Un tavolo urgente per incollare il centrodestra

Fratelli d'Italia e Forza Italia reclamano un Tavolo provinciale per sbrogliare la matassa 'Sora' Si riunirà d'urgenza già in settimana. Caschera non intende arretrare e conferma l'intenzione di candidarsi. Ma forse sotto c'è un gioco più sottile

Maurizio Patrizi
Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Sarà il tavolo provinciale del centrodestra a sbrogliare l’intricata matassa del candidato sindaco per le Comunali di Sora. Verrà convocato in settimana: forse già mercoledì, per consentire agli alleati di guardarsi in faccia e prendere una decisione. Ad alzare la voce e pretendere l’incontro chiarificatore sono stati Forza Italia e Fratelli d’Italia. Lo hanno fatto dopo le parole del consigliere della Lega Lino Caschera che ha detto di essere pronto ad andare avanti con la propria candidatura a sindaco. Anche a costo di rompere l’alleanza di centrodestra. (leggi qui Caschera pronto a spaccare: “Mi candido sindaco, anche senza FdI e Forza Italia”).

A peggiorare la situazione è stata l’altra indiscrezione, secondo cui anche Filippo Porretta, coordinatore sorano della Lega, ambisce alla candidatura. (leggi qui Spunta un altro candidato. Lega a rischio implosione).

La Legge del contrappasso

A ingarbugliare sempre più la situazione nel centrodestra hanno certamente contribuito i giochi di prestigio di Lino Caschera.

Luca Di Stefano, Roberto De Donatis e Lino Caschera

Prima si è tesserato con la Lega salendo sul Carroccio con tutto il suo gruppo. In questo modo ha cambiato l’orizzonte politico del centrodestra. Fino a quel momento il Partito era stato fieramente all’opposizione con il capogruppo consiliare Luca Di Stefano. Con l’arrivo di Caschera la Lega si è ritrovata in maggioranza dove il consigliere è da 5 anni il responsabile della Manutenzione.

Quell’operazione ha messo in minoranza interna Di Stefano. Piuttosto che aderire alla maggioranza ha preferito scendere dal Carroccio e dichiararsi civico.

Poi Caschera ha sostenuto a spada tratta la ricandidatura del sindaco uscente Roberto De Donatis, fino a qualche settimana fa. Lo ha fatto pur consapevole che quel nome non avrebbe mai avuto l’avallo di FI e FdI.

Quindi al tavolo di centrodestra ha fatto portare il suo, di nome. Ma a farlo è stato il coordinatore Porretta. Cioè lo stesso che già ai tempi in cui le redini della Lega le tirava Di Stefano, aveva più volte ribadito: «Se salta la candidatura di Luca tocca a me».

Guardiamoci in faccia

Nasce da tutto questo la richiesta di un nuovo tavolo provinciale del centrodestra. Servirà a fare chiarezza tra Udc, Forza Italia, Fratelli D’Italia e Lega. La data precisa non c’è ma tutti i protagonosti giurano che si terrà in settimana. E stavolta dovranno saltar fuori i nomi, quelli veri.

Lino Caschera e Filippo Porretta

Si parlerà di Filippo Porretta che «per il momento» non ha ancora «ritirato la candidatura». Ma c’è chi è pronto a scommettere che lo farà.

Sicuramente sul tavolo arriverà di nuovo anche il nome di Caschera. E ancora una volta Forza Italia, Udc e Fratelli d’Italia diranno che non sono d’accordo.

All’ennesimo rifiuto sul nome di Caschera il coordinatore provinciale Lega Nicola Ottaviani vorrà sapere quali sono le alternative. Fratelli d’Italia farà il nome dell’oculista Giuseppe Ruggeri. Udc e Forza Italia sono propensi a convergere su di lui.   

A quel punto Caschera cosa farà? Come ha già detto nei giorni scorsi non intende arretrare di un millimetro. Si parla già di un piano di riserva: «Andare avanti a prescindere. Anche senza la Lega». Ma l’ipotesi non è convincente. Troppi i fattori in ballo per decidere di mollare il Partito.  (leggi qui Caschera pronto a spaccare: “Mi candido sindaco, anche senza FdI e Forza Italia”).  

Una strategia per colpire FdI?

Un’ipotesi che non convince, quella di Caschera candidato sindaco a prescindere, anche senza il simbolo della Lega. Anzi.

C’è chi giura che dietro questa iniziativa possa esserci una strategia ben precisa. Legata ai nuovi equilibri che si sono creati a Roma con la nascita del Governo Draghi: in maggioranza Forza Italia e Lega mentre Fratelli d’Italia è all’opposizione. A Roma si ragiona di legge proporzionale: conviene ai 5 Stelle e ai piccoli raggruppamenti. Ad avere importanza sarà il peso specifico (leggasi numero di voti) dei singoli Partiti. E la scelta di Giorgia Meloni di sedere sugli scranni della minoranza parlamentare potrebbe rosicchiare consensi alla Lega.

Giorgia Meloni

Da qui la necessità di doversi affermare sui territori. Anche a costo di sacrificare accordi di coalizione che potrebbero consentire di avere il sindaco e l’amministrazione di una città importante come Sora. Un sacrificio ben tollerabile se l’unico candidato spendibile è quello espresso da Fratelli d’Italia.

E se così è lo stesso FdI andrà alle elezioni da solo. Per contarsi. E far valere il suo peso specifico al ballottaggio. Ma anche quando si voterà per la Regione e per il Parlamento.