L’urlo di Papa Bergoglio contro indifferenza e diseguaglianze

L'urlo di Papa Francesco contro indifferenza e disuguaglianze. L'invito a rompere i silenzi schiaccianti. Molti dei quali opprimono anche il nostro territorio

«Siamo chiamati a rompere i nostri silenzi schiaccianti». Più di una preghiera, più di un appello, perfino più di un monito. E’ una chiamata alle armi della coscienza. Papa Francesco, nella notte della veglia pasquale, è tornato a far prevalere il suo animo “rivoluzionario”.

 

Solo pochi giorni fa l’invito ai giovani di “gridare” perché la società, e soprattutto i poteri forti, li vogliono muti e rassegnati davanti alla realtà dell’indifferenza e della diseguaglianza.

 

Bergoglio è stato chiarissimo: «Vogliamo partecipare a questo annuncio di vita o resteremo muti davanti agli avvenimenti? Dobbiamo sfidare i nostri determinismi uniformanti e paralizzanti, rompere le abitudini ripetitive e rinnovare la nostra vita. Dobbiamo spendere la nostra vita e la nostra energia, intelligenza, affetti e volontà nel ricercare e specialmente nel generare cammini di dignità».

 

In fondo, nella storia dell’umanità, chi è stato più rivoluzionario di Gesù Cristo, al punto di averla spaccata in due… la Storia? In un prima e in un dopo. Chi ha dato consapevolezza alle masse che esiste una dimensione spirituale e che l’ordine terreno è importante fino ad un certo punto (“Date a Cesare quel che è di Cesare, date a Dio quel che è di Dio”)?

 

Oggi, nell’anno domini 2018, il Pontefice grida alle coscienze del mondo. A quelle dei potenti e dei politici soprattutto. Le guerre si moltiplicano, i conflitti nucleari si sfiorano (non solo quello tra Usa e Corea del Nord, ma quello ben più terribile tra Israele ed Iran), la diseguaglianza aumenta in modo vergognoso, gli immigrati vengono trattati in un modo che nulla ha a che fare con la dignità umana. Si alimenta una guerra tra poveri nelle periferie e molte forze politiche soffiano sul fuoco delle paure. Annientando i venti della speranza. Mentre i governi si preoccupano di salvare le banche e le multinazionali, non i cittadini normali che magari nella crisi hanno perso tutto.

 

Se non ci occupiamo dell’Africa, alla fine l’Africa si occuperà di noi”. La profezia laica si è avverata, i flussi migratori sono inarrestabili per il cinismo misto ad incapacità di società occidentali che, grazie agli immigrati, abbattono i costi del lavoro, cancellando perfino i diritti frutto di decenni di lotte sindacali.

 

Se la sinistra è in crisi in tutto l’Occidente è per il fatto di aver smarrito (spesso consapevolmente) la sua vocazione principale: occuparsi delle fasce più deboli della popolazione e combattere le diseguaglianze. L’unica voce che si alza è quella di Papa Bergoglio. Ma lui non è di sinistra, lui è il Pontefice.

 

Aumentano i femminicidi, gli stupri, gli omicidi efferati. Anche in Italia, perfino in provincia di Frosinone. Domina l’indifferenza, che poi fa rima con vigliaccheria. Morale prima che fisica.

Risuona nei secoli l’anatema di Gesù di Nazareth: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno sono belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume”.

Ha ragione Bergoglio: bisogna rompere i silenzi schiaccianti.

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