Un tecnico blindato per fare le opere, finalmente

Il Comune blinda, in controtendenza, il suo tecnico. Fino a scadenza della consiliatura. Significa una sola cosa. Che il sindaco vuole arrivare alle elezioni con i cantieri aperti

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Una conferma pesante. Che, anche se formalmente non è uno strappo alla regola, dice molto sull’atteggiamento che il sindaco di Anagni Daniele Natalia vuole dare, più che alla campagna elettorale vera e propria, all’ultimo anno della sua consiliatura.

La conferma è quella dell’ingegner Antonio Salvatori. Che qualche giorno fa è stato blindato nel ruolo di figura di vertice dell’Ufficio Tecnico del comune. Una decisione in qualche modo attesa, per la delicatezza del ruolo e per la competenza professionale del tecnico incaricato.

Quello che colpisce però, come detto, è il modo scelto per annunciare la conferma. Sì perché, almeno fino ad ora, nell’ufficio tecnico di Anagni le scelte delle figure incaricate sono state fatte di solito con un orizzonte temporale di qualche mese. Che poi veniva comunque prorogato. In questo caso invece si è scelto, già a partire dal mese di agosto, di dire chiaramente che la nuova nomina avrà valore “fino alla scadenza del mandato elettivo del sindaco”. Insomma; Salvatori resta in carica fino alla fine.

LE OPERE AD OGNI COSTO

Foto © Can Stock Photo / Jan Pietruszka

Non è una cosa irregolare, sia chiaro, anzi. Però le indiscrezioni che arrivano dalla maggioranza raccontano di un primo cittadino deciso a rendere stabile fino alla fine la figura del tecnico incaricato anche contro chi avrebbe preferito, nella sua coalizione, continuare sulla strada dei rinnovi a tempo determinato.  E questo può voler dire una cosa sola: che il sindaco ha deciso di fare dell’ultimo anno della sua consiliatura quello decisivo per la sua riconferma.

Una riconferma che ha bisogno che vengano realizzate tutte, o quasi, le promesse elettorali fatte in termini di grandi opere da creare all’interno del territorio comunale. Perché è questo, in effetti, il vero punto debole dell’amministrazione Natalia; il fatto di avere fino ad ora promesso molto, ma realizzato poco. Con tutta una serie di giustificazioni corrette. A partire dai due anni passati in mezzo al caos della pandemia.

I ritardi però ci sono stati. E non è un mistero che, tra le fragilità dell’amministrazione c’è stata anche la difficoltà nel trovare una figura di riferimento stabile nel settore nevralgico dei lavori pubblici.

Il valzer dell’Ufficio Tecnico

Gli anni di Natalia, in questo senso, sono stati caratterizzati da un’alternanza di figure dirigenziali. Un via vai che ha contribuito a diffondere l’immagine di un settore, quello dei lavori pubblici, in alcuni momenti abbastanza caotico.

Un caso per tutti; quello di Gabriele Alessandrello. Era arrivato con aspettative altissime (si disse che era “come Ronaldo”); per essere sollevato poi dall’incarico pochi mesi dopo senza troppi complimenti. Come aveva detto a suo tempo il vicesindaco Vittorio D’Ercole, “l’amministrazione aveva bisogno di un’accelerata decisa sul piano delle opere pubbliche. Era indispensabile per rilanciare la città dopo troppi anni di immobilismo”. Insomma, c’era bisogno di correre per recuperare terreno.

Di lì  poco era arrivata la nomina di Salvatori. La cui blindatura adesso indica, come detto, che l’amministrazione comunale cercherà, nei prossimi mesi, di dare una decisa sterzata nell’ambito delle opere da cantierare, realizzare ed inaugurare.
Una scommessa da cui dipende molto del futuro di questa amministrazione.

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