Vaccino Sputnik, pronte Biomedica e Acs Dobfar

Contatti con Biomedica Foscama ed Acs Dobfar per la produzione e l'infialamento del vaccino anticovid Sputnik V. Il Distretto Farmaceutico Frosinone - Latina sempre più hub contro il SarsCoV2

La salvezza potrebbe arrivare dalla Russia passando per Ferentino e Anagni. Le due città sono pronte a lanciarsi nella produzione del vaccino russo Sputnik V, considerato efficace contro il Sars-CoV2 ed al vaglio dell’Agenzia del Farmaco Europea Ema per l’autorizzazione.

Sono in corso contattati gli stabilimenti farmaceutici Acs Dobfar di Anagni e Biomedica Foscama di Ferentino. Il primo potrebbe avere un ruolo nella produzione, un reparto è pronto; il secondo si occuperebbe dell’infialamento del prodotto. Biomedica Foscama ha già investito 10 milioni di euro ed attende gli ordini dalla Russia.

I laboratori dello Sputnik

Al momento non ci sono ancora contratti firmati ma i contatti vengono confermati. Sono stati chiesti i documenti sui quali poi costruire il rapporto industriale. 

Il distretto Chimico farmaceutico che si trova tra le province di Frosinone, Latina e Roma si è convertito nell’ultimo anno in un Hub Anti Covid. Catalent di Anagni è in prima linea da tempo e sta infialando il vaccino Astrazeneca; a poca distanza lo stabilimento Sanofi, sempre ad Anagni partirà da giugno con la produzione del vaccino in collaborazione con Gsk: 300 milioni di dosi del vaccino rimbinato e adiuvato a base di proteine.

Il virologo dice si

A favore dell’impiego dello Sputnik V si è espresso in mattinata il virologo dell’università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco. Ha definito “Interessante l’opzione di poter produrre Sputnik anche in Italia. Ci sono aziende che con qualche implementazione potrebbero tranquillamente contribuire e produrre a sufficienza. Per quanto riguarda invece le acquisizioni di dosi, l’ideale sarebbe muoversi con un’unica regia centralizzata sui vaccini, evitando rischiose mediazioni in autonomia e più rivoli“.

Il problema è la quantità di dosi. ne occorrono tante per riuscire a vaccinare tutti. “Abbiamo visto interessanti risultati dagli studi clinici – dice Pregliasco sempre a proposito dello Sputnik V – . Quindi perché non usarlo? Ci vuole il massimo per completare al più presto la campagna vaccinale. Ma non dobbiamo illuderci: bisogna vedere se c’è disponibilità di dosi anche per Sputnik, perché non è detto che ce ne siano grandi quantità e che sia tutto facile“.

La Regioni spingono

NICOLA ZINGARETTI E ALESSIO D’AMATO. (FOTO: CARLO LANNUTTI / IMAGOECONOMICA)

Il Lazio è tra le Regioni più attive sul fronte della vaccinazione anti Covid: è la prima Regione italiana per la percentuale degli over 80 immunizzati. Oggi è stata superata la quota delle 50mila vaccinazioni agli over 80 anni.

A rendere tutto più semplice è il sistema di prenotazione on line: basta inserire il codice fiscale dell’assistito purché sia nato nel 1941 o negli anni precedenti. In automatico si riceve l’elenco delle disponibilità e si può scegliere tra il posto più comodo o quello dove si fa prima.

L’assessore Alessio D’Amato spinge per avere forniture di vaccini, a prescindere dal marchio. Con lui ci sono anche gli assessori delle regioni Campania, Veneto e Umbria: sono pronti a comprare in proprio i vaccini e seguono da vicino l’evoluzione delle autorizzazioni allo Sputnik V.

Meglio ancora se la produzione dovesse avvenire a Ferentino e Anagni, cioè nel cuore industriale della Regione Lazio.

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