Usciremo dal Covid più forti: ecco la strada

Un webinar organizzato dalla Presidenza della Pisana tira le somme sugli interventi di Governo e Regione Lazio per ripartire. Con pochi lacciuoli legali e con una strategia collegiale.

Tirare le somme e tracciare la rotta. E farlo dopo il censimento delle misure che Governo Conte 2 e la Regione Lazio stanno mettendo assieme per fare argine all’emergenza Covid. Per trasformare quell’argine in un ponte verso il futuro che Covid ha accelerato.

Le somme le ha tirate un webinar organizzato dalla Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio. Il titolo era quello giusto per attirare gli addetti ai lavori:Strumenti e bonus di sostegno economico per affrontare la crisi pandemica”. Il moderatore non poteva essere più giusto: perché sta a significare che la Regione ci mette la faccia direttamente, se alle parole non seguiranno i fatti sarà lui il bersaglio delle critiche, direttamente il presidente del Consiglio regionale del Lazio Mauro Buschini.

Mauro Buschini

Un incontro con poche chiacchiere e tanti dati concreti. Con un obiettivo ambizioso: il sempre più raro crisma dell’utilità vera. Questo anche grazie alla presenza, tra gli altri, della vicepresidente Inps Maria Luisa Gnecchi. E assieme a lei degli assessori regionali Paolo Orneli per lo Sviluppo Economico e Claudio Di Berardino per il Lavoro. Con loro anche un rappresentante del governo centrale, il deputato Pd Claudio Mancini, membro della Commissione Bilancio della Camera.

Un summit on line che ha fornito «informazioni relative alle opportunità, per cittadini, imprese e associazioni, derivanti dalle misure statali e regionali in relazione all`emergenza sanitaria in corso».

Con il recovery crescita assicurata

E proprio Mancini ha messo in riga gli argomenti mainstream. Lo ha fatto disegnando l’obiettivo del Recovery Fund: 3 punti Pil in sei anni e alla via così.

«Mentre si interviene sull’emergenza sanitaria con 100 miliardi di euro in questo anno, si sta programmando una ripartenza economica. Ripartenza che ha l’obiettivo ambizioso di portarci a una crescita nei sei anni del Recovery Fund media intorno al 3% annuo. Il nostro obiettivo è utilizzare le risorse per far crescere il Pil e l’occupazione».

Claudio Mancini. Foto © Stefano Carofei Imagoeconomica

Gli ha fatto eco Maria Luisa Gnecchi, vicepresidente Inps, cioè dell’ente che è di fatto bouquet operativo di quasi tutte le iniziative economiche sul tavolo.

Ente cioè che per sue natura non può vivere nel limbo comunicativo con le istituzioni. «Il nostro problema non è tornare alla crescita dello 0,1 o 0,2 degli anni passati. Il nostro problema è utilizzare questo indebitamento per far risalire il Pil e ritornare ai livelli precedenti. E’ evidente poi che tutto diventa difficile da gestire. Il solo articolo 9 dell’ultimo decreto Ristori contempla 16 categorie solo per i lavoratori atipici. In questo periodo c’è stato uno tsunami di norme, anche a volte ingarbugliate. Vedi le indennità Covid in termini di bonus. E’ evidente poi che tutto diventa complicato, difficile da gestire».

Troppe norme, pure ingarbugliate

Poi la chiosa. Ed è stata chiosa che ha chiamato in causa anche la maggiore collaborazione delle Regioni e soprattutto del Parlamento.

L’Inps chiede per mezzo della vicepresidente Gnecchi norme meno caotiche

Proprio perché se c’è una cosa che uccide l’efficacia di un intervento, quella è la proliferazione dei codicilli tanto cari alla mistica italiana da Giolitti in poi.

«Tuttavia, nel periodo di dramma che stiamo vivendo sono stati importanti tutti gli interventi fatti dal Parlamento. Ovviamente noi abbiamo dovuto cercare di metterli in pratica tutti. Questo con alcune velocità e altre lentezze su cui però purtroppo la situazione è stata di grande e reale sovraccarico».

Usciremo più forti

Mauro Buschini ha giocato la carta della concretezza al posto della discettazione di principio. I bilanci sono in approvazione e le risorse ci saranno.

«Il Governo e la Ragione Lazio stanno per approvare i rispettivi bilanci. Ci sono risorse destinate ad affrontare la crisi. Sono convinto che il nostro Paese può uscirne più forte di prima. E che ci possa essere un rilancio importante della nostra economia».

Mauro Buschini

Una vera opportunità dunque, rispetto al valore della quale Buschini non ha dubbi: è un segnale importante. Quale? «L’idea che nessuno sarà lasciato solo per me questa mattina prende le gambe. Con i relatori intervenuti oggi possiamo svolgere insieme un ottimo lavoro».

Perché ottimo? Per motivi concreti, empirici ed incontestabili. Ma soprattutto per motivi che trovano nelle collegialità di intenti e di comparti la loro vera forza. Sarà quella a fare la differenza. «Il Consiglio regionale del Lazio approverà, insieme alla finanziaria, la Programmazione europea dei prossimi anni. Mettiamo insieme infrastrutture e politiche attive di lavoro e formazione. Poi sviluppo e sostegno alle imprese, agricoltura, commercio, ambiente. Insomma manovre importanti con in campo tante risorse che potranno fare la differenza».

L’opportunità del Consorzio

Francesco De Angelis

Una leva di sviluppo arriverà dal Consorzio Industriale Unico del Lazio. Cioè dalla sommatoria degli attuali consorzi industriali. Genererà una sorta di super assessorato operativo, capace di programmare lo sviluppo industriale in maniera complessiva e non più a compartimenti stagni. Tanto per fare un esempio: Gaeta non penserà solo al suo porto, ma anche alle connessioni con il Cassinate.

Siamo vicini alla realizzazione del Consorzio unico – spiega Francesco De Angelissarà uno dei più importanti del Paese. Le opportunità saranno straordinarie, avremo la possibilità di agganciare la ripresa ed essere importanti per il sostegno alle imprese».

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