I voli pindarici dei parlamentari e la concretezza dei sindaci

Imbarazzante ciò che è uscito dal confronto proposto l'altro giorno da Unindustria. Parlamentari del tutto fuori tema e sindaci con i piedi per terra. Di fronte ad un tema fondamentale per la crescita

L’Unione dei Comuni come opportunità per ottimizzare la gestione di servizi importanti, ma pure come mezzo per contare di più. Enti che non raggiungono i 50.000 abitanti non possono accedere a finanziamenti in grado di poter fare la differenza. Lo studio della professoressa Maria Prezioso, studio finanziato e programmato da Unindustria Frosinone, ha messo in evidenza bene tutto questo. (leggi qui Il vero segnale nell’auditorium per Frosinone Città GrandeGiovanni Turriziani ha ascoltato con attenzione gli interventi della politica. Quale idea si sarà fatto realmente?

Quelli che non ci hanno capito molto

Perché poi sul palco si sono ascoltate molte cose. Non sempre attinenti al tema del dibattito. Normale quando si è in una platea così importante, che però sono indicativi. L’onorevole Enrica Segneri (Cinque Stelle), per esempio, non ha perso l’occasione per una polemica a distanza con il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani.

Mentre l’onorevole Francesca Gerardi (Lega) ha tirato fuori la questione della votazione del bilancio Saf da parte dei sindaci. Segno che si fa fatica a superare le contrapposizioni politiche territoriali.

Il senatore Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia) ha parlato anche di logiche e dinamiche europee. Nel momento della contrapposizione tra globalismo e sovranismo l’occasione era troppo ghiotta. Ma che c’entrava con l’Unione dei Comuni? Mentre il senatore Gianfranco Rufa (Lega) ha fatto il soldato: “Io ci sto”.

Alla fine è toccato al consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli richiamare tutti a tenere i piedi per terra, auspicando un tavolo di confronto vero sul tema. “Ci riuniamo al più presto?”, ha detto.

Quelli che ci hanno capito tutto

Indicazioni maggiori sono arrivate dai sindaci, non però con un gioco di squadra ma con idee che non vanno assolutamente lasciate cadere.

Antonio Pompeo, sindaco di Ferentino e presidente della Provincia, ha colto il punto della discussione, quando ha sottolineato che l’Unione dei Comuni è contemplata nella legge Delrio e come tale va tenuta in considerazione. Mentre Simone Cretaro (Veroli) e Giuseppe Morini (Alatri) hanno parlato apertamente di una vera e propria opportunità che lo studio di Unindustria mette a disposizione del territorio. Il loro intervento è quello che ha centrato più degli altri il tema proposto da Unindustria.

Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani ha voluto ricordare agli industriale che va bene tutti che lui è perfino disposto a “cessioni di sovranità”, purché il confronto tra le parti ci sia sempre e su tutti i temi. Prima stoccata.

La seconda stoccata l’ha piazzata parlando di Consorzio industriale unico del Lazio. Spiegando: “E’ un’operazione che va nella direzione opposta di quella auspicata dall’Unione dei Comuni”.

Il sindaco di Ceccano Roberto Caligiore non ha chiuso al progetto, invitando però ad una maggiore sensibilizzazione su temi come quello ambientale. Mentre Gianfranco Barletta ha “catturato” l’attenzione dei presenti con una considerazione che ha fatto breccia: “Noi potremmo anche essere pronti ad una novità come l’Unione dei Comuni. Ma siamo sicuri che la Pubblica Amministrazione lo sarà altrettanto?”.

Considerazione vera. Nel concreto è andato il sindaco di Patrica Lucio Fiordalisio, spiegando che alcuni servizi (quelli sociali per esempio) possono essere gestiti in una logica di Unione dei Comuni. Altri, come i rifiuti, è preferibile che restino nella gestione dei singoli Comuni.

Tanti spunti insomma, che ora Unindustria deve analizzare.

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