Unicas, elezioni rettore. Intrisano lancia la volata: “Cambiare passo”

Il docente di finanza aziendale, candidato al ruolo di rettore dell'università di Cassino, fissa gli obiettivi. Su tutti il recupero dell'attrattività passando dal risanamento al rilancio attraverso investimenti: "Negli ultimi dieci anni abbiamo perso il 34% degli studenti. Voltiamo pagina".

Alessio Brocco

In definitiva, le parole sono tutto quello che abbiamo

Serve un cambio di passo. Scende in campo con questa convinzione Carmelo Intrisano, 61 anni, docente ordinario di Finanza Aziendale al dipartimento di Economia e Giurisprudenza. È il responsabile del piano di risanamento dell’ateneo. Ed è pronto a giocarsi le sue carte per la successione di Giovanni Betta nel ruolo di rettore dell’università degli studi di Cassino e del Lazio meridionale.

Sfida Marco Dell’Isola, 59 anni, e docente di Fisica Tecnica al dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica. E Giovanni Capelli, 56 anni, già preside della facoltà di Scienze Motorie, del dipartimento di Scienze Umane, sociali e della Salute. (Leggi qui Tre nomi per un rettore: le chiavi della sfida per Unicas).

Intrisano, Dell’Isola e Capelli

Meno di un mese alla prima chiamata alle urne. “Sto vivendo l’attesa con molto interesse – afferma Intrisano – Un confronto stimolante e di crescita. Si tratta, senza dubbio, di un passaggio significativo”. I numeri non lo spaventano. Anzi, parte da quelli per dare concretezza al suo concetto di cambio di passo.

È l’unico ad avere il coraggio di parlare dell’emorragia che sta affliggendo l’Università di Cassino. Quale? “Negli ultimi dieci anni – evidenzia – abbiamo perso il 34% degli studenti. Stiamo parlando di circa tremila ragazzi. Un dato che certifica una sofferenza. È fondamentale analizzare questo dato e sedersi intorno a un tavolo per recuperare pienamente l’attrattività”.

Missione attrattività

Attrattività. Ecco un’altra parola chiave. La ricetta di Carmelo Intrisano è chiara: farsi trovare pronti in un momento storico in cui l’ago della bilancia si sta lentamente spostando verso la ripresa.

“Il sistema economico nazionale sta ripartendo e noi dobbiamo entrare nella scena competitiva. Un appuntamento che non si può fallire. I prossimi due anni saranno quelli dell’investimento. Il piano nazionale di ripresa e resilienza, nella missione riservata all’istruzione e alla ricerca, stanzia risorse importanti. Bisogna cambiare passo e dal risanamento passare al rilancio”.

Batte ancora sul concetto di recuperare attrattività. Ma senza effettuare voli pindarici. Con la consapevolezza che sono le scelte a fare la differenza. “Abbiamo degli elementi di eccellenza che dobbiamo imparare a valorizzare di più e meglio. Un esempio? I corsi di laurea totalmente in lingua inglese. Abbiamo la possibilità di recuperare terreno e studenti. Il rettore non deve rappresentare libri dei sogni. Si tratta semplicemente di una questione di scelte condivise attraverso una valutazione delle risorse da impegnare per gli obiettivi. E la mia visione va verso il recupero dell’attrattività”.

Carmelo Intrisano

L’esperienza da delegato al piano di risanamento. Per Intrisano un percorso importante. Negli anni è stata portata avanti una politica di contenimento. Ma adesso il professore di Finanza Aziendale vuole voltare pagina.

Saranno i numeri a spingere Unicas, nella visione di Intrisano. Li vede da dentro ormai da tre anni. “L’esperienza che ho maturato durante questo triennio rappresenta un elemento di forza in termini di utilità per l’ateneo – spiega – Ma ci tengo a precisare che ognuno ha dato il suo contributo per il raggiungimento degli obiettivi e il risultato è da ascrivere all’intera struttura”.

“Imboccare la strada della crescita”

C’è il piano di risanamento in corso. Condiziona molte delle scelte. Non è legato a cattive gestioni degli anni precedenti: semplicemente, ad un certo punto, il Governo decise di tagliare i fondi già assegnati alle Università italiane. E realtà come Cassino, che avevano i cantieri aperti, i contratti avviati con le imprese, le penali codificate, la costruzione di un’intera cittadella universitaria in corso, rischiarono la noce del collo. Cassino divenne un caso emblematico: il Governo se ne rese conto ed assicurò il suo intervento.

Restano in piedi “le obbligazioni che abbiamo assunto: abbiamo il dovere di rispettare la copertura di quelle scadenze. Ma allo stesso tempo dobbiamo anche uscire da una visione di risanamento. Dobbiamo imboccare la strada della crescita attraverso il confronto costruttivo e le scelte condivise. Mettendo sempre al primo posto gli studenti”.

Il futuro degli studenti

Gli studenti. Ecco un altro capitolo importante. Quale futuro per loro? Per trovare il proprio posto nel mondo, missione non sempre agevole, servono competenze, capacità di far incontrare domanda e offerta di lavoro, intuizioni brillanti.

Per Intrisano, nel triangolo territorio-imprese-università, il comune denominatore deve essere il confronto costruttivo. Da un lato ci sono le imprese: si aspettano dall’università un certo tipo di professionalità e di preparazione nei neo laureati. Dall’altra ci sono le attese professionalizzanti degli studenti. Vogliono un tipo di preparazione che li renda competitivi su quello che oggi è lo scenario minimo sul quale confrontarsi: il mondo.

Da qui per il candidato rettore “nasce la necessità di interloquire con il sistema locale e con le piccole medie imprese. Ma non solo. Bisogna mettere al centro il confronto con il territorio su quelle che sono le principali istanze”. E sottolinea “la necessità di innovare il sistema produttivo” mettendo sotto la lente d’ingrandimento la questione dell’economia circolare “perché giocherà un ruolo fondamentale per lo sviluppo della provincia di Frosinone”.

Countdown partito

Impossibile non riservare un passaggio sull’esperienza vissuta in piena pandemia. Il Covid, a partire da marzo 2020, ha stravolto anche il mondo universitario. Ma alcuni processi, per forza di cose, sono stati accelerati.

“Abbiamo risposto bene alla pandemia – afferma Intrisano – È stata maturata un’esperienza importante dal punto di vista della didattica a distanza di cui dovremo farne tesoro in futuro. Ad esempio lanciando un percorso formativo a distanza per studenti-lavoratori andando così oltre quello che è il mercato locale”.

Manca meno di un mese alla prima votazione per eleggere il nuovo rettore dell’università degli studi di Cassino e del Lazio meridionale. La prima data, stabilita dal senato accademico, è il 16 giugno. Servirà la maggioranza assoluta degli aventi diritto (170 voti circa) per conoscere il successore di Giovanni Betta che, comunque, resterà in carica fino alla scadenza naturale del mandato di sei anni: 31 ottobre 2021. Potrebbero, dunque, servire altri giri di voto. Le date individuate sono il 22 e il 24 giugno. Il quorum si abbassa e sarà sufficiente raggiungere il 50% più uno dei voti validi di coloro che si recheranno alle urne. Il conto alla rovescia è partito. (leggi anche Entro giugno l’erede di Betta al timone dell’Unicas)

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