Una giunta laboratorio per Zingaretti

Il Governatore del Lazio alle prese con la nuova giunta da presentare entro lunedì. Telefonata con Bersani. E con Gentiloni. Per costruire ponti anche in vista della scalata alla Segreteria Nazionale Pd

Simone CANETTIERI

per IL MESSAGGERO

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Le telefonate con Pierluigi Bersani, i messaggi con Paolo Gentiloni (anche se il mondo renziano si è messo già di traverso). Nicola Zingaretti in queste ore sta sì pensando alla giunta regionale, ma allo stesso tempo tesse trame e rapporti, tanti rapporti, che potrebbero servirgli anche in un futuro nemmeno troppo lontano. Le due azioni sono convergenti.

Tipo un missile, ma forse è più giusto chiamarlo “amo”, a doppia gittata. Perché la squadra che sarà presentata nei prossimi giorni – dead line: lunedì prossimo – sarà anche un laboratorio della sua «rigenerazione del centrosinistra». Prima in via Cristoforo Colombo, certo, poi, chissà al Nazareno.

E così Zingaretti per il nome di Leu da indicare in squadra ha chiamato anche Bersani, l’ex leader del Pd. In una telefonata di ampio respiro, non è escluso che abbiano parlato anche del «profilo» della donna che il neonato (ma già imploso) partito di Grasso, dovrebbe proporre.

Proprio per questo è molto probabile che l’assessore della sinistra-sinistra sia espressione di Mdp (Bersani & Speranza), e non di Sinistra italiana (Fratoianni e Fassina). Nel fine settimana ultimo passaggio con i vertici cittadini e regionali della cosa «rossa». Gira il nome di Roberta Agostini, parlamentare uscente.

L’ASSE

Sempre per questo ragionamento, quello del laboratorio Lazio, Lorenza Bonaccorsi, gentiloniana di ferro, deputata uscente rimasta fuori dalla Camera, è destinata a entrare in giunta. Un modo per premiare il lavoro della Bonaccorsi nella scorsa legislatura, ma anche per mandare dei messaggi chiari a un mondo già molto vicino a «Matteo» che da un po’ non guarda più all’ex segretario.

Ma Patrizia Prestipino, renzianissima neo parlamentare dem, attacca: «Il nuovo governo del Lazio non può partire con i riciclati». E dice no «a un semplice ritorno di parlamentari bocciati dagli elettori». Una stoccata chiarissima alla Bonaccorsi.

Chiusa la giunta, Zingaretti passerà alla fase due: l’incontro con le opposizioni per trovare un modus vivendi per accendere la macchina pur non avendo la maggioranza in consiglio regionale.

Il tutto in attesa del 4 aprile, giorno del primo consiglio dello Zingaretti bis (convocazione a norma di Statuto), l’inizio di un’altra partita in Regione e non solo lì.

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