Tortoriello nella Nuvola suona la carica agli Industriali

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Oltre mille imprenditori alla cena annuale di Unindustria. Tortoriello, rabbia e orgoglio. Boccia come Di Vittorio: "Prima le fabbriche e poi le case". E Zingaretti annuncia i tutor per i fondi Ue

Cita Marco Aurelio e Martin Luther King, chiede una visione per Roma che con la sua area metropolitana produce l’82% del Pil di tutto il Lazio, rimprovera le grandi occasioni mancate dalla città in questi anni e si augura che non accada più: Filippo Tortoriello lo dice agli oltre mille industriali riuniti alla Nuvola di Fuksas per l’annuale incontro di Unindustria.

C’è tutto il gotta del mondo produttivo ed economico del Lazio. C’è il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia che per essere presente è partito da Parigi, c’è il vice presidente Maurizio Stirpe, tutti i presidenti delle articolazioni provinciali di Unindustria, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti.

Fiducia ed ottimismo

Elenca i numeri prodotti dalle imprese del Lazio, Filippo Tortoriello. E con orgoglio rivendica: «Questi risultati sono il frutto del nostro lavoro e del nostro impegno». Come a sottolineare che nulla e nessuno fino a questo momento si è mosso per dare una mano al mondo delle imprese.

Cita le occasioni mancate quando parla della Rider Cup: «Uno dei segni per rilanciare ulteriormente la nostra regione, la più importante manifestazione sportiva dopo Olimpiadi e Mondiali. Speriamo che ci sia un atteggiamento di maggiore disponibilità». Con classe ricorda che Roma ha rinunciato a can fidarsi alle Olimpiadi: straordinaria opportunità di crescita economica.

Invoca fiducia e ottimismo, Filippo Tortoriello. E dice che «non bastano, oggi serve ostinazione».

E cosa fanno gli industriali?

Facile lamentarsi. Cosa fanno allora gli industriali? Il presidente di Unindustria cita il Digital Innovation Hub «riferimento per tutte le imprese del Lazio». E l’accordo con le sette università del Lazio: «Sono un uomo fortunato, ho incontrato rettori ostinati quanto gli imprenditori».

È la dimostrazione che se c’è la volontà è possibile creare le condizioni per la crescita e per lo sviluppo. Proprio quello che gli industriali non vedono a Roma. Così Filippo Tortoriello chiede «una visione per Roma ed un rilancio con determinazione, perché Roma e la sua area metropolitana significano l’82% cento del PIL del Lazio».

È qui che cita Marco Aurelio: «Si fanno errori se si fanno le cose. Ma si fanno errori anche se non si fanno le cose». La conferma arriva dalla citazione di Martin Luther King: la sostanza è “se c’è qualcosa che non funziona e non intervieni ne sei responsabile pure tu”. È la seconda stoccata al governo comunale di Virginia Raggi. Ma anche a quello di Giuseppe Conte.

L’affondo di Boccia

Prende la parola Vincenzo Boccia. Chiamatelo ‘Duracell‘: oggi il presidente dei Giovani dopo una giornata con lui aveva il fiatone, il presidente di Confindustria sembra appena uscito dalla doccia. Tutto orgoglio e dignità: «Siamo uno dei pochi Paesi al mondo che ha una percezione di se peggiore di quella del mondo che ci guarda».

Applauso a scena aperta quando cita lo storico leader della Cgil nel Dopoguerra Giuseppe Di Vittorio e l’altrettanto storico presidente della Cgil Angelo Costa, due generazioni di produttori oleari ed un successo mondiale nella cantieristica nautica. Furono loro a prendere in mano Industria e Lavoratori ridotti decimati dalla II Guerra Mondiale. «Hanno ricostruito il Paese condividendo lo stesso principio: prima le fabbriche e poi le case. Perché le fabbriche sono Lavoro ed il lavoro rende forte l’Italia». Chissà quanto stanno fischiando le orecchie a chi ha concepito il Reddito di Cittadinanza.

I Tutor di Zingaretti

È micidiale tanto quanto Nicola Zingaretti. Parla a metà tra il Governatore del Lazio ed il Segretario nazionale di Partito. Zingaretti.

Sollecita a guardare verso il futuro, ringrazia gli industriali per avere contribuito a costruire un presente che per il Lazio significa avere scalato le classifiche dell’Export, delle Startup Innovative. Prevede «una nuova drammatica stagione di crisi e dobbiamo avere pronto una risposta».

Annuncia i suoi Tutor. Altro che i Navigator inventati da Luigi Di Maio. I Tutor di Zingaretti sono una serie di professionisti che tra poco la Regione Lazio metterà a disposizione «di tutti quegli imprenditori che chiederanno l’accesso ai fondi europei e dovranno misurarsi con la burocrazia europea».

Conclude con un’iniezione di coraggio, ricordando i 10 miliardi di debiti ereditati dal Lazio: «Non abbiamo avuto paura quando eravamo sull’orlo dell’abisso, non avremo paura ora che siamo una regione solida».

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