Unione dei Comuni Il capoluogo adesso accelera (di C. Trento)

Foto: © Stefano Strani

Via libera alla proposta di Unindustria. Richiesta alla Regione di istituire un comitato promotore

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Sì del Consiglio al progetto dell’Unione dei Comuni per un nuovo capoluogo. Ma non all’unanimità: 22 sì e 2 astenuti, gli esponenti dei Cinque Stelle Christian Bellincampi e Marco Mastronardi.

Il Consiglio ha deliberato di chiedere al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti di assumere ogni iniziativa finalizzata alla realizzazione del comitato promotore per la realizzazione del progetto, con la firma di un vero e proprio atto costitutivo, del quale faranno parte, oltre alla Regione, la Provincia, gli 8 Comuni interessati dal progetto (Alatri, Ceccano, Ferentino, Frosinone, Patrica, Supino, Torrice, Veroli), Unindustria, le associazioni datoriali, di categoria e sindacali, l’Università di Cassino e del Lazio meridionale ed eventuali istituti bancari interessati.

Insieme alla delibera è stato approvato uno specifico ordine del giorno, presentato dal capogruppo di Forza Italia Danilo Magliocchetti, parametrato proprio sulla richiesta alla giunta regionale.

In una nota ufficiale l’Amministrazione Ottaviani sottolinea: «L’Unione che ne deriverebbe, dunque, pur rispettosa delle identità locali e policentrica, sarebbe in grado di confrontarsi con il sistema della Capitale e oltre, mettendo a sistema aree caratterizzate da una significativa volontà di integrazione socio- economica».

E aggiunge: «Molti elementi rendono realizzabile il progetto entro due anni, a patto che i Comuni individuati – e quelli che vorranno aderire –confermino la loro positiva volontà aggregativa. L’Unione del Frusinate si presenta, quindi, con una forte capacità di svolgere e gestire in modo coordinato funzioni e servizi in molteplici settori e iniziative di animazione e promozione economica, sociale e ambientale. Oltre ad una significativa semplificazione nella gestione dei servizi, l’Unione del Frusinate garantirebbe anche notevoli economie di scala, un miglioramento delle prestazioni (efficacia, efficienza e trasparenza), assumendo un maggiore peso politico complessivo. In questo senso, l’Unione rientra nelle soluzioni che rendono la Pubblica Amministrazione più flessibile e più forte anche nel contesto internazionale».

Dicevamo che Danilo Magliocchetti ha presentato l’ordine del giorno recepito dal sindaco e allegato alla delibera delibera. Nota il capogruppo di Forza Italia: «Molti gli aspetti da evidenziare. Il primo, il ruolo di coordinamento e locomotiva che dovrà necessariamente assumere la Regione Lazio, in sinergia con gli altri enti, sia per competenza, che per capacità legislativa e finanziaria. Da qui l’ordine del giorno approvato. Il secondo, l’opportunità, dal punto di vista del numero degli abitanti da mettere sul piatto della bilancia, che offrirà l’aggregazione degli 8 Comuni, ovviamente salvaguardando l’identità territoriale e storica di ognuno, quando bisognerà confrontarsi con altri territori della Regione, per l’individuazione di importanti e strategiche sedi. Con la scusa dell’i nsufficiente numero di abitanti, abbiamo già perso, rispetto ad altre città nel recente passato, la Banca d’Italia, il Dea di secondo livello, la Corte d’appello, centri direzionali e amministrativi di importanti enti e, forse, perderemo anche la sede dell’Ares 118. Ultimo, ma non per questo meno importante: l’Unione dei Comuni consentirà di adottare anche una condivisa sinergica politica ambientale e di lotta all’inquinamento ».

Stefano Pizzutelli, consigliere di Frosinone in Comune, afferma: «Il percorso proposto da Unindustria, il cui pungolo è stato obiettivamente fondamentale, è quello dell’Unione dei Comuni. Ma se è questo il percorso che il Comune di Frosinone ha deciso di intraprendere, occorre sin da subito stabilire quali servizi gestire insieme agli altri sette Comuni. Bisogna fare in fretta: noi proponiamo l’istituzione di una commissione consiliare speciale».

Il consiglio comunale ha anche approvato la realizzazione dell’Infrastruttura Pubblica a servizio della stazione ferroviaria nell’ambito della riqualificazione del quartiere Scalo, area denominata Frasca.

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