Un pugliese o un lucano per guidare la Asl di Frosinone

Massimo Annicchiarico, foto TV Qui

Due i nomi in vetta alla graduatoria per dirigere la all di Frosinone. Si tratta del dottor Annicchiarico che ha appena lasciato la Asl di Modena ed il dottor Lorusso che sta riorganizzando la Sanità in Sardegna

Un pugliese dal carattere spigoloso, un lucano in missione in Sardegna. Sono loro in vetta alla graduatoria che individuerà il nuovo manager della Asl di Frosinone. Le indiscrezioni che arrivano dalla Regione Lazio fanno i nomi di Massimo Annicchiarico e di Stefano Lorusso.

Chi è Annicchiarico

Massimo Annicchiarico è stato fino al 9 maggio scorso il direttore dell’Azienda Usl di Modena. Medico, originario di Taranto, era stato nominato il primo marzo del 2015 e sarebbe dovuto rimanere in carica fino al 2020. Si è dimesso con un anno d’anticipo sui cinque di contratto “per ragioni professionali“. In realtà c’è altro.

La sua storia al timone della Ausl di Modena sembra la copia carbone di quella vissuta da Isabella Mastrobuono, senza però l’epilogo finale della sfiducia votata dai sindaci e lo strascico giudiziario per il contratto non rinnovato. Per il resto però c’è tutto: c’è un medico preparato e competente, capace di rivoluzionare i conti della sanità di Modena fino a metterli sotto controllo, autore d’una serie di scelte sanitarie strategiche con cui dare nuovi servizi ai cittadini.

Ma allo stesso tempo Massimo Annicchiarico è diventato poco alla volta un uomo solo al comando: sempre più sordo alle voci della piazza che reclamava scelte meno impopolari come la chiusura del Punto Nascite di Pavullo (ironia della sorte, Mastrobuono fece lo stesso con Alatri). Le cronache riferiscono di confronti accesi tra il Dg e parte del panorama politico modenese. Anche Annicchiarico, come Mastrobuono, ha diviso l’opinione politica: con i sindaci di Modena e Carpi che hanno espresso stupore alla notizia delle sue dimissioni.

Il primo nome in cima all’elenco per venire a Frosinone è il suo.

Chi è Lorusso

Stefano Lorusso è un medico lucano di 46 anni. Dal 2016 è Direttore amministrativo di Azienda per la tutela della salute, l’ente che sta unificando le sette Asl della Sardegna. In precedenza era stati dirigente amministrativo del servizio sanitario della Basilicata ma dipendente in aspettativa della Regione Puglia. Non ha mai diretto una Asl. Se venisse a Frosinone sarebbe per lui il primo incarico di questo tipo.

Il curriculum del dottor Stefano Lorusso era finito al centro delle polemiche anche quando nel 2016 era arrivato in Sardegna. All’epoca in Regione l’opposizione di centrodestra rilevò che “Lorusso è stato fino a oggi direttore di un ufficio di una decina di persone dell’assessorato alla Sanità della Basilicata, una Regione di 570mila abitanti e con 2 sole Asl. Ha controllato, non gestito, un bilancio che non superava il milione di euro. Non ha esperienza di management complessi quali quelli delle aziende sanitarie: Nonostante ciò gli si vuole affidare un bilancio di quasi 3 miliardi di euro e una macchina di oltre 22mila persone».

Nonostante queste riserve, Stefano Lorusso ha partecipato all’opera di razionalizzazione dei costi e delle strutture sanitarie in Sardegna. Un’opera che si è tradotta in un risparmio di 100 milioni di euro a fine del 2018. Lorusso ha risparmiato senza tagliare i servizi. Ha eliminato 8 collegi sindacali, 8 direttori amministrativi, 8 direttori sanitari, ha ridotto la Spesa Farmaceutica di 52 milioni, revisionato da cima a fondo il Sistema degli acquisti portato alla riduzione di spesa di 17 milioni di euro.

I prossimi passi

Non è detto che sia uno di loro il prossimo manager della Asl di Frosinone. I due professionisti devono dare l’eventuale gradimento alla sede ed accettare le offerte della Regione Lazio, compresi gli obiettivi sanitari ed economici da raggiungere.

Il fatto che siano un pugliese ed un lucano pone ancora una volta il problema della mancanza di una figura di rilievo in provincia di Frosinone, con i requisiti adatti per diventare direttore generale della Asl. Non per una questione di inutile campanilismo bensì per poter unire alla competenza tecnica anche la conoscenza del territorio. E sapere al volo che un infarto o un ictus a Viticuso non sono la stessa cosa che a Morolo o Sgurgola.

La Regione ha scelto di percorrere la strada dell’efficienza, ricorrendo alla selezione di tipo Europeo con cui individuare i migliori manager sanitari in Italia. Ma i migliori risultati operativi li ha centrati quando ha mandato un Commissario, scelto di persona da Nicola Zingaretti senza stare a pescare tra le graduatorie.

Una scelta che compete alla politica. Che questa volta ha deciso di restare fuori dal dibattito.


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