche e dei partiti. Insomma una sorta di piattaforma civica sulla scia di quelle del 2016. Ma stavolta senza un Roberto De Donatis che imponga ai Partiti di ammainare i simboli, come invece avvenne cinque anni fa in piena ondata antipolitica.

E sul documento circola una doppia versione dei fatti: una prima secondo cui l’idea è nata a tavola al Casale; una seconda, la più probabile, che il documento circoli già da qualche giorno, che Forza Italia e Fratelli d’Italia lo avrebbero già firmato e che sarebbe stato già consegnato anche alla Lega che ha preso tempo.

Un bilancio da manuale… Cencelli

Dopo il pranzo il Consiglio comunale, iniziato circa venti minuti dopo le 18. Ha visto il sindaco Roberto De Donatis farsi approvare all’unanimità e senza colpo ferire il Bilancio di previsione e tutti gli altri punti all’ordine del giorno, ben nove. E tutto ciò dopo essere stato costretto a dimettersi, proprio durante l’ultima seduta, dinanzi all’ennesima mancanza del numero legale. Salvo poi tornare indietro per senso di responsabilità (leggi qui Dimissioni e quattro pagine per uscire dalla crisi a Sora e qui Dimissioni ritirate: De Donatis passa la patata bollente ai consiglieri).

La riunione del Consiglio Comunale

Il ritiro delle dimissioni del sindaco era stato annunciato in un conferenza stampa, insieme a un chiarimento necessario che sarebbe dovuto seguire. Si era data per scontata una riunione di maggioranza. In realtà il primo cittadino non ne aveva mai parlato. Infatti nei giorni che hanno preceduto l’approvazione in Giunta del Bilancio ha preferito trattare con i singoli gruppi individualmente, visto anche come era andata l’ultima riunione (leggi qui Vertice da psico dramma «La maggioranza non esiste più»).

Alla fine si è trattato di dare a ciascuno il suo per arrivare a fine mandato. Insomma un Bilancio da vero e proprio Manuale Cencelli, sulla scorta del programma elettorale e per dare a ciascuno il proprio pezzetto di visibilità.

La campagna elettorale

È il settimo punto all’ordine del giorno a dare ufficialmente il via alla campagna elettorale. Lo fanno in molti fra le righe, anche dai banchi della minoranza. Lo fa il consigliere di Fratelli d’Italia Massimiliano Bruni, in modo più esplicito, quando nell’annunciare il voto positivo del suo partito al Bilancio esclama: “E’ l’ultimo atto di quest’Amministrazione. La posizione politica di Fratelli d’Italia è nota a tutti, la nostra disponibilità scaturisce da incontri con il sindaco“.

E specifica che è “condizionata all’aiuto da dare alle attività commerciali, come già anticipato dall’assessore Paolacci“. La titolare del Bilancio infatti, nell’introdurre il documento, aveva spiegato che fra gli altri interventi, molti nel sociale, c’era anche l’aiuto alle attività commerciali, gravemente danneggiate dalla pandemia, “anche per volere di tutti i consiglieri“.

Allumiere docet

Il consigliere M5S Fabrizio Pintori

Proprio al settimo punto, ossia la discussione per l’approvazione del documento unico di programmazione (Dup) è il consigliere Fabrizio Pintori del Movimento 5 Stelle a buttarla in politica. Facendo un esplicito paragone con la vicenda di Allumiere. “Salta agli occhi l’assunzione del dirigente della Polizia locale. C’era, perché è stato dato il nulla osta per la sua mobilità? Poi non voglio entrare nel merito di articoli di stampa ma dopo il caso di Allumiere queste cose destano attenzione“.

Il consigliere Pintori si riferisce a un presunto esposto anonimo, fatto circolare in questi giorni, con esplicite accuse di clientelismo, per le quali il sindaco De Donatis ha già annunciato querela. L’assessore Paolacci ha ribadito la correttezza delle procedure.

Lo scontro frontale

E’ stato invece Massimiliano Bruni a dare la stoccata politica: “Fratelli d’Italia è a favore di questa delibera. Pintori non si può permettere di infangare il nome di questa Amministrazione facendo paragoni con Allumiere e altri casi dove amministrano parti politiche che per fortuna qui non ci sono“.

Pintori e Bruni

Nell’aula virtuale scoppia la bagarre, la capogruppo consiliare del Pd Maria Paola D’Orazio si infervora, si sente colpita, vuole intervenire: “alla fine prima o poi anche voi verrete scoperti” esclama. Anche Pintori alza la voce, vuole intervenire per fatto personale. Lo stoppa Lecce: “non c’è il fatto personale“.

Sarà poi anche il sindaco De Donatis a precisare che il nullaosta del comandante della Polizia locale è stato chiesto ed ottenuto per motivi personali. E poi durante la discussione sul Bilancio fa notare come i problemi negli uffici dipendono dalla carenza di personale ma ogni volta che si parla di concorsi o assunzioni si scatena il pandemonio.

La seduta consiliare si è chiusa dopo quasi tre ore e mezzo e da domani tutti in campagna elettorale. Ognuno per sé.