Imprese in ritardo sul digital: Unindustria lancia Re-start

C'è un forte ritardo tra le imprese nell'utilizzare i vantaggi del digitale. È maggiore nelle piccole attività. Unindustria lancia Re-start per consentirgli di ripartire

Antonio Renzi

Rerum cognoscere causas

In un mondo dove tutto è a portata di smartphone: dall’accendere il riscaldamento di casa fino all’ordinare del sushi mentre si è ancora in metro, l’azienda che è digitalmente all’era della pietra è fuori mercato. Arranca e viene facilmente superata.

Unindustria ne è consapevole e per ridurre questo gap mette in campo “Re-start”: formazione ad hoc per le Piccole e Medie Imprese sulle opportunità del digitale.

«Solo il 6 % delle aziende fino a 9 dipendenti sta già usando o prevede di dotarsi di una tecnologia di ultima generazione entro tre anni, un divario enorme con le medie imprese fino a 250 dipendenti che nel 35% dei casi hanno già fatto un passo verso l’Impresa 4.0», ha spiegato Filippo Tortoriello presidente di Unindustria durante l’apertura di “Re-start”. Per la quale è stato scelto non a caso il salone del Cnel, nel quale sono state invitate le piccole e medie imprese per presentare tutte le potenzialità della rivoluzione 4.0 

Il distacco, a livello digitale, è ancora più marcato tra le piccole e le grandi aziende. Unindustria attraverso “Re-start” punta a ridurre questa distanza ed a supportare le imprese nel percorso con cui aumentare il livello di innovazione.

«Un distacco che aumenta ancora con le grandi aziende con più di 250 dipendenti dove la percentuale sale al 49%. Per questo – ha proseguito Filippo Tortorielloiniziative di formazione come “Re-start” sono fondamentali nel supportare imprenditori ed imprese nel trasferire esperienze e visioni di spessore, improntate alla concretezza e alla ricerca di soluzioni ad hoc, su un tema come quello della trasformazione digitale che è il principale motore di sviluppo per la nostra economia e le nostre imprese».

Re-Start è stato promosso dalla società di formazione di Unindustria (Unindustria Perform), dall’associazione di Federmanager (4.Manager) e Confindustria con Green Hill Advsory, in collaborazione con Canova Digitale e Cicero Hub. Una scelta precisa fatta dal presidente Tortoriello, che ha voluto sottolineare come «Cicero Hub Lazio sia partner di “Re-start”, proprio perché porta di accesso sui temi del 4.0 per tutte le aziende della regione. In questo scenario “Re- start” è un altro prezioso tassello che Unindustria inserisce nella propria strategia di supporto ad imprese ed imprenditori per aumentare il tasso di innovazione e la competitività del tessuto produttivo locale».

Le aziende laziali, specie le piccole, purtroppo sono indietro nei processi di digitalizzazione. Ma c’è anche chi ha saputo cogliere le opportunità offerte dal digitale.

«Il rapporto PMI Cerved – Confindustria 2019 ci dice che nel 2017 il fatturato della Pmi è continuato a crescere – ha dichiarato Gerardo Iamunno Presidente della Piccola Industria di Unindustria durante “Re-start” – ed in particolare le Pmi del Lazio hanno registrato una crescita in termini di fatturato del 4,6 % ma, secondo una recente analisi di Unioncamere solo il 10% delle imprese può essere realmente considerato consapevole delle opportunità offerte dalla quarta rivoluzione industriale».

«Conta molto nel panorama nazionale e in quello laziale, la sensibilità ed all’innovazione del singolo imprenditore – ha evidenziato Iamunno – tuttavia le nostre aziende laziali, specie le piccole, purtroppo sono indietro nei processi di digitalizzazione. Oggi, grazie a “Re-start”, abbiamo ascoltato numerosi interventi tra i quali le testimonianze aziendali di chi invece ha saputo cogliere le opportunità offerte dal digitale, il mio auspicio – conclude Iamunno – che aziende come queste non rappresentino più in futuro un’eccezione ma la norma».

Nel giorno del summit sono stati collocati anche desk aziendali all’esterno della sala, dove i Manager temporaneamente inoccupati hanno potuto presentare i propri CV e realizzare dei colloqui di orientamento in merito ad ipotesi di “temporary manager“.

Hanno raccontato le loro esperienze tra gli altri: Maurizio Stirpe presidente del CdA di Prima Sole Components Spa, Maurizio Brun vice presidente Enterprise Italy – Ibm, Marco Gay amministratore delegato – Digital Magics, Arturo Atom Senior Adivosor – Accenture, Elio Catania vice presidente Cnel, Carlo Cafarotti assessore Sviluppo Economico, Turismo, Formazione e Lavoro – Comune di Roma, Giacomo Gargano presidente Federmanager Roma.

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