Industria in fuga. «La zona industriale è un colabrodo»

 

Pierfederico PERNARELLA
Il Messaggero

 

Conta 700 dipendenti, produce 91 milioni di fiale e flaconi all’anno che esporta in 98 paesi del mondo, ma per il colosso farmaceutico Bristol Myers-Squibb una delle sfide più ardue da affrontare ogni giorno sono le buche. Quelle disseminate lungo le strade della zona industriale di Anagni. Per non parlare dell’assenza totale di segnaletica. Dopo anni di denunce, promesse mancate, interventi occasionali, il problema resta sempre lì, irrisolto.

Se ne è parlato l’altro giorno nel corso della conferenza stampa di presentazione del convegno su impresa, ambiente e giustizia che si terrà mercoledì prossimo. A tirarlo fuori l’argomento è stato il direttore dell’area territoriale di Unindustria Frosinone, l’ingegnere Massimiliano Ricci. «Una zona del Libano penso sia ridotta meglio dal punto di vista delle strade – ha detto Ricci – Vuoi fare un pacchetto insediativo, mai poi arriva una multinazionale e spacca le ruote. Non facciamo una bella figura».

A tale proposito Ricci ha raccontato un aneddoto: «L’altro giorno c’era il direttore generale di Bristol e ha avuto parole raccapriccianti» sullo stato delle strade. Parole che sottoscriverebbero tutte le aziende presenti nel polo industriale di Anagni, uno dei più importanti del Lazio eppure ridotto ai minimi termini sotto il profilo infrastrutturale.

L’ultimo intervento di sistemazione risale a un paio di anni: 500mila euro stanziati dalla Regione Lazio che sono bastati a mettere a posto soltanto una parte delle strade. La competenza ricade sul Comune che però non ha tutte le risorse necessarie per fare fronte agli interventi.

Dovrebbe venire in soccorso la Regione. Il sindaco Fausto Bassetta fa sapere di essersi mosso in questo senso. A breve dovrebbe incontrare l’assessore regionale ai lavori pubblici Fabio Refrigeri.

Intanto Unindustria sta lavorando ad una sorta di libro bianco sulla zona di Anagni che sarà presentato nelle prossime settimane: «Nel dossier – ha detto il direttore Ricci – elenchiamo puntualmente tutte le criticità. Le aziende vogliono metterci anche del loro, ma in un contesto certo».

 

LUCI E OMBRE A CASSINO
Luci e ombre anche nella zona industriale di Cassino. Il presidente del Cosilam, Pietro Zola, fa sapere che sono iniziati i lavori per il rifacimento della segnaletica orizzontale nella rotatoria del casello autostradale di Cassino. Una volta terminati gli interventi, l’opera sarà consegnata all’Astral.

Restano però le criticità. «La superstrada 630 che collega la città di Cassino con Formia è una delle arterie di collegamento maggiormente trafficate. – spiega Zola – Questa arteria è l’unica forma di collegamento tra due poli produttivi. Dovrebbe essere un fiore all’occhiello. Purtroppo, presenta forti criticità. Nell’ultimo periodo sono state messe in campo azioni per il rifacimento dell’asfalto in alcune zone e di questo ringraziamo l’Astral. Occorre però un maggiore sforzo anche nella cura del decoro delle aree verdi. Il Cosilam è pronto a fare la propria parte. E, mi auguro, che anche tutti i Comuni che insistono proprio sulla Ss 630 facciano sentire la propria voce».

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