Unindustria, Borgomeo al timone del cambiamento

Il fondatore del gruppo industriale Saxa Gres alla guida di Unindustria Cassino - Gaeta. Prende il posto di Davide Papa. Cosa c'è dietro la scelta del presidente Angelo Camilli. Il cambio di orizzonte, interno ed esterno.

È una scelta di politica industriale e di visione. Che cambia l’orizzonte, sia all’interno che all’esterno. La nomina di Francesco Borgomeo a presidente di Unindustria Cassino – Gaeta è un chiaro segnale del mondo industriale che cambia e della strategia che gli industriali intendono seguire.

Quella casella è stata occupata negli ultimi anni da Davide Papa, arrivato al limite massimo dei mandati. Nemmeno questo è un caso. Ha presidiato il fronte del Sud Lazio come preciso punto di sintesi tra il mondo produttivo dell’Automotive incarnato da Fca con l’indotto ed il mondo dei servizi alle imprese. Un equilibrio anche tra i due territori, rappresentato in modo plastico: ufficio a Cassino, sede operativa a San Giorgio a Liri, domicilio a Gaeta.

La nuova rotta di Unindustria

Francesco Borgomeo

La scelta di Francesco Borgomeo sta ad indicare la rotta sulla quale lo sviluppo industriale d’Italia e del mondo si stanno muovendo: l’industria produttiva connessa all’economia circolare, la creazione di manufatti attraverso materie prima che derivano anche da ciò che è stato utilizzato e poi gettato. Ma anche la generazione di energia green al servizio delle imprese.

La scelta di Francesco Borgomeo è stata ufficializzata durante il Comitato di Presidenza dal presidente di Unindustria Angelo Camilli. Tutti si aspettavano un nome che venisse dall’Automotive, come a voler rimarcare il contesto industriale del Cassinate e la sua dipendenza dal principale stabilimento metalmeccanico nel Lazio che è Fca Cassino Plant.

La decisione di puntare su Borgomeo mantiene al centro la produzione: l’imprenditore che ha salvato la ex Marazzi Sud di Anagni trasformandola in Saxa Gres e che altrettanto ha fatto con la ex Ideal Standard facendola diventare Grestone, è uno dei pochi a realizzare manufatti in un mopndo dominato sempre più dalla finanza.

Indicando il suo nome, Camilli fa capire che Unindustria ed il sistema confindustriale non abdicano alla loro missione di rappresentare il mondo produttivo. E dimostra la capacità di guardare con un occhio diverso e più moderno lo sviluppo industriale del territorio, anche alla periferia dell’impero sul quale governa.

Il mondo industriale che cambia

I lavoratori nello stabilimento Saxa Gres. Foto: Igor Todisco

Stellantis (la fusione tra Psa-Peugeot e Fiat Chrysler Automobiles) sarà al centro di un piano che nel giro di pochi anni la renderà una cosa del tutto diversa da ciò che è stata Fca e da ciò che fu Fiat. Per essere chiari: non nasceranno da lì i nuovi posti di lavoro del futuro. Nasceranno dall’industria che dovrà generare nuove materie prime ricavandole d ciò che è stato già usato e che fino ad oggi abbiamo buttato.

C’è anche un altro elemento a far puntare con forza verso Borgomeo: è un industriale che nasce come risanatore di aziende. È nipote di un industriale dei laterizi, gli scheletri delle fornaci che troneggiano ancora all’ingresso di Formia appartenevano ai nonni prima che il fascismo gliele espropriasse. Borgomeo ha compiuto un giro larghissimo prima di approdare all’industria: lui è uno che le industrie le cura, le risana e le rimette sul mercato.

Chi è Borgomeo

Francesco Borgomeo con il primo sampietrino

Cinquantatré anni, padre di due figli, Francesco Borgomeo si è laureato all’Università La Sapienza di Roma, perfezionando gli studi alla Pontificia Università Gregoriana e poi alla Columbia University di New York ed alla UCD University di Dublino. (Leggi qui).

Ha lavorato al Censis al fianco del fondatore il professor Giuseppe De Rita. Poi è stato al Consiglio Nazionale per l’Economia ed il Lavoro.

A 29 anni si è messo in proprio rilevando Irses, Istituto di Ricerca fondato dal padre e lo ha trasformato in società di consulenza e di intervento, specializzato nella riconversione industriale.

Si è occupato dell’attrazione di investimenti, assistenza alle multinazionali nella localizzazione in aree del centro sud, di progetti comunitari per lo sviluppo di imprese, ma anche di m&a e partnership industriali. Nel suo portafogli clienti, Borgomeo può vantare nomi come Enel, Eni, Wind, Glaxo Smith Kline, Hewlett Packard, IBM, Gruppo Cos.

Porta Irses ad avere un ruolo di consulting equity di supporto alle grandi multinazionali, ad essere partecipata da Nomisma (con Paolo De Castro presidente). 

Borgomeo: cambiare per continuare

Romano Prodi con Francesco Borgomeo

Terminata la capacità di attrazione e nuova localizzazione da parte del nostro Paese, in questa fase si specializza in riconversioni industriali, dismissioni e rilancio di siti ed aree in crisi.

Oggi Borgomeo è definitivamente dedicato a supportare il progetto dell’ecodistretto ceramico del Lazio. Un progetto partito nel 2009 rilevando lo stabilimento ex Marazzi Sud di Anagni ed avviando un percorso di riconversione industriale. In questo modo torna alla vocazione di industriale della famiglia paterna, grandi produttori di laterizi a Formia.

Al sito di Anagni, specializzato nello urban pavings e nel gres porcellanato da esterno,  si aggiunge in breve il sito di Roccasecca. Lì viene rilevata la Ideal Standard e convertita nella Grestone. Si specializza nei sampietrini in pietra ceramica realizzati sulla base di un brevetto esclusivo del gruppo. Tutti i posti di lavoro vengono salvati.

Della galassia fanno parte anche Tagina (storico marchio della ceramica da interni). E Centro Impasti Ceramici che fornisce la base per i prodotti realizzati tra Lazio ed Umbria.

Risanamento, conversione, nuovi modelli: la rotta tracciata da Camilli è chiara, Francesco Borgomeo sarà il timoniere.

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