Urbano contro i medici di famiglia: «Pronto Soccorso intasati per colpa loro»

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La provocazione la lancia sulla sua bacheca Facebook: «Propongo una legge di un solo articolo. Art.1 è abolita la convenzione della medicina di base e della guardia medica». Via di mezzo i medici di famiglia e chiusura del servizio affidato ai medici di guardia. Il dottor Ettore Urbano, primario del Pronto Soccorso di Cassino, sbotta e dice: «Se in ospedale siamo intasati è colpa di moltissimi medici di base, solo in pochi fanno il loro lavoro seriamente; la maggior parte sta delegando a noi il suo lavoro e le sue responsabilità. Non lo dico io, a parlare sono le cifre: circa 3 pazienti su 4 non hanno alcun bisogno del Pronto Soccorso, non sono casi né urgenti né di emergenza. Molti potrebbero essere curati a casa ma i medici di famiglia li dirottano a noi così non corrono rischi di denunce. E allora, tanto vale che li aboliamo. Via loro, via le guardie mediche, venissero a lavorare tutti direttamente qui in ospedale».

Una carriera lunghissima, che lo ha portato ad occuparsi dell’Emergenza in quasi tutti gli ospedali della provincia di Frosinone, Ettore Urbano ha avuto un ruolo anche in politica: consigliere Regionale del Lazio, consigliere ed assessore provinciale di Frosinone, consigliere comunale a Cassino, segretario politica nella Margherita, già membro dell’assemblea nazionale del Pd. E proprio contro la politica che punta il dito: «Il sistema non funziona perché c’è una legge ormai vecchia e superata, non risponde più alle esigenze della sanità dei nostri tempi».

I medici di famiglia se ne lavano le mani e dirottano tutti da voi? «Peggio, in molti casi i pazienti non ci vanno per niente dal medico di famiglia: lì ci vanno solo per farsi prescrivere le ricette. Per farsi visitare e curare vengono da noi. Lo vediamo con chiarezza: ci sono alcuni medici di base, pochi per la verità, che mandano in ospedale il paziente soltanto se è davvero necessario e lo fanno arrivare qui con una lettera accompagnatoria dettagliatissima, nella quale scrivono tutti i sintomi, le cure, le medicine somministrate, le analisi effettuate. Ma in molti, dirottano qui in Pronto Soccorso e poi scaricano il problema a noi.

Colpa più dei medici o dei politici? Urbano ama il modello inglese: lì il medico di famiglia prende solo il 50% della quota che gli compete per ciascun assistito, il restante 50% gli viene pagato solo se raggiunge gli obiettivi di cura e prevenzione che gli erano stati assegnati. «Ecco perché in Inghilterra la broncopolmonite la curano a casa e non mandano il paziente ad intasare l’ospedale, altrimenti non prendono i soldi proprio per avere affollato inutilmente una struttura che dovrebbe servire per altri scopi».

Allora sono fuffa le Case della Salute con le quali Nicola Zingaretti intende rilanciare la medicina del territorio? «Tutt’altro, l’unico problema delle Case della Salute è che produrranno benefici entro una decina di anni».

Durante le feste di Pasqua, i Pronto Soccorso si sono riempiti: con gli ambulatori dei medici di famiglia chiusi per ferie, il servizio di guardia medica che funziona a singhiozzo, la linea del fronte sono stati i medici dell’Emergenza ospedaliera. «E’ la dimostrazione che il sistema non funziona: o i medici di famiglia decidono di collaborare con il Servizio sanitario regionale o così non potremo andare avanti ancora per molto, siamo sottoposti a carichi di stress enormi, ci sono colleghi ed infermieri che sono logorati da questi carichi di lavoro. Lavoro che oltretutto dovrebbero fare i medici di famiglia e per il quale vengono pagati. Se non intendono farlo e prendersi solo i soldi, allora tanto vale fare quella proposta di legge: abolire i medici di famiglie e le guardie mediche».

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