Un Faraone rischia di spaccare il Partito Democratico

Rischia di esplodere lo scontro interno nel Pd. In Sicilia viene annullata l'elezione del Segretario renziano Faraone.

Morire per Danzica? si domandava l’Europa nel 1939, consapevole che se avesse mantenuto fede ai patti e difeso la Polonia dall’invasione del III Reich, si sarebbe scatenata la II Guerra Mondiale. Morire per Faraone? si domanda oggi il Partito Democratico consapevole che Davide Faraone rischia di essere il casus belli capace di scatenare la guerra tra Zingarettiani e Renziani. Con 5 voti a favore e 3 contrari, la Commissione di Garanzia del Partito ha annullato la sua elezione a Segretario Regionale della Sicilia, proclamato lo scorso 13 dicembre. Accolto dunque il ricorso che era stato presentato dai rappresentanti della mozione Zingaretti. Ora la palla passa alla Direzione Nazionale del partito.

Il congresso regionale siciliano che aveva eletto Faraone segretario della Sicilia si era concluso il 13 dicembre scorso. Tra le polemiche. Perché in alcune sezioni il candidato di Zingaretti aveva ottenuto zero voti, nonostante ci fosse chi giurava di averlo votato; in altre sezioni il voto era quantomeno anomalo. Tutto era stato evidenziato in un ricorso depositato dai rappresentanti dello schieramento di Zingaretti: sconfitto in Sicilia, vincente a livello nazionale. Quel ricorso, dopo sette mesi è stato accolto.

È stato un cerino lanciato nel mare di benzina sul quale galleggiano i rapporti tra le due fazioni.

La minoranza guidata dall’ex premier Matteo Renzi, di cui Faraone è considerato un fedelissimo, ha dissotterrato l’ascia di guerra. Prima ancora che le agenzia diffondano la notizia dell’annullamento dell’elezione c’è già la reazione.

La decisione di annullare le elezione del segretario regionale del Pd siciliano Davide Faraone è di una gravità senza precedenti“, attacca Andrea Marcucci, che mette in evidenza: “Il diktat della commissione di garanzia è dettato da sole ragioni di corrente. Il segretario Zingaretti intervenga a difesa delle regole“.

Annullamento del congresso in Sicilia? Decisione presa a maggioranza in commissione di garanzia. E questo è un fatto che dovrebbe far riflettere perché a memoria, su un tema così delicato, è la prima volta che avviene. Non si può procedere così commissariando a colpi di maggioranza“, commenta il deputato renziano Lorenzo Guerini coordinatore con Luca Lotti di Base Riformista.

Dura la replica di Luciano Nobili: “Mentre il segretario Zingaretti chiede unità e dichiara di voler limitare peso della correnti, la sua corrente procede, col voto contrario delle minoranze, alla cacciata del segretario regionale siciliano Davide Faraone, reo di non essersi allineato. Una scelta grave e sbagliata“.

Silvia Velo, presidente Commissione nazionale di Garanzia, si difende sostenendo che la Commissione “non ha preso alcuna decisione politica circa l’annullamento del congresso in Sicilia” verificando così “il rispetto di regole e procedure su cui si fonda la vita del Partito democratico“.

Intanto il segretario del Pd Zingaretti lancia i temi per la battaglia politica “contro il ‘Gatto e la Volpe’ che stanno ingannando gli Italiani e soprattutto per proporre una svolta un’altra agenda e un’altra possibile idea di futuro“. Ambiente, lavoro, scuola, investimenti, infrastrutture, imprese e crescita saranno al centro del tavolo di martedì con i segretari regionali e delle città metropolitane.

Venerdì invece la direzione nazionale, che a questo punto dovrà affrontare il caso Faraone.

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