Il caso è chiuso: Urbano ritira il ricorso, Ferdinandi è sindaco

Il dottor Ettore Urbano, tramite l'avvocato Francesco Scalia, ha notificato la dichiarazione di rinuncia al ricorso elettorale. Il procedimento era ancora aperto davanti al Consiglio di Stato. Chiuso il caso elezioni. Nessuno mette in discussione la legittimità del sindaco Ferdinandi

Fine della storia: l’avvocato Gioacchino Ferdinandi è il sindaco di Piedimonte San Germano e nessuno ne mette più in discussione la legittimità.

L’avvocato Francesco Scalia ha notificato ieri sera la dichiarazione con cui il dottor Ettore Urbano rinuncia al ricorso con cui impugnare le elezioni. La notifica è arrivata all’alba alle parti, rappresentate dall’avvocato Massimo Di Sotto.

È la conclusione di un’elezione che ha già toccato tre livelli della magistratura: la procura della Repubblica, il Tribunale Amministrativo Regionale, il Consiglio di Stato.

 

Le elezioni comunali di giugno 2017 si erano concluse con la vittoria di Gioacchino Ferdinandi con 1.945 voti contro i 1.913 ottenuti dal dottor Ettore Urbano: appena 32 voti di differenza.

Nei mesi successivi, l’avvocato Francesco Scalia inoltrava un ricorso al Tar chiedendo di riconteggiare i voti, basando l’istanza sulla dichiarazione di due rappresentanti di lista che sostenevano di avere visto dei segni di riconoscimento lasciati dagli elettori sulla scheda che avevano votato. L’istanza veniva respinta. Perché? Segni su troppe schede: impossibile risalire all’elettore che li ha tracciati e quindi la segretezza del voto è stata garantita.

 

Nel ricorso al Consiglio di Stato, l’avvocato Scalia riusciva a dimostrare la fondatezza degli elementi di dubbio. Ed otteneva la ‘verificazione’ delle schede. Nel corso della quale, in prefettura, si scoprivano una cinquantina di schede con segni di riconoscimento. A quel punto, spettava al Consiglio di Stato se ritenerle nulle e ribaltare il risultato elettorale.

 

Prima che i giudici amministrativi potessero prendere atto della cosa, gli avvocati Giuseppe Di Mascio e  Massimo Di Sotto presentavano una denuncia alla Procura della Repubblica di Cassino: ipotizzavano di trovarsi di fronte ad un tentativo di broglio elettorale. Per quattro motivi (leggi qui Stessa mano, stessa matita: i segni sulle elezioni di Piedimonte finiscono in Procura).

A dare corpo, da subito, alle perplessità, era stato un dettaglio messo in rilievo dagli avvocati di Ferdinandi: notava come le prime 16 schede in alto nel plico, fossero quelle segnate: come se i 16 elettori si fossero presentati tutti insieme a fare gli stessi segni. Oppure le schede fossero state segnate dopo.

 

In attesa dell’inchiesta penale, veniva presentata al Consiglio di Stato l’istanza di sospendere il giudizio amministrativo. Richiesta che è stata accettata.

Nel frattempo l’indagine è arrivata alle battute finali. Il dottor Ettore Urbano è stato messo per alcuni giorni agli arresti domiciliari con l’accusa di avere ispirato un impiegato del Comune di Piedimonte San Germano a truccare le schede per ribaltare poi il risultato, con la complicità di due falsi testimoni ed altro personale del Comune. (leggi qui L’arresto di Ettore Urbano e la fine di un epoca).

 

Accuse respinte con fermezza dal medico. Che si è dimesso dal Consiglio Comunale. E che ora formalizza anche l’ultimo atto: ritira il ricorso al Consiglio di Stato.

Gioacchino Ferdinandi è legittimamente sindaco: nessuno più lo mette in discussione.

 

 

 

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